Ricerca e innovazione

Il desiderio di ricercare, è espressione della "curiosità" che a sua volta induce il bisogno a comprendere che è per  l' "homo sapiens" irrinunciabile.

Stiamo vivendo il periodo più ricco nella storia delle scoperte scientifiche.

Poiché l'uomo è anche "faber",  cioè vuole inventare e costruire, per se' e per gli altri,  ha immaginato e realizzato la "tecnologia".

Ma, per costruire, bisogna conoscere e prevedere.

Da questo nesso origina l'essenziale ed universale legame tra la scienza e la tecnologia, tra la conoscenza e l'invenzione.

Agia   è  consapevole che l'agricoltura italiana deve  accrescere la propria competitività con un minore utilizzo delle risorse idriche, minore impiego di energia, meno fertilizzanti (soprattutto fosforo e azoto),  minori pesticidi e un migliore stato dei suoli, risorsa essenziale per la produzione agricola e ciò richiede importanti innovazioni di processo e di prodotto.

Nuova Vision in materia d' Innovazione & Ricerca.

Nel presente e soprattutto nel futuro sempre maggiore importanza avranno problemi di "etica", specialmente nel campo delle scienze della vita.

E' per noi chiaro che le soluzioni per risolvere  i problemi della società vanno trovate essenzialmente attraverso decisioni di natura politica e non lasciate quindi ai soli scienziati. 

Dagli  scienziati ci attendiamo un atteggiamento scientifico basato su fatti, sulla curiosità di sapere, sulla ricerca coraggiosa di concetti fondamentalmente nuovi, così come fece Faraday che scoprì  l'elettricità; egli  non lavorò cercando di  migliorare l'efficienza delle candele!!

Allo stesso mondo Ford scoprì il motore a scoppio: egli non lavorò cercando di migliorare il cavallo da tiro!

La biologia molecolare non è stata scoperta migliorando la botanica.

Questi due esempi illustrano lo spirito e l'atteggiamento scientifico che dovrebbe caratterizzare i ricercatori e da cui la società potrebbe trarre grande beneficio.

Ciò è reso ancora più essenziale dall'accelerazione dei processi evolutivi che caratterizzano il del Villaggio Globale.

Parafrasando l'adagio che dice "tutte le civiltà sono mortali" potremmo dire che "tutte le tecnologie sono mortali".

Se crediamo a questa affermazione allora dobbiamo essere consapevoli che "copiare il passato non è più sufficiente" : dobbiamo inventare, per tenere testa alla competizione.

L'inventività evolutiva è intrinsecamente associata all' interconnessione.

Quindi, se limitassimo il raggio di interazione tra individui ad alcuni chilometri (zero), come era il caso della società rurale  fina al 1950, ritorneremmo ad una produttività comparabile a quella di allora.

L'interconnessione a tutti i livelli e in tutte le direzioni, è  "melting pot",  e perciò un elemento essenziale nella catalisi della produttività.

L'internazionalizzazione della scienza e l'innovazione tecnologica espresse spesso con il linguaggio comune della matematica stanno seguendo lo stesso percorso, dal momento che le leggi della Natura sono evidentemente universali.

La globalizzazione nelle scienze ha amplificato in misura eccezionale l'efficacia della ricerca e fatto ancora più importante è che essa non ha eliminato le diversità, ma ha creato un quadro all'interno del quale la competizione estremamente intensificata tra individui ha migliorato la qualità dei risultati e la velocità con la quale essi possono essere raggiunti.

Ne è derivato un meccanismo a somma positiva, nel quale i risultati dell'insieme sono largamente superiori alla somma degli stessi presi separatamente, gli aspetti negativi individuali si annullano, gli aspetti positivi si sommano, le buone idee respingono le cattive e i mutamenti competitivi scalzano progressivamente i vecchi assunti dalle loro nicchie.

In questo contesto la sfida che abbiamo difronte è la seguente:

Come riusciremo a preservare la nostra identità culturale, nella globalizzazione che oltre ad interessare i settori economico e tecnologico,  invaderà rapidamente l'insieme della nostra cultura?

Lo stato di cose attuale potrebbe, e talvolta riesce, a renderci inquieti per il pericolo dell'assorbimento delle differenze culturali e di conseguenza, del  rischio  di aver un unico "cervello planetario" e una cultura uniforme.

Le colture OGM ne sono l'esempio forse più eclatante,  almeno in Europa!

Possiamo avere piuttosto un'esplosione della diversità?

Si a condizione che gl' individui  facciano appello alla loro  diversità regionale, alla loro cultura specifica e alle loro tradizioni al fine di aumentare la loro competitività e di trovare il modo di uscire dall' omologazione globale.

La diversificazione tra le radici culturali di ciascuno di noi è un potente generatore di idee nuove e di innovazione. E' partendo da queste differenze che si genera il diverso, cioè il nuovo.

Esistono un posto ed un ruolo per ognuno di noi?

Si, sta a noi identificarli e conquistarceli.                                              Ciononostante, bisogna riconoscere che, anche se l'uniformità può creare la noia, la differenza non è scevra da problemi.

Esiste, ciononostante, in tutto ciò un grande pericolo che non va sottovalutato.

E' chiaro che in un tale veloce cambiamento, dominato da tecnologie nuove, che non tutti saranno in grado di assimilare  e pertanto resteranno inevitabilmente a margine di questo processo.  

Si deve evitare che una nuova generazione di illetterati "tecnologici" raggiungerà la folla di coloro che oggi sono già socialmente emarginati.

Ciò dimostra che, a tutti i livelli, l'educazione e la formazione sono una necessità.   

Dobbiamo agire rapidamente poiché i tempi attuali sono sempre più brevi.

Le nuove generazioni, per la prima volta nella storia, nella società contano maggiormente e dovranno, a loro volta, insegnare alle vecchie.

Questo è esattamente l'opposto di ciò che avviene nella società classica, nella quale la competenza è attribuita principalmente e automaticamente ai personaggi più importanti per il loro status o per la loro influenza politica.

L'obiettivo fondamentale da raggiungere, con le attività di "Ricerca &Innovazione" deve essere lo sviluppo di un'agricoltura che produce di più (food security) utilizzando meno risorse e in particolare quelle ambientali consentendo altresì agli imprenditori agricoli di incrementare il reddito aziendale!

E' evidente che in un sistema di imprese agricole come quello italiano le attività di ricerca dovranno essere indirizzate verso le imprese professionali e innovative.

Le recentissime esperienze di start up tecnologiche dovranno essere migliorate e adattate al mondo agricolo cercando di concentrare l'attenzione sulla domanda piuttosto che sull'offerta.

Lo strumento  con il quale si dovrà gestire  il processo amministrativo dovrà essere il Bando che dovrà prevedere la priorità per i progetti presentati da reti d'impresa o cluster con un aiuto maggiorato se costituite da giovani.

Le stesse imprese, che adotteranno azioni di ricerca, dovranno beneficiare di azioni di formazione e di consulenza aziendale erogate da centri accreditati.

Il potenziamento del sistema di consulenza dovrà riguardare gli aspetti relativi alla gestione, cercando di elevare la produttività dei fattori produttivi, considerando che negli ultimi 20 anni le attività sono state quasi esclusivamente rivolte alla sostenibilità ambientale.

Per raggiungere l'obiettivo sopra richiamato particolarmente utile può Il Partenariato europeo per l'innovazione (Pei) che possiamo definire "un  patto tra Istituzioni, imprenditori agricoli e mondo della Ricerca" volto a catalizzare  l'innovazione in modo tale che le parti possano affrontare le sfide di oggi e prepararsi per un'agricoltura del domani che sia economicamente sostenibile e produttiva.

Al sostantivo "catalizzatore" attribuiamo il significato di facilitatore e accelleratore della costruzione di ponti tra la ricerca e la  pratica dell'agricoltura in modo da favorire lo scambio di conoscenze  e di esperienze maturate con le azioni innovative.

Per facilitare questo scambio la Direzione Generale della Commissione Europea ha istituito dall'11 luglio scorso il Service Point Eip. Che funge da "mediatore" nel migliorare la comunicazione e la cooperazione tra i diversi attori dell'innovazione attraverso un confronto diretto (faccia a faccia).

Per la complessità degli argomenti e al fine di rendere chiara e facilmente comprensibile la posizione di Agia sui temi della Ricerca e dell'Innovazione abbiamo predisposto una Road Map (allegato) che se venisse condivisa e attuata consentirebbe al mondo agricolo e a quello della ricerca e dell'innovazione di fare importanti progressi.

 

CONTENUTI CORRELATI