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Conseil Européen des Jeunes Agriculteurs
Bruxelles, 27 ottobre 1999
Documento di lavoro per il Seminario CEJA di Santiago de Compostela, Spagna
20-23 novembre 1999
L'interazione tra il settore agricolo e il settore agro-industriale
Nell'ultimo ventennio il settore della produzione alimentare è cambiato in maniera marcata. Come risultato dell'apertura di mercati alimentari con una clientela che richiede prodotti a prezzi più bassi, il commercio alimentare al dettaglio sta diventando più concentrato e più efficiente, più internazionalizzato e conseguentemente più potente.
D'altra parte, negli ultimi anni abbiamo assistito a scandali alimentari e a marcate preoccupazioni di tipo ambientale ed etico tra i consumatori, che hanno portato ad un aumento nei confronti della domanda di prodotti maggiormente differenziati, di "qualità" elevata e a valore aggiunto.
L'obiettivo di questo documento di lavoro è di offrire ai giovani agricoltori un panorama dell'attuale situazione del mercato, del supporto esistente da parte della Comunità Europea nei confronti del settore, ed infine di proporre strategie per utilizzare la struttura del mercato esistente nel modo il più efficace possibile.
1.0 Il settore del commercio al dettaglio
La costituzione del Mercato Unico Europeo ha creato una situazione in cui gli alimentari possono essere venduti in tutti gli stati dell'UE liberamente e indipendentemente dalle barriere legate ai prezzi o ad altri fattori. Questo significa che la concorrenza si è intensificata, in modo particolare per le società che in precedenza si appoggiavano a normative nazionali per tutelarsi dalla concorrenza internazionale, mentre si sono aperte nuove opportunità per le società con ambizioni a livello internazionale.
Questi cambiamenti non sono limitati all'Europa: la globalizzazione è una tendenza che influisce sul mercato alimentare, come avviene per altri settori, e questa tendenza è stata incoraggiata dal Round del GATT, grazie a nuove tecnologie che hanno reso economicamente possibili i trasporti alimentari su lunghe distanze, alla tendenza verso la convergenza negli schemi della domanda da parte dei consumatori di tutto il mondo, e all'ingresso di nuove forze nel mercato globale degli alimentari, in modo particolare del Giappone. Il prossimo Round dell'OMC darà seguito a questa tendenza.
Il risultato dell'aumento dei livelli di libero scambio ha già portato ad un'elevata concentrazione di dettaglianti in diversi paesi dell'UE. I cinque maggiori dettaglianti rappresentano il 70 per cento del mercato in Francia, il 63 per cento in Germania e il 47 per cento nel Regno Unito. Esistono segnali per un'ulteriore concentrazione futura, principalmente tramite acquisizioni. Alla fine, si ritiene che poche aziende emergeranno sulla scena globale.
2.0 Preferenze e percezioni del consumatore
I recenti scandali nel settore alimentare sull'origine dei mangimi per animali avrà un impatto a lungo termine sulle preferenze e sulle percezioni dei consumatori, spingendo ulteriormente le autorità nazionali ed europee ad introdurre nuove norme concernenti la sicurezza alimentare.
Per soddisfare la richiesta europea, la Commissione Europea sta progettando l'istituzione di un'Agenzia Europea per l'Alimentazione indipendente. Come affermato dal presidente Prodi in un discorso al Parlamento Europeo il 5 ottobre 1999, "questo riconquisterà la fiducia dei cittadini dimostrando che i loro interessi vengono protetti".
Non è ancora definito come questa Agenzia opererà né quali saranno le sue esatte funzioni. Sono state avanzate proposte che la delineano secondo le caratteristiche dell'Agenzia Europea di Valutazione dei Medicinali (EMEA), oppure ad essa potrà essere concesso un potere decisionale ed uno scopo di ben più ampia portata, simile a quello della Food and Drug Administration (FDA) statunitense.
L'obiettivo dell'Agenzia Europea per l'Alimentazione è innanzitutto quello di compiere una revisione fondamentale delle normative riguardanti il settore alimentare, stabilendo su queste basi un corpo coerente e aggiornato di leggi entro il 2002.
3.0 Il settore agricolo
In vista della crescente influenza esercitata dai dettaglianti e dall'industria della lavorazione alimentare, i produttori agricoli sembrano destinati a diventare un anello sempre più debole all'interno della catena agro-alimentare. Per poter affrontare un ambiente in costante cambiamento e la crescente concorrenza internazionale, i produttori agricoli hanno bisogno di sviluppare nuove strategie.
L'Agenda 2000 si è spostata dal supporto tradizionale della politica dei prezzi ad un quadro normativo più ampio, che include il supporto relativo alle misure ambientali e allo sviluppo rurale. La sezione che segue intende informare circa i principali strumenti della Comunità disponibili per i giovani agricoltori per quanto riguarda le misure di promozione e di gestione.
3.1 La Politica agricola comune
La PAC ha incoraggiato la promozione e la gestione dei prodotti agricoli e forestali attraverso le associazioni di produttori tramite la norma (CE) n. 950/97 relativa agli aiuti per gli investimenti a favore delle associazioni di produttori, la norma (CE) n. 951/97 relativa alla lavorazione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli e forestali, e la norma (CE) n. 952/97 relativa alla creazione di gruppi di produttori.
Con Agenda 2000, le norme (CE) n. 950/97 e (CE) n. 951/97 sono state integrate nella norma sullo schema di sviluppo rurale (CE) n. 1257/99, mentre la norma (CE) n. 952/97 è stata abolita.
Lo schema di aiuti orizzontali per la creazione di gruppi di produttori è stato abolito, poiché è stato affermato che questi possono ricevere supporto direttamente attraverso accordi interni al mercato comune. In realtà, solamente alcuni di questi accordi prevedono un supporto finanziario per la creazione di associazioni di produttori, mentre la maggioranza degli OCM (per esempio quelli del vino e dell'olio) incoraggia solamente la creazione di associazioni di produttori per le quali non è previsto alcun supporto finanziario. Agenda 2000 ha quindi ridotto lo strumento finanziario che incoraggia la creazione di gruppi di produttori.
L'articolo 25 della direttiva del Consiglio n. (CE) 1257/99 sostituisce le direttive (CE) n. 950/97 e 951/97 supportando gli investimenti che concorrono ad uno o più dei seguenti obiettivi:
- guidare la produzione in linea con le tendenze del mercato prevedibili o incoraggiare lo sviluppo di nuovi sbocchi per i prodotti agricoli;
- migliorare o razionalizzare i canali di commercializzazione o le procedure di lavorazione;
- migliorare la presentazione e la preparazione di prodotti o incoraggiare un uso migliorato o l'eliminazione dei sottoprodotti o degli scarti;
- utilizzare nuove tecnologie;
- favorire investimenti innovativi;
- migliorare e monitorare la qualità;
- migliorare e monitorare le condizioni di salute;
- proteggere l'ambiente.
Gli investimenti a livello di commercio al dettaglio non vengono considerati e gli investimenti per la lavorazione e la commercializzazione di prodotti provenienti da paesi terzi vengono permessi solamente nelle regioni più periferiche, e questo solamente quando tali prodotti sono destinati al mercato della regione in questione.
Verrà stanziato un finanziamento solo a favore delle imprese, ove possa essere dimostrata fattibilità commerciale. Tali imprese dovranno soddisfare i requisiti minimi riguardo all'ambiente, all'igiene e al benessere degli animali.
Verranno presi in considerazione gli esborsi per:
- la costruzione e l'acquisizione di proprietà immobili, con l'eccezione dell'acquisto della terra;
- l'acquisto di nuovi macchinari e apparecchiature incluso il software per computer;
- costi generali, come le spese per architetti, ingegneri e consulenti, studi di fattibilità, acquisizioni di brevetti e licenze, entro un tetto del 12% della spesa totale.
L'importo totale del finanziamento è limitato alle seguenti percentuali:
- il 50 % della spesa conforme ai requisiti nel caso delle regioni incluse nell'Obiettivo 1;
- il 40 % della spesa conforme ai requisiti nel caso delle altre regioni.
Con Agenda 2000, i principi del finanziamento agli investimenti sono rimasti invariati. Tuttavia, i rigidi criteri di selezione specifici del settore per il diritto all'ottenimento degli investimenti sono stati aboliti rendendo tali criteri molto più flessibili. Agenda 2000 ha inoltre incrementato il valore dei finanziamenti per coprire i costi generali conformi ai requisiti, come quelli per gli architetti, gli ingegneri e i consulenti.
3.2 Altre misure all'interno della PAC
Nel 1992 è stata introdotta una misura speciale a livello comunitario riguardante la protezione delle indicazioni geografiche (PGI) e la designazione di origine per i prodotti agricoli e alimentari (PDO), così come la definizione di alcuni nomi tradizionali, con la norma n. (CEE) 2081/92.
- designazione di origine (PDO): significa il nome di una regione, di un luogo specifico o, in casi eccezionali, di uno stato, utilizzato per descrivere un prodotto agricolo o alimentare:
- che ha origine in tale regione, luogo specifico o stato, e
- la cui qualità o le cui caratteristiche sono essenzialmente o esclusivamente dovute ad un ambiente geografico particolare con i suoi fattori naturali e umani inerenti, e la cui produzione, lavorazione e preparazione avviene nell'area geografica definita;
- indicazione geografica (PGI): significa il nome di una regione, di un luogo specifico o, in casi eccezionali, di uno stato, utilizzato per descrivere un prodotto agricolo o alimentare:
- che ha origine in tale regione, luogo specifico o stato, e
- che possiede una specifica qualità, reputazione o altre caratteristiche attribuibili a tale origine geografica e la cui produzione e/o lavorazione e/o preparazione avviene nell'area geografica definita.
- Anche alcuni nomi geografici e non geografici che designano un prodotto agricolo o un alimento che ha origine in una regione o in un luogo specifico, che soddisfano le condizioni di cui al secondo punto di (a), potranno essere considerati come designazione di origine.
All'interno di questo schema non è previsto alcun finanziamento diverso da quelli stanziati per lo sviluppo dei tre marchi, che serviranno ad assicurare agli agricoltori introiti più elevati in cambio di uno sforzo genuino per migliorare la qualità, e allo stesso tempo daranno ai consumatori la certezza di acquistare prodotti di qualità elevata.
3.2 Politica strutturale: l'iniziativa comunitaria per lo sviluppo rurale LEADER+
La proposta finale dell'iniziativa LEADER+ è stata trasmessa agli stati membri e alle istituzioni europee competenti il 13 ottobre 1999 per l'approvazione degli obiettivi, della portata e del metodo di implementazione dell'iniziativa di sviluppo rurale per il periodo 2000-2006.
L'iniziativa LEADER+ è rivolta ad incoraggiare e ad aiutare coloro che operano nel settore rurale a prendere in considerazione il potenziale a lungo termine della propria area. L'iniziativa cerca di incoraggiare l'implementazione di strategie integrate, di elevata qualità e originali per lo sviluppo sostenibile progettate per incoraggiare la sperimentazione tramite nuovi modi di:
- migliorare l'eredità naturale e culturale;
- rinforzare l'ambiente economico per contribuire alla creazione di posti di lavoro;
- migliorare le capacità organizzative della propria comunità.
La seconda categoria potrebbe contribuire ad aumentare le possibilità di lavorazione e commercializzazione di prodotti agricoli all'interno di un contesto locale. Ciò potrebbe avvenire tramite singole cooperative o gruppi di cooperative associate con l'obiettivo di creare legami più importanti tra aree locali differenti.
Verrà concessa assistenza dal punto di vista finanziario ai gruppi di associati noti come "gruppi locali d'azione", il cui ruolo sarà di costituire strategie di sviluppo e di essere responsabili per la loro attuazione. Il finanziamento sarà concentrato su tre azioni:
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-azione 1: |
supporto per strategie integrate territoriali per lo sviluppo rurale di natura pilota basate sull'approccio dal basso verso l'alto e partnership orizzontali; |
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-azione 2: |
supporto per cooperazioni all'interno del territorio e transnazionali; |
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-azione 3: |
costituzione di un network tra le aree rurali dell'Unione Europea, beneficiarie o meno di quanto stabilito secondo l'iniziativa LEADER+, e tra tutti coloro che partecipano allo sviluppo rurale. |
I fondi stanziati dalla Comunità Europea in base alle azioni 1 e 2 verranno concessi solamente ad un numero limitato di territori rurali in seguito ad una procedura di selezione aperta e rigorosa proposta dalle autorità nazionali e approvata dalla Commissione Europea.
L'iniziativa LEADER+ verrà finanziata congiuntamente dagli stati membri e dalla Comunità Europea. La clausola sulle percentuali del contributo comunitario prevede la copertura del 75% massimo dei costi totali conformi ai requisiti nelle regioni incluse nell'obiettivo 1, e del 50% massimo nelle altre aree. I contributi totali per la sezione Orientamento del FEAOG per il periodo 2000-2006 ammonteranno a 2.020 milioni di euro secondo i prezzi del 1999.
3.3 La proposta lussemburghese
Alcuni giovani agricoltori hanno richiesto incoraggiamenti dal settore del commercio al dettaglio, dal momento che alcune catene di distribuzione sono interessate a prodotti con etichette regionali, ecc., poiché questi possiedono un alto grado di commerciabilità a livello nazionale. Questo è un metodo per integrare i produttori (agricoltori e allevatori), le imprese di lavorazione (cooperative, panettieri, ecc.) e dettaglianti (supermercati), che può portare tutte le categorie ad unirsi nello sviluppo dei marchi rappresentando un modo eccellente per ottenere prezzi migliori per i prodotti agricoli.
3.4 La proposta francese
Nel settembre 1999 il CNJA ha organizzato l'evento speciale "Terre Attitute" con lo scopo di 1) incrementare le comunicazioni tra i diversi operatori, mostrando anche al pubblico che gli agricoltori non sono l'unico anello di una catena coinvolto nel processo alimentare dal campo alla tavola, 2) dimostrare al pubblico che gli agricoltori si sentono responsabili e sono preoccupati nei confronti dell'ambiente e di questioni etiche così come degli aspetti della qualità e 3) dimostrare al pubblico che il patrimonio rurale ha alcuni valori che necessitano di protezione.
Durante l'evento erano presenti tutti gli anelli della catena del settore alimentare, e anziché fornire ai consumatori un ampio panorama del settore agricolo francese, l'evento ha creato un alto livello di comprensione tra i diversi operatori del settore. L'incontro è stato finalizzato con una convenzione siglata da ogni partecipante inclusa la catena di supermercati francesi Carrefour e le società CNJA e Danone.
In breve, la convenzione incoraggia i partner al rispetto reciproco e nei confronti dei consumatori. Stabilisce inoltre che questioni come la sicurezza alimentare, l'ambiente, l'equilibrio economico e il patrimonio nazionale non dovrebbero essere messi in pericolo da nessuno dei partner a causa della concorrenza, in questo modo sperando di poter riguadagnare la fiducia del consumatore.
3.5 Il potere del codice a barre
Sebbene i codici a barre non siano obbligatori, essi vengono utilizzati sempre più frequentemente. Questo strumento rappresenta molti vantaggi per il produttore, il dettagliante, il distributore, ecc. Per quanto riguarda il dettagliante, i codici a barre facilitano la gestione del magazzino e contribuiscono alla creazione di un sistema più trasparente. Per il consumatore la spesa può essere facilitata grazie alla riduzione delle code alle casse, mentre per i produttori essi permettono la differenziazione.
In futuro potrà essere possibile lo sviluppo di codici a barre in grado di identificare l'agricoltore e/o la cooperativa di produzione. Questa strategia renderà possibile ai consumatori il reperimento di informazioni sui metodi di produzione, ecc., che evidenzieranno il legame tra il prezzo e i metodi di produzione, permettendo così ai produttori europei la richiesta di prezzi più elevati in considerazione delle questioni ambientali e qualitative.
4.0 Quali strumenti devono scegliere i giovani agricoltori?
Le principali caratteristiche all'interno dei piani di sviluppo rurale per la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli riguardano la spinta della competitività del settore agricolo e allo stesso tempo il supporto dello sviluppo di nuove attività e fonti di occupazione nelle aree rurali.
L'iniziativa LEADER+ potrebbe incoraggiare la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli in modo particolare a livello locale, considerando soprattutto le iniziative proposte da individui locali o sviluppando una sorta di network tra cooperative.
Le preferenze regionali determineranno quali strumenti adottare. Tuttavia, qualsiasi giovane agricoltore che proverà che la sua produzione è in grado di ottenere uno dei tre marchi, dovrebbe usarlo: "L'importanza degli standard divergenti aumenta man mano che le barriere doganali vengono eliminate, e un numero sempre maggiore di partner commerciali con metodi di produzione e di lavorazione diversi cerca di sfruttare il proprio vantaggio comparativo" (Future for food, OCSE 1998, pag. 179).
A questo punto ASAJA vorrebbe sottolineare che qualunque strategia venga scelta dal giovane agricoltore, egli dovrebbe farsi carico delle spese concernenti le questioni agro-ambientali, dal momento che è importante iniziare a cercare alternative all'agricoltura tradizionale.
4.0 Dichiarazione politica da parte di altre organizzazioni
In vista della crescente influenza dei dettaglianti e delle società di lavorazione, i produttori agricoli sembrano destinati a diventare un anello sempre più debole della catena agro-alimentare. Come parziale conseguenza, ci si aspetta un incremento della concentrazione nel settore agricolo. La cooperazione, tuttavia, potrebbe essere un modo alternativo di sfruttamento delle economie di scala, sviluppando il potere del mercato e creando più valore aggiunto, in particolare attraverso l'assicurazione della qualità. Le moderne cooperative potrebbero anche portare agli agricoltori i consigli di cui maggiormente necessitano per l'utilizzo delle tecnologie, la scelta degli input e nella copertura contro i rischi. Tuttavia, per essere in grado di svolgere questo ruolo in modo efficace le cooperative dovranno adattarsi alle nuove condizioni del mercato sempre in evoluzione (Future for food, OCSE 1998, p. 14).
[...] Le cooperative agricole devono rispondere a [..] sfide future utilizzando una strategia offensiva. Questo significa che le cooperative sfruttano le sfide e gli ostacoli futuri trasformandoli in nuovi parametri di competizione e fissando gli standard nella catena alimentare.
In generale, le cooperative agricole hanno preso nota delle condizioni del mercato in evoluzione e della domanda del consumatore avviando una tendenza verso il cosiddetto 'modello cooperativo imprenditoriale'. Questo modello possiede ancora la forza del potere controbilanciante del normale modello cooperativo, rispondendo inoltre, in generale, a sfide politiche e allo sviluppo del mercato attraverso:
- la formazione di imprese totalmente orientate al mercato in un contesto di mercato globale;
- il miglior uso delle risorse, facendo inoltre sforzi per il raggiungimento delle economie di scala;
- la creazione di un collegamento migliore tra la domanda del consumatore e la preoccupazione per i metodi di produzione e la natura in generale per quanto riguarda il prodotto dell'agricoltore;
- la creazione di moderne strutture di gestione che migliorino gli incentivi degli agricoltori ad investire e a mantenere il controllo delle cooperative.
(COGECA, 'Il ruolo delle cooperative di fronte alla crescente concentrazione dell'offerta, della lavorazione e del commercio al dettaglio', 27a Conferenza sull'agricoltura Nordamerica-Comunità Europea, Turku, Finlandia, 17-20 ottobre 1999
4.1 Dichiarazione politica
Esiste una crescente preoccupazione tra i consumatori europei riguardo ai problemi concernenti la sicurezza alimentare e ai problemi etici e ambientali relativi alla produzione del cibo. Il CEJA ritiene che la soluzione sia la maggiore responsabilizzazione dei produttori nei confronti della domanda dei consumatori, e l'assicurazione del miglior dialogo possibile tra tutte le parti del settore agricolo, inclusi i consumatori. Riteniamo che l'ulteriore sviluppo delle cooperative sarà lo strumento migliore per assicurare tale sviluppo in futuro.
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