Consolidamento e sviluppo

Consolidamento e sviluppo dopo il primo insediamento

Dopo l'insediamento il giovane può avere e molto spesso ha, bisogno di effettuare investimenti aziendali per cercare di rendere l'azienda più redditizia.
Si pone, quindi, la necessità di avere disponibili risorse finanziarie adeguate ai bisogni.
I giovani reperiscono con diverse modalità e da diversi fonti, le risorse necessarie; in alcuni casi il giovane viene dotato dai genitori o parenti delle risorse necessarie.
Più spesso deve richiedere finanziamenti al sistema bancario e finanziario; talvolta si avvale di un finanziamento pubblico che copre solo parzialmente il costo dell'investimento. In questo caso spesso ha necessità di avere un finanziamento dal sistema finanziario per cofinanziare il progetto approvato dall'ente pubblico.
Dal 2000 ad oggi i finanziamenti pubblici di cui hanno beneficiato i giovani che si sono insediati in agricoltura hanno trovato come principale strumento il "Piano di sviluppo rurale"
Più raramente hanno beneficiato di altri finanziamenti nazionali soprattutto da parte di ISMEA, con l'ex proprietà Contadina, con il "subentro" che consente ai giovani imprenditori agricoli, anche organizzati in forma societaria, di subentrare nella conduzione di un'azienda presentando un progetto per lo sviluppo o il consolidamento dell'azienda oggetto del subentro attraverso iniziative nei settori della produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
Questa opportunità è molto interessante anche se molto complessa e quindi difficile da concretizzare.   
In altre occasioni hanno beneficiato di fondi regionali.
Anche il Premio Unico della PAC in alcuni casi è stato utilizzato dai giovani per avere anticipazioni dalle banche per effettuare gli investimenti.
Il "Premio di Primo insediamento" abbinato dal 2007 alla misura degli investimenti aziendali è stata la forma di finanziamento di cui hanno beneficiato la maggior parte di giovani che si sono insediati.
Secondariamente molti giovani sono stati beneficiari di "misure agroambientali", di indennità compensativa, di misure forestali dei Psr che hanno dato liquidità alla gestione aziendale e quindi consentito di realizzare investimenti.
In terzo ordine molti giovani uomini e donne hanno avuto risorse e potuto effettuare investimenti per la diversificazione produttiva in primis l'agriturismo.
Delle questioni relative purtroppo non esiste nessuna ricerca o documento aggiornata all'attualità che misuri la quantità dei finanziamenti pubblici che hanno ricevuto i giovani agricoltori da quando venne istituito l'aiuto specifico per i giovani agricoltori con il Reg. CE 797/85!
Non è possibile conoscere neanche l'entità delle domande di finanziamento pubblico presentate dai giovani che sono state bocciate o non finanziate nell'ultimo periodo di programmazione comunitaria (dal 2007 a oggi).
Di conseguenza non si conoscono le motivazione delle partiche presentate e non finanziate!  Da aprile 2013 l'INEA ha pubblicato un "Quaderno" dal titolo "I giovani e il ricambio generazionale nell'agricoltura Italiana" che presenta un' analisi aggiornata dei fenomeni qualitativi e quantitativi che hanno interessato i giovani agricoltori negli ultimi 13 anni.

Le difficoltà principali specifiche del settore agricolo
I principali ostacoli che incontrano i giovani che si insediano sono riconducibili ai seguenti fattori:

  • Accesso alla terra, e al lavoro;
  • Accesso al capitale, in particolare al credito bancario;
  • Accesso a finanziamenti pubblici;
  • Adeguamento alle normative (benessere animale, condizionalità, norme sanitarie, ecc.)

Le principali difficoltà derivanti dal "sistema paese".
L'imprenditoria agricola giovanile ha un gran bisogno di politiche che consentano di migliorare la competitività anche attraverso la riduzione dei costi produttivi.
Anche il sistema delle imprese agricole fatica molto a reggere il confronto con i costi produttivi dei nostri partner europei.
Ad esempio nel campo energetico sosteniamo costi superiori del 40% alla media europea; del 60% nelle infrastrutture e reti e dell'80% del credito e delle assicurazioni!
Accanto a questi dati espliciti che rendono impari la competizione dei giovani italiani con i colleghi comunitari esiste un fattore non quantificato che rende difficile la convivenza quotidiana: il sistema Burocratico che si contraddistingue spesso per immobilismo e ostacolo culturale all'intraprendenza imprenditoriale oltre per l'affanno finanziario cronico e crescente in cui si trova da alcuni anni.
Non è assolutamente sostenibile che l'Amministrazione pubblica abbia dei tempi di risposta delle istanze che durano molto più dei 180 giorni previsti dai diversi regolamenti procedurali.
L'imprenditore agricolo giovanile del XXI secolo ha bisogno di risposte veloci, chiare e risolutive sia rispetto alle opportunità a cui chiede di accedere che ai problemi che deve risolvere!
Il sistema pubblico quindi deve essere profondamente riformato e riorganizzato per renderlo efficiente e quindi in grado di liberare risorse da utilizzare per gli investimenti e la riduzione della pressione fiscale.
Particolarmente utile per il raggiungimento dell'obiettivo di semplificazione amministrativa potrà essere l'"Agenda Digitale" che grazie alle opportunità offerte dalla tecnologia ci può mettere in condizioni di competere nel mondo.
Occorre affrontare con incisività questo ritardo, eliminando i digital divide, che è particolarmente presente: nell' 82% delle aree rurali; sviluppare la cultura digitale con l'obiettivo di liberare le potenzialità di Internet, costituisce una delle principali opportunità di sviluppo, con benefici economici e sociali per l'intero Paese.  Su questo tema Agia svolge da mese un attenta opera di monitoraggio della soluzione del problema e sollecita il Ministero dello sviluppo Economico a risolvere le diverse questioni che impediscono di avere pari opportunità rispetto alle aree urbane.

 

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