Il ruolo delle fonti energetiche rinnovabili aumenterà negli anni a venire, grazie all'impegno preso durante la conferenza di Kyoto del 1997 sul cambiamento del clima e grazie all'integrazione della questione ambientale nella politica energetica dell'UE come richiesto dai Consigli europei di Cardiff e di Vienna.
Questo documento vuole fornire ai giovani agricoltori europei un'idea sul significato delle fonti energetiche rinnovabili e vuole spiegare le misure che sono state prese nel settore non alimentare della Politica Agricola Comune negli ultimi anni per incoraggiare questa produzione e valutare se il settore fornisce opportunità per i giovani agricoltori.
1.0 Definizione di fonti energetiche rinnovabili
Le fonti energetiche rinnovabili vengono utilizzate per produrre energia elettrica (ad esempio per il riscaldamento e i trasporti) e hanno il vantaggio di non contenere carbonio, rendendo la produzione di energia meno nociva per l'ambiente.
Le fonti energetiche rinnovabili possono essere suddivise nei biocombustibili solidi e liquidi.
I combustibili solidi vengono estratti da schegge di legno di cedui a rapido accrescimento, da triticale e paglia. Questi combustibili estraggono totalmente l'energia dalla pianta e vengono utilizzati principalmente per la produzione di energia per il riscaldamento presso l'azienda agricola produttrice o per la fornitura di energia alle comunità e alle industrie rurali.
I biocombustibili liquidi vengono estratti dall'etanolo presente nella barbabietola da zucchero, dall'etanolo del frumento e dal diestere (semi da olio). I biocombustibili liquidi utilizzano solamente parte dell'energia contenuta nella pianta e necessitano di ulteriore lavorazione prima dell'utilizzo. I biocombustibili liquidi vengono usati principalmente nel settore dei combustibili per veicoli.
L'importanza delle colture per scopi non alimentari ha una lunga tradizione. Tuttavia, l'importanza delle energie rinnovabili è aumentata negli ultimi anni, quando la crescente sovrapproduzione di cereali ha fornito un'ulteriore ragione per cercare un mercato di sbocco alternativo per i materiali grezzi agricoli. La fonte più importante di bioenergia durante gli ultimi secoli è stata rappresentata, così come avviene tuttora, dalle foreste.
2.0 La promozione delle fonti rinnovabili di energia è una priorità della Comunità
Dal 1990 l'importanza delle fonti energetiche rinnovabili è aumentata in modo significativo grazie a varie misure di supporto adottate dai governi degli Stati Membri e dalla Comunità. A questo settore è stata dedicata un'attenzione maggiore in considerazione del fatto che il suo sviluppo è positivo per l'ambiente, è in grado di far diminuire la dipendenza dell'UE da fonti energetiche esterne e potrebbe influenzare positivamente lo sviluppo regionale.
2.1 L'ambiente
Come risultato del protocollo di Kyoto, l'Unione Europea obbliga gli Stati Membri a ridurre dell'8% rispetto ai livelli riscontrati nel 1990, individualmente o congiuntamente e in un periodo compreso tra il 2008 e il 2012, le emissioni gassose produttrici dell'effetto serra.
Le fonti energetiche rinnovabili costituiscono un elemento importante del pacchetto di misure necessarie se l'Unione Europea deva raggiungere risultati che porterebbero alla drastica riduzione o all'eliminazione delle emissioni gassose come quelle di CO2, NOx e Sox. Il CO2 viene considerato la causa principale dell'effetto serra ed in parte anche causa del cambiamento globale del clima, mentre il NOx e il SOx sono i gas che causano le piogge acide.
2.2 Sicurezza e diversità della fornitura
Le fonti energetiche rinnovabili aumentano la sicurezza della fornitura energetica all'interno dell'Unione Europea, che sta diventando sempre più dipendente dall'importazione di combustibili fossili. Inoltre, queste fonti ampliano la scelta tra diversi tipi di combustibili.
2.3 Competitività dell'UE nel settore delle fonti energetiche rinnovabili
Lo sviluppo di una politica rivolta ad aumentare la percentuale delle fonti energetiche rinnovabili darà un impeto a questo settore europeo. Creerà un contributo significativo nei confronti del raggiungimento della massa critica necessaria al finanziamento della ricerca e dello sviluppo in costante crescita in questo settore nell'UE. L'esportazione di macchinari e di tecnologie contribuiranno positivamente alla bilancia commerciale dell'Unione Europea.
Le attività di ricerca e sviluppo relative alla produzione di materiale grezzo rinnovabile per destinazioni diverse dal consumo umano e animale costituiscono un obiettivo importante per diversi programmi di ricerca UE come ad esempio i programmi ALTENER, FAIR, JOULE e THERMIE.
2.4 Coesione sociale ed economica
- Le fonti energetiche rinnovabili presentano vantaggi considerevoli per regioni isolate che non sono auto-sufficienti o non sono connesse alla rete di distribuzione,
- l'utilizzo di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili in piccoli sistemi isolati può aiutare ad evitare o a ritardare collegamenti costosi alla rete,
- Alcune fonti energetiche rinnovabili sono una forma di industria a manodopera intensiva e creano lavoro nelle aree rurali. Questo avviene in modo particolare nel caso della biomassa.
3.0 Il Libro bianco
Nel Libro bianco sulle fonti energetiche rinnovabili (COM(97)599 finale, 26.11.1997) si afferma che le fonti energetiche rinnovabili rappresentano un contributo troppo modesto e ancora inaccettabile alla bilancia energetica comunitaria se paragonato al potenziale tecnico disponibile. Nel 1995 il contributo delle fonti energetiche rinnovabili al consumo lordo interno complessivo dell'Unione è stato persino inferiore al 6%. Il Libro bianco stabilisce un obiettivo finale ambizioso che vede entro il 2010 il raddoppio al 12% della percentuale delle fonti energetiche rinnovabili.
Con la Risoluzione del Consiglio dell'8 giugno 1998 gli Stati membri hanno concordato la necessità di promuovere un utilizzo elevato e sostanzialmente aumentato delle fonti energetiche rinnovabili in tutta la Comunità.
Nel 1998 i seguenti paesi hanno indicato obiettivi per la percentuale di elettricità generata da fonti energetiche rinnovabili (escluse le grandi centrali idroelettriche, se non indicato altrimenti): Austria (3% nel 2005), Regno Unito (10% nel 2010, incluse grandi centrali idroelettriche), Danimarca (20% entro il 2005, 79 % entro il 2030), Finlandia (100 MW energia eolica entro 2005, aumento del 25% della bioenergia entro il 2005), Grecia (255-355 MW entro il 2003), Irlanda (19,7% nel 2010, incluse grandi centrali idroelettriche), Portogallo (837 MW entro il 2006), Spagna (1200 MW entro il 2000).
4.0 La Politica Agricola Comune come supporto ai prodotti non alimentari
Dal 1990 l'importanza delle fonti energetiche rinnovabili è aumentata in modo significativo grazie alle varie misure di supporto dei governi e della Comunità. Nel Libro bianco sulle energie rinnovabili (COM(97)559) è stata sottolineata la necessità di assicurare lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili all'interno del settore agricolo.
Nell'ambito della Politica Agricola Comune, principalmente per quanto riguarda lo schema del set-aside, introdotto nel contesto della riforma della PAC nel 1992, e i programmi di rimboschimento, hanno promosso la produzione di fonti energetiche rinnovabili. L'Agenda 2000 non include proposte specifiche per una politica del settore non alimentare, ma altre proposte richiedono normative relative alla produzione non alimentare.
4.1 La produzione non alimentare in regime di set-aside
Nell'ambito della riforma del 1992 è stato introdotto uno schema riguardante il set-aside per i prodotti non alimentari, secondo il quale i pagamenti dovevano essere basati su raccolti e prodotti regionali storici e generalmente pagati a condizione che i produttori mettessero a riposo una percentuale definita del terreno per cui era stato richiesto l'aiuto.
Secondo l'Agenda 2000, la produzione non alimentare è permessa su terreni in regime di set-aside, ma ora possono anche essere richiesti per il set-aside pagamenti equivalenti agli aiuti diretti concessi per i cereali, e dopo il 2002 anche per i semi oleiferi. Per incoraggiare la produzione di fonti energetiche alternative in modo particolare da cedui a rapido accrescimento, l'Agenda 2000 autorizza gli Stati Membri a concedere aiuti nazionali fino al 50 % dei costi associati con la determinazione di colture multi-annuali allo scopo della produzione della biomassa su terreni in regime di set-aside (articolo 6 (3) Normativa (EC) N. 1251/99).
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Utilizzo del territorio
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Quantità attuale [ECU/ton]
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Quantità Agenda 2000 [Ecu/ton]
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Regionalizzazione
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68.83
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66
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Quantità moltiplicata per le rese regionali di riferimento del cereale
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54.34
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94.24
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Semi di lino (non tessili)
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105.1
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78.49
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72.5
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- idem -
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Fonte : documento di lavoro dello staff della Commissione
Il regime di set-aside obbligatorio, nell'Agenda 2000 è stato fissato ad un tasso di riferimento del 10 per cento per le campagne di commercializzazione dal 2000/1 al 2006/7. Inoltre, il set-aside volontario permette la produzione di colture non alimentari da un minimo del 10 per cento ad un massimo del 100 per cento (pagamento per ettaro come per il set-aside obbligatorio).
In breve, la produzione non alimentare non è diventata oggetto di possibili fondi comunitari nell'ambito dell'OCM, ma il tasso di riferimento del territorio in regime di set-aside soggetto al pagamento, sul quale possono essere coltivati prodotti non alimentari, è stato fissato per le prossime sei campagne di commercializzazione e costituisce un ambito appropriato per la produzione aggiuntiva di prodotti non alimentari.
4.2 La produzione non alimentare nell'ambito della politica agricola strutturale
Il supporto offerto dalla politica agricola strutturale permette la produzione di prodotti non alimentari all'interno delle misure orizzontali degli Obiettivi 5a, delle misure regionali degli Obiettivi 1 e 5b e della iniziativa comunitaria LEADER. Inoltre, due delle misure accessorie del 1992 (Normativa (EEC) 2080/92) sostenevano la gestione delle foreste e la produzione non dannosa per l'ambiente.
Secondo l'Agenda 2000 la produzione non alimentare viene incoraggiata con uno schema di sviluppo rurale specificando che tale produzione può essere sostenuta da aiuti (secondo l'articolo 2 nella Normativa (EC) N. 1257/99). È anche previsto il supporto delle foreste a rapido accrescimento secondo lo schema di rimboschimento, sebbene tale supporto sia limitato ai costi di piantatura (articolo 30 della Normativa (EC) N. 1257/99).
In breve, l'Agenda 2000 incoraggia la produzione non alimentare rendendola aperta ad aiuti all'interno dello schema di sviluppo rurale.
5.0 Le opportunità offerte dalle fonti energetiche rinnovabili
L'Agenda 2000 ha incoraggiato la produzione di colture non alimentari rendendo questa misura aperta agli aiuti all'interno di schemi di sviluppo rurale, fissando il tasso di riferimento per il set-aside compensativo al 10 per cento per le prossime sei campagne di commercializzazione. La produzione di fonti energetiche rinnovabili come opportunità per i giovani agricoltori dipenderà dal prezzo che l'industria manifatturiera offrirà e dai possibili sussidi disponibili per i cedui a rapido accrescimento. Per rappresentare un'opportunità, questo prezzo non dovrà essere superiore al prezzo che l'agricoltore può ottenere per la produzione di altre colture non alimentari.
Per prima cosa, il prezzo che l'industria manifatturiera vuole offrire per le fonti energetiche rinnovabili è direttamente collegato ai costi dei combustibili minerali non rinnovabili.
Secondo, per alcune colture non alimentari viene ottenuto un prezzo relativamente elevato. La produzione di lubrificanti basati su oli vegetali è molto proficua, così come la produzione di alcuni prodotti specifici per l'industria chimica e farmaceutica potrebbe svilupparsi positivamente ed aumentare la diversificazione dei prodotti agricoli negli anni a venire.
Vale a dire, il prezzo dei combustibili minerali che sta spingendo da un lato, ed il prezzo elevato che gli agricoltori possono ottenere su altre colture non alimentari che sta premendo dall'altro, non rimane molto spazio allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
Come descritto nel paragrafo 1.0, esistono diversi tipi di fonti energetiche rinnovabili, che offrono diverse possibilità di competizione sul mercato. In generale, i biocombustibili solidi, che rilasciano energia grazie alla combustione di schegge di legno di cedui a rapido accrescimento, triticale e paglia, vengono prodotti con prezzi abbastanza competitivi, specialmente nelle aree rurali e per utilizzo agricolo. Per quanto riguarda i biocombustibili liquidi, che vengono estratti dall'etanolo della barbabietola da zucchero, dall'etanolo del frumento e dal diestere (semi oleiferi), i costi di produzione non sono competitivi rispetto a quelli dei combustibili minerali e i costi di produzione sono molto superiori per l'etanolo che per il diestere. Per incoraggiare la produzione di questi ultimi, gli Stati Membri offrono l'esenzione fiscale.
6.0 Conclusioni
Negli ultimi secoli la fonte più importante di bioenergia è stata rappresentata, così come lo è tuttora, dalle foreste. Tuttavia, l'importanza dell'energia rinnovabile è aumentata negli ultimi anni, durante i quali il surplus crescente di cereali è stata un'ulteriore ragione per guardare a sbocchi di mercato alternativi per i materiali agricoli grezzi.
L'Agenda 2000 ha in minima parte considerato il settore non alimentare per le fonti energetiche rinnovabili introducendo una menzione specifica per la produzione non alimentare all'interno del programma di sviluppo rurale. Secondo la portata di questo schema, tuttavia sembra più probabile che sarà la volontà degli Stati Membri di sviluppare il settore delle fonti energetiche rinnovabili a determinare opportunità per i giovani agricoltori, e non le misure prese a livello comunitario. Il profitto è stato schiacciato da una parte dal prezzo dei combustibili minerali, e dall'altra dai prezzi elevati che gli agricoltori possono ottenere per altre colture non alimentari, lasciando poco spazio per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
Dichiarazione politica
Il prezzo attuale che l'industria manifatturiera si sta preparando a pagare agli agricoltori è basato sui prezzi dei combustibili minerali concorrenti. Dal momento che il prezzo dei combustibili minerali in molti casi è più basso, non rimane molto spazio per l'ulteriore sviluppo del settore delle bio-energie, specialmente per quanto concerne i biocombustibili liquidi estratti dall'etanolo nella barbabietola da zucchero, dall'etanolo nel frumento e dal diestere nei semi oleiferi.
La Commissione Europea argomenta contro l'introduzione di un sussidio permanente specifico per le colture non alimentari dedicate alla produzione di bio-energia su terreni in regime di set-aside per ridurre il prezzo dei materiali grezzi per l'industria manifatturiera, in quanto crede che tali aiuti possano mettere in discussione la logica di fondo dell'Agenda 2000.
Il CEJA non considera valida quest'argomentazione e ritiene che dovrebbe essere introdotto un sussidio supplementare, dal momento che la produzione di bio-energia non solo offre benefici a livello ambientale, ma riduce anche la dipendenza dalle importazioni ed è un contributo potenzialmente positivo all'occupazione e allo sviluppo regionale, alla creazione di mercati di nicchia delle tecnologie rinnovabili e ad un ampio supporto pubblico.