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I giovani della Direzione nazionale dell'Agia hanno partecipato all'incontro preparatorio della Conferenza Europea sul Futuro dei Giovani Agricoltori a cui erano presenti rappresenti della categoria sia italiani
che europei, aderenti al CEJA, Conseil Eurepéen des Jeunes Agriculteurs. Al termine del lavoro è stato predisposto un documento che in sette punti presenta le tesi dei giovani agricoltori sul "futuro dei giovani
agricoltori europei". Il documento è stato consegnato al Ministro dell'agricoltura italiano che si è impegnato a presentarlo agli altri Ministri Europei, impegno concretizzatosi il 27 gennaio.
Nel frattempo fervono i preparativi per l'organizzazione della Conferenza Europea dei giovani agricoltori che si terrà a Roma il 28 e 29 marzo 2003. 

 

Roma, 25 Gennaio 2003

 

All’incontro preparatorio alla Conferenza Europea sul futuro dei giovani agricoltori, tenutasi a Roma il 24-25 Gennaio 2003 hanno partecipato giovani agricoltori provenienti da tutta Europa (CEJA), docenti universitari e istituzioni Europee. I partecipanti hanno approvato la seguente dichiarazione sul futuro dei giovani agricoltori :

Dichiarazione di Roma – Il futuro dei giovani agricoltori

L’attuale società riconosce all’agricoltura un vasto numero di funzioni tra le quali fornire cibo sano e di eccellente qualità, oltre che garantire la protezione ambientale e animale, la tutela del paesaggio, la salvaguardia del patrimonio naturale e della biodiversità, delle usanze e della cultura rurale.

Le relazioni di mercato, i rapporti tra gli agenti istituzionali che a vario titolo si occupano del settore primario, i processi di integrazione economica e politica tra Paesi, l’ampliamento ad est dell’Unione stanno determinando profondi mutamenti nei sistemi agricoli europei e forti esigenze di ristrutturazione.

L’orientamento dell’Unione Europea deve essere volto a sostenere e rafforzare il modello agricolo europeo basato sulla multifunzionalità, la compatibilità ambientale, la sostenibilità economica e la sicurezza alimentare, un modello culturale prima che tecnico, economico e sociale.

In tal senso gli agricoltori ricoprono un ruolo fondamentale nel mantenere i valori rurali che rischiano di andare perduti. L’agricoltura necessita a tal fine di un rilancio della funzione dell’impresa e dell’imprenditore per svolgere il ruolo multifunzionale che ad essa è chiesto dai cittadini e dai consumatori. A questo fine è necessaria l’entrata in campo di una nuova generazione di imprenditori. Se la nuova politica agricola e di sviluppo rurale non si concentra sull’obiettivo prioritario dell’insediamento delle nuove generazioni e del  consolidamento di una nuova leva di imprenditori, sono a rischio le economie rurali e i paesaggi, la cultura, la tradizione e la vita sociale nelle aree rurali che tanta parte rappresentano del territorio e della società dell’Europa. Se l’età media degli agricoltori resterà elevata, sarà impossibile in Europa il rilancio della professione agricola. 

E’ ormai noto che mentre il numero degli agricoltori continua a diminuire, l’età media è invece in continuo aumento. Il settore agricolo è in Europa quello che più di ogni altro soffre di invecchiamento : nel 1997 il 55%, degli proprietari agricoli europei aveva più di 55 anni, il 33% superava i 65 mentre solo il 7,8% si trovava al di sotto dei 35 anni di età. Ogni 20 anni il numero di agricoltori diminuisce di un 50% il che significa che malgrado la percentuale di giovani agricoltori non sia cambiata negli ultimi 20 anni il numero totale di giovani che scelgono un futuro nell’agricoltura è passato da 1.3 milioni nel 1979 (EU 9) a 0,7 milioni nel 1997 (EU 9) per la stessa superficie coltivata. La continua diminuzione del numero di giovani agricoltori determina un indebolimento dell’imprenditorialità in agricoltura intesa come capacità di fronteggiare le opportunità di mercato e di adeguare le funzioni dell’agricoltura alle necessità espresse dai consumatori e cittadini

Sviluppo sostenibile vuol dire che ogni generazione può far fronte alle proprie necessità senza  privare le generazioni future dei mezzi per far fronte alle proprie. La sfida dello sviluppo sostenibile è di promuovere i risultati economici e l’equilibrio sociale, ma allo stesso tempo di tutelare e migliorare la qualità della natura e l’ambiente del nostro patrimonio culturale. Di conseguenza se l’Europa vuole mantenere un settore agricolo sostenibile nel futuro, il ringiovanimento del settore agricolo deve essere posto tra le priorità all’ordine del giorno.

 

Punto 1 – creazione di prospettive future nel settore

Dal 1992 e nel quadro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio del 1994, i prezzi dell’agricoltura in Europa hanno subito un calo, molto spesso anche al di sotto dei costi di produzione rendendo il reddito agricolo sempre più dipendente dagli equilibri di mercato e dall’aiuto pubblico .Negli ultimi anni le finalità e gli strumenti dell’intervento pubblico hanno spesso contribuito ad aumentare l’incertezza riguardo alle prospettive future del settore.

Nel corso degli anni ‘80 la Comunità Europea ha introdotto il sistema delle quote nel settore del latte in modo da mantenere prezzi redditizi. Dagli anni ‘90 la Politica Agricola Comune (PAC) si è allontanata dal sostegno dei prezzi e si è orientata verso delle agevolazioni in gran parte legate alla superficie di terra posseduta. Questi meccanismi aiutano gli agricoltori a sopravivere ma hanno determinato costi di accesso alla terra, all'impresa, al diritto a produrre, maggiorati e influenzano negativamente le giovani generazioni che si trovano a dover comperare i contributi pubblici (siano essi accoppiati o disaccoppiati) e tutti i vantaggi (quote, esenzioni fiscali, agevolazioni) di cui i titolari di oggi sono beneficiari per ottenere gli stessi diritti). Sarebbe importante se la spesa e le agevolazioni in agricoltura fossero legate al comportamento dell’agricoltore ed alla capacità dell’azienda di rispondere positivamente alle aspettative dei consumatori e della società, e non al fatto di possedere la terra. Questo potrebbe essere ottenuto sviluppando un fondo Europeo dove questi diritti potrebbero essere trasferiti, al fine di costituire una riserva di quote e altri diritti di produzione a favore dei giovani che si insediano per la prima volta.

Per creare prospettive future nel settore è necessario sviluppare una Politica Agricola Comune chiara e trasparente di facile comprensione e attuazione sia per gli agricoltori che per i consumatori, e che sia in grado di coprire i costi dei prodotti e servizi di pubblico interesse offerti dall’agricoltura che non vengono solitamente coperti dal mercato. Questa Politica Agricola Comune dovrebbe basarsi su prezzi redditizi e su di un quadro legislativo stabile con una visione a lungo termine e una politica agricola di lunga durata.

 

Punto 2 – Soluzioni comuni a problemi comuni

Nel 1997 durante il summit svoltosi in Lussemburgo, i leaders europei hanno dichiarato: “L’agricoltura europea, come settore economico, dev’essere versatile, sostenibile, competitiva e  deve potersi sviluppare su tutto il territorio europeo, comprese quelle regioni che presentano problematiche particolari”. Questa richiesta è stata ribadita nell’ottobre 2002 dal Consiglio Europeo di Bruxelles dove i quindici Primi Ministri dell’Unione Europea hanno dichiarato: “un’agricoltura multifunzionale sarà mantenuta su tutto il territorio europeo in accordo con le conclusioni del Consiglio Europeo di Lussemburgo del 1997 e del Consiglio Europeo di Berlino del 1999”.

Fino ad oggi è mancato un approccio coordinato e coerente al problema dei giovani. Nonostante alcuni strumenti di politica a livello comunitario prevedano un esplicito sostegno ai giovani, la mancanza di una politica organica, attuata attraverso interventi mirati e coordinati, ha reso di fatto debole l’intervento comunitario. Infatti nei Paesi membri il livello di attivazione degli interventi specifici a favore dei giovani è risultato assai difforme e, in generale, scarso. L’insieme di misure attuate non si è mostrato sufficiente a contrastare e tanto meno a invertire il declino della componente giovanile in agricoltura.

Mettendo a punto un’azione comune sarà possibile combattere la tendenza che fa sì che l’attività agricola e, di conseguenza, l’insediamento dei giovani agricoltori, sia concentrata in certe aree e in certi settori. L’agenda 2000 non obbliga gli stati membri a sostenere i giovani agricoltori nella fase di avviamento. Di conseguenza mentre alcuni Stati Membri hanno deciso di offrire tutta una serie di opportunità ai giovani agricoltori altri non hanno fatto assolutamente nulla. Un elemento di maggiore importanza nell’ assicurare che l’obiettivo di mantenere un’agricoltura presente su tutto il territorio europeo possa essere rispettato, consiste nel garantire che l’accordo finale di riforma della PAC sia orientata  esplicitamente verso i giovani agricoltori. I potenziali fondi modulati dal primo al secondo pilastro e i fondi ricavati da una eventuale introduzione di un tetto massimo sugli aiuti diretti dovrebbero essere usati per creare una serie di misure obbligatorie a favore dei giovani agricoltori che obbligherebbero i Paesi Candidati, gli Stati Membri e le Regioni ad incoraggiare l’insediamento dei giovani agricoltori offrendo sostegno finanziario e consigli per orientarsi nel primo anno dopo l’inizio dell’attività. Un’attenzione speciale deve essere rivolta ai giovani agricoltori dei Paesi Candidati per aiutarli a superare i problemi legati all’adesione.

Il problema dei costi di avviamento risente poi di barriere fiscali e legali, degli alti costi dei macchinari e delle attrezzature e difficilmente il premio al primo insediamento riesce a coprire tutte le spese conseguenti all’avvio dell’attività. A ciò si aggiungano le difficoltà di accesso al credito e gli elevati tassi di interesse che in molti casi sono costretti a pagare i nuovi imprenditori.

 

Punto 3 - Da agricoltore a imprenditore

L’aumento della superficie media delle aziende, a partire dagli anni '80, è stato causa di difficoltà finanziarie crescenti per i giovani intenzionati  ad assumere la direzione di un'azienda agricola. I giovani spesso si trovano a dover investire per modificare l’orientamento produttivo in modo da rispondere alle nuove esigenze della società. Le misure strutturali disponibili al livello locale, regionale, nazionale ed europeo contribuiscono relativamente poco a sostenere i giovani agricoltori che devono far fronte a mutui di notevole entità. E’ molto importante sviluppare un sistema per l’ottenimento di crediti destinato ai giovani e che possa favorire nuovi insediamenti e aggiustamenti nei primi anni che seguono l’insediamento. Un valido modello è stato sviluppato in alcuni Stati Membri che hanno convertito il cofinanziamento Comunitario per l’insediamento in aiuto a tassi agevolati per i giovani agricoltori, dove i giovani agricoltori interessati a rilevare un’azienda devono provare di possedere i requisiti necessari, di poter fornire una parte del capitale e di presentare un bilancio e un piano di sviluppo aziendale pluriannuale. 

Per aumentare l’efficacia del premio all’insediamento dei giovani agricoltori e favorire al contempo un più rapido adeguamento strutturale delle aziende agricole condotte da giovani, l’insediamento del giovane agricoltore dovrebbe essere subordinato alla presentazione di un piano integrato di investimenti. Il premio all’insediamento garantirebbe l’avvio delle procedure di insediamento e il sostegno agli investimenti stimolerebbe la nascita o l’adeguamento di aziende con buone prospettive di redditività.

Inoltre, sul piano della programmazione, sarebbe auspicabile prevedere un pacchetto integrato di interventi a favore dei giovani agricoltori che, a seconda delle differenti esigenze degli Stati membri, potrebbe garantire l’utilizzo congiunto di differenti strumenti per favorire non solo l’avvio ma la sopravvivenza nel tempo dell’azienda (ad esempio, accanto alle agevolazioni per gli investimenti, la formazione di base e il tutoraggio allo sviluppo dell’idea progettuale)

Questo modello dovrebbe essere obbligatorio a livello europeo, in quanto promuoverebbe lo spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori.

 

Punto 4 –Una politica a favore dei giovani agricoltori europei

L’inserimento nel settore agricolo viene ulteriormente ostacolato dalla scarsa assistenza e dalle poche informazioni fornite, dalle relative procedure amministrative alquanto complicate, e delle misure della PAC che è spesso difficile da comprendere ed applicare. In alcuni Stati Membri sono state istituite delle agenzie con il compito di informare i giovani interessati ad un futuro nell’agricoltura, guidarli nel primo anno di attività e aiutarli a superare i vari ostacoli amministrativi. Bisognerà però sviluppare maggiormente questo concetto, in collaborazione con le organizzazioni di giovani agricoltori in vista di un approccio integrato  all’idea della riforma della PAC che prevede di introdurre il “servizio di assistenza alle aziende” (farm advisory system) e considerarlo come uno degli obiettivi principali dello sviluppo rurale.

Il fattore umano rappresenta un punto fondamentale per assicurare il successo, in agricoltura ma anche in altri settori. Se l’Europa prende sul serio lo sviluppo del concetto di multifunzionalità, e quello di “migliori pratiche agricole” la formazione dovrebbe focalizzarsi sullo sviluppare nei giovani agricoltori le seguenti qualificazioni: responsabilità, creatività, flessibilità, comunicazione ed esperienza di marketing. Agenda 2000 non garantisce agli agricoltori la flessibilità necessaria per sviluppare tali competenze L’accordo finale della riforma della PAC dovrà pertanto considerare chiaramente il fattore umano nel quadro di formazioni in gestione economica così come nei tirocini pratici dando più spazio per migliorare le capacità del singolo agricoltore. Uno sforzo specifico dovrebbe essere fatto per fornire assistenza ai giovani agricoltori per progettare  e applicare nuove soluzioni aziendali in agricoltura e nelle corrispondenti attività rurali. Una vasta gamma di attività corrisponde alle attuali richieste che il consumatore e la società rivolgono agli agricoltori. Queste attività comprendono: attività agrituristiche, nuovi modi di valorizzare prodotti nuovi e tradizionali,  artigianato, cure mediche e attività sportive, insegnamento, difesa della cultura etc.. Per tutte queste attività dovrebbe essere allestito un insieme di misure di assistenza e servizi (pubblici e privati).

Il potenziale e le capacità umane devono essere riconosciute orientando la nostra politica a favore dell’insediamento delle nuove generazioni. Senza le nuove generazioni sono a rischio le economie rurali e i paesaggi, la cultura, la tradizione e la vita sociale nelle aree rurali. Inoltre se l’età media degli agricoltori resterà elevata, sarà impossibile in Europa il rilancio della professione agricola attraverso le sue funzioni multifunzionali. Al fine di garantire e diffondere la fruizione dei servizi alle imprese sia in fase di insediamento sia di consolidamento dell’attività è opportuno prevedere aiuti per la realizzazione di progetti specifici gestiti dalle associazioni di giovani agricoltori.

 

Punto 5 – maggiore conoscenza dell’agricoltura e del ruolo dei giovani agricoltori nella società rurale

La società ha perso il contatto con il settore agricolo e di conseguenza con le naturali condizioni nell’ambito delle quali si ottiene la produzione agricola. Per molti non è più ovvio che la produzione alimentare è stagionale e dipende dal clima, dalla fertilità del terreno, dalla disponibilità di acqua oppure dai cicli della vita animale. Gli ultimi episodi di cattive condizioni climatiche hanno dimostrato quanto sia stretto il legame tra gli alimenti che consumiamo e l’andamento climatico. Inoltre è risultato evidente il ruolo dell’agricoltura nel prevenire  disastri naturali. E’ anche tempo per i giovani agricoltori  (e le loro organizzazioni) di rilanciare le funzioni sociali della professione agricola. Si rende necessaria pertanto la realizzazione di un’immediata campagna europea per incrementare la presa di coscienza delle condizioni naturali dell’agricoltura e promuovere l’origine europea dei prodotti. Questa campagna deve prendere in considerazione gli strumenti pedagogici di Tellus sull’agricoltura europea, recentemente messi a punto dal Consiglio Europeo dei Giovani Agricoltori (CEJA), per le scuole elementari europee.

 

Punto 6 – Attirare i giovani nelle zone rurali

I giovani nelle aree rurali hanno bisogno di servizi e di qualità della vita corrispondente a quella delle aree urbane. (L'impegno per il ringiovanimento in agricoltura va strettamente collegato all'impegno per il ringiovanimento anche nell'agroalimentare e negli altri settori nelle aree rurali. Bisogna dunque  incentivare una politica di sviluppo rurale europea  cominciando con l’integrare tutte le politiche di sviluppo rurale, politiche strutturali, Leader, Sapard, Interreg, PAC affinché si determini una politica organica a favore dei giovani agricoltori.

Nell’ambito di questa politica è fondamentale prevedere un tasso di cofinanziamento pubblico più elevato per i giovani. Attualmente gli aiuti previsti dal Feoga variano in relazione all’ubicazione aziendale con intensità di finanziamento maggiori per le aziende localizzate in aree svantaggiate. Si potrebbe prevedere un’intensità più alta del finanziamento pubblico (ad esempio il 10%) per tutti i giovani agricoltori al di sotto dei 40 anni di età, in modo da facilitare non solo l’insediamento di nuovi imprenditori ma anche favorire in modo più deciso la realizzazione degli investimenti a livello aziendale. Per risolvere tale problema, è auspicabile l’aumento della percentuale di risorse finanziarie da destinare all’acquisto  della terra

Inoltre è necessario fornire infrastrutture come uffici pubblici, trasporti pubblici, strade, scuole, ospedali ecc. nelle zone rurali e bisogna garantire che godano delle stesse condizioni delle zone  urbane per quanto riguarda i prezzi per esempio dell’elettricità, delle telecomunicazioni e dei servizi.

Punto 7 – Sviluppo di strumenti per seguire le nuove tendenze in agricoltura

Il fatto che sempre meno giovani scelgano un futuro nell’agricoltura e che i giovani che si insediano lo facciano solo nei settori economicamente sostenibili contribuisce ad aumentare il rischio che alcuni settori possano scomparire e con essi il patrimonio naturale e la biodiversità che li riguarda. Per poter seguire le possibilità di successo in ciascun settore è necessario sviluppare un rapido, moderno sistema statistico in grado di monitorare numericamente le persone che iniziano l’attività e quelle che, al contrario, abbandonano l’attività per ogni settore. Molto importante è anche  conoscere le ragioni che determinano l’abbandono dell’attività, con particolare attenzione alla produzione del Mediterraneo. La carenza di informazioni statistiche affidabili e di ricerche corrispondenti sulla condizione dei giovani in agricoltura è particolarmente significativa  in alcuni paesi candidati. E dunque necessario fare in modo che questo sistema statistico venga esteso anche a quei paesi che presto diventeranno membri dell’UE.

E inoltre indispensabile effettuare una valutazione dell’efficienza delle attuali  politiche regionali nazionali ed europee a favore dei giovani agricoltori.

Conclusioni

In seguito alla decisione assunta durante il Consiglio dei Ministri Agricoli del 4 aprile 2002, l’Italia ospiterà il giorno 29 marzo una Conferenza Europea sul Futuro dei Giovani Agricoltori Europei per “definire le nuove strategie, per promuovere l’insediamento, consolidare e sviluppare l’agricoltura individuando le nuove generazioni quali protagoniste del cambiamento”.

Noi, partecipanti alla Riunione Preparatoria della Conferenza sul Futuro dei Giovani Agricoltori, tenutasi a Roma il 24-25 gennaio 2003, sollecitiamo i Ministri europei dell’Agricoltura tramite il Ministro italiano dell’Agricoltura e la Commissione Europea affinché prendano in considerazione le proposte sopra elencate.  


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