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25 e 26 luglio: I giovani Agia partecipano a due workshops sulla desertificazione in Val d'Agri

Due workshops sui processi di desertificazione in atto in Basilicata interesseranno la Val d’Agri nei giorni del 25 e 26 luglio prossimi, e si terranno rispettivamente a San Brancato di Sant’Arcangelo (Pz), presso il ristorante “Il Mulino”, ed a Missanello (Pz) presso l’Hotel Apogeo.  A promuovere l’iniziativa è il prof. Giovanni Quaranta, docente di economia e politica agraria presso il Dipartimento Tecnico Economico per la Gestione del Territorio Agricolo-Forestale dell’Università della Basilicata, responsabile scientifico del progetto di ricerca Desertlinks (Combating Desertification in Mediterranean Europe: Linking Science with Stakeholders), finanziato dalla UE e riguardante i processi di desertificazione nei paesi del Bacino del Mediterraneo (per l’Italia l’area di studio è la Val d’Agri).

Il gruppo di ricerca dell’Università della Basilicata ha stabilito una proficua collaborazione con l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia (Agia), per promuovere la più ampia partecipazione degli agricoltori alle iniziative. Gli agricoltori, infatti, rappresentano i principali fruitori del territorio e attraverso la loro attività possono influenzare significativamente i processi di degrado e/o ripristino delle risorse ambientali.

La partecipazione ai workshops, che prevede il coinvolgimento attivo durante tutte le fasi dello svolgimento, è estesa oltre che ai giovani agricoltori della Cia anche a rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, ad operatori del settore turistico ed artigianale nonché alle principali organizzazioni non governative attive sul territorio.

Il workshop previsto per il giorno 25, focalizzerà l’attenzione sulle principali forze determinanti i processi di desertificazione e le pressioni che si originano sull’ambiente e coinvolgerà prevalentemente gli agricoltori. Il workshop del 26 è organizzato in collaborazione con un gruppo di ricerca dell’ICIS (International Center for Integrative Studies – Università di Maastricht, Olanda) e rientra all’interno delle attività previste dal progetto MedAction (Policies for land use to combat desertification).

L’auspicio degli organizzatori è far sì che il mondo della ricerca e quello “reale” si incontrino e che questo scambio di informazioni costituisca una valida premessa per sviluppare adeguate azioni di politica in grado di contrastare efficacemente il problema della desertificazione.

 


La Desertificazione, negli ultimi decenni, si è imposta all’attenzione pubblica mondiale come una delle problematiche ambientali più significative. Da fenomeno strettamente legato a squilibri sociali ed ambientali, come la carestia, la fame e la povertà e, quindi, sostanzialmente ascrivibile ai paesi in via di sviluppo, la desertificazione ha cominciato ad assumere significato anche nelle aree del Nord del mondo, entrando a pieno titolo nelle agende politiche di numerosi Paesi. Se alla fine degli anni ’70 la desertificazione era intesa come “riduzione o distruzione del potenziale biologico del terreno che può condurre a condizioni desertiche (UNEP, 1977), oggi il concetto comprende tutti quei fenomeni di “degradazione delle terre in aree aride, semiaride, e secco sub-umide derivante da diversi fattori, tra cui le variazioni climatiche e le attività antropiche (UNEP, 1994). All’interno, dunque, di questa complessa interazione tra fattori fisici, biologici, politici, sociali, culturali ed economici ha acquistato centralità crescente, nella definizione del problema, il ruolo dell’uomo e l’impatto delle sue azioni sul territorio. Parallelamente, si è andata affermando, sempre di più, la consapevolezza di quanto sia importante attivare meccanismi di partecipazione delle comunità locali nell’intero processo che dal riconoscimento del problema arriva fino alla formulazione di strategie di mitigazione e di risoluzione dello stesso.

All’interno di questo scenario si collocano le iniziative che interesseranno la Val d’agri nei giorni del 25 e 26 luglio prossimi, rappresentate da due workshops che si terranno rispettivamente a San Brancato di Sant’Arcangelo (Pz), presso il ristorante “Il Mulino”, ed a Missanello (Pz) presso l’Hotel Apogeo.  A promuovere l’iniziativa è il prof. Giovanni Quaranta, docente di economia e politica agraria presso il Dipartimento Tecnico Economico per la Gestione del Territorio Agricolo-Forestale dell’Università della Basilicata, responsabile scientifico del progetto di ricerca Desertlinks (Combating Desertification in Mediterranean Europe: Linking Science with Stakeholders), finanziato dalla UE e riguardante i processi di desertificazione nei paesi del Bacino del Mediterraneo (per l’Italia l’area di studio è la Val d’Agri). Il workshop previsto per il giorno 25 focalizzerà l’attenzione sulle principali forze determinanti i processi di desertificazione e le pressioni che si originano sull’ambiente, coinvolgendo prevalentemente agricoltori. Il workshop del 26 è organizzato in collaborazione con un gruppo di ricerca dell’ICIS (International Center for Integrative Studies – Università di Maastricht, Olanda) e rientra all’interno delle attività previste dal progetto MedAction (Policies for land use to combat desertification).

Entrambi i progetti hanno individuato nei focus group workshops e, quindi, nel coinvolgimento di coloro i quali effettivamente vivono ed interagiscono con il territorio, il punto di forza e di innovazione. Attraverso questa attività, infatti, il mondo della ricerca e quello “reale” si incontrano ed hanno la possibilità di discutere dei problemi legati ai fenomeni della desertificazione e del degrado ambientale.  Questo scambio di informazioni è fondamentale sia per sviluppare adeguate azioni di politica e sia per far in modo che le stesse siano effettivamente utilizzate e raggiungano lo scopo prefissato.

E’ proprio su questa consapevolezza che si fonda la proficua collaborazione tra il gruppo di ricerca dell’Università della Basilicata e l’Agia (Associazione dei giovani agricoltori della Cia). Gli agricoltori, infatti, rappresentano i principali fruitori del territorio e attraverso la loro attività possono influenzare significativamente i processi di degrado del suolo. E questa funzione acquista ancora maggiore centralità se collocata all’interno degli scenari di politica agricola comune che assegnano una importanza crescente al ruolo che gli agricoltori possono svolgere nell’azione di presidio e salvaguardia delle risorse naturali.

La partecipazione al workshop, che prevede il coinvolgimento attivo durante tutte le fasi del suo svolgimento, è estesa oltre che ai giovani agricoltori della Cia anche a rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, ad operatori del settore turistico ed artigianale nonché delle principali organizzazioni non governative attive sul territorio. L’auspicio degli organizzatori è quello di creare un ambiente di lavoro all’interno del quale i partecipanti si sentano liberi di esprimere le proprie opinioni e di integrarsi in maniera aperta e costruttiva alla discussione, e, soprattutto, che l’iniziativa rappresenti solo l’inizio di un lungo percorso di fattiva collaborazione e scambio.

 


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