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Conferenza
Europea dei Giovani Agricoltori 28 e 29 marzo 2003 Saluto
del Presidente dell'AGIA Gianluca Cristoni BENVENUTI
A ROMA, SONO FELICE DI PARTECIPARE INSIEME A TUTTI VOI A
QUESTO IMPORTANTE EVENTO. Vi
saluto a nome di tutti i giovani agricoltori italiani associati nell’AGIA, che
presiedo, nel Movimento Giovanile Coldiretti e nell’ANGA. Ai
bambini presenti affidiamo, simbolicamente, il ricordo di
questo giornata, affinché, crescendo, siano
testimoni del cambiamento dell’agricoltura che vede
protagonisti noi giovani imprenditori. Un
grazie alle autorità presenti: al Ministro Alemanno che
con caparbietà ha affermato in ambito europeo la necessità
della Conferenza, al Presidente della Regione Lazio Storace
ed all’Assessore Iannarilli
per l’impegno profuso nella realizzazione di questo
importante evento. Non
è stato semplice il percorso seguito fino ad oggi. Tutto
è cominciato il 6 dicembre del 2001 con la “Dichiarazione
congiunta sui giovani agricoltori” sottoscritta dalle
Istituzioni Europee e fortemente voluta dal CEJA. Ed
è proprio al CEJA ed al suo Presidente Hans Benno
Wichert che
rivolgiamo il nostro più vivo ringraziamento, convinti di
esprimere il pensiero di tutti i presenti. Tutti
insieme, i giovani agricoltori europei uniti, per dire con
forza che, fare agricoltura, significa accettare,
quotidianamente, sfide sempre nuove. Spesso
c’interroghiamo sul futuro dell’agricoltura e cerchiamo
di intravedere le prospettive di sviluppo che possano
soddisfare le nostre aspettative. Oggi
fare impresa in agricoltura significa misurarsi con il mondo
avendo il coraggio di perseguire l’innovazione,
seguendo scenari compatibili con l’identità
dell’azienda per rimanere nel mercato e al tempo stesso
“essere nella società”. Saper
cambiare,
in questo senso, diviene la base per competere in un
mercato che ormai non regge più il ritmo. Dalla
Conferenza Europea, noi giovani ci aspettiamo, non solo
politiche che garantiscano
un futuro ai giovani agricoltori e quindi all’agricoltura
e alla società,
ma anche un forte MESSAGGIO DI PACE, senza la
quale non c’è sviluppo e non c’è futuro. Un
appello per affermare il valore dell’Unità dell’Europa
in “un cielo con 25 stelle”. Noi
giovani agricoltori CI SIAMO e garantiamo tutto il
nostro impegno a cominciare dalle proposte che avanzeremo
domani con una sola voce, quella del Presidente del CEJA
Hans Benno Wichert. Concludendo,
ci piace pensare che, nei prossimi anni, quando torneremo su
questi luoghi, il radicamento dei lecci, oggi piantanti,
simboleggerà il radicamento dei valori che rappresentiamo. Auguriamo
a tutti un buon soggiorno in Italia |