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Seminario CEJA

Preservare la diversità nelle aree rurali europee grazie ai giovani agricoltori

28 settembre – 29 settembre 2002, Santarém, Portogallo

Le aree rurali ospitano un quarto della popolazione dell’Unione Europea e rappresentano più dell’80% del territorio. Sono caratterizzate da un tessuto culturale, economico e sociale unico, un mosaico straordinario di attività e una grande varietà di paesaggi. Secondo la Dichiarazione di Cork sullo Sviluppo Rurale, le aree rurali e i loro abitanti rappresentano una vero patrimonio per l’Unione Europea e devono essere messe in condizioni di restare competitive.

Questo seminario intende avviare un dialogo per sensibilizzare su ciò di cui i giovani agricoltori hanno bisogno per trasferirsi/restare in campagna, seguendo le linee del regolamento sullo sviluppo rurale (Regolamento CE n. 1257/99) per cercare di individuare strumenti nuovi, necessari per assicurare che i giovani si trasferiscano/restino in campagna.

1.1            Tendenze all’invecchiamento agricolo nella parte industrializzata del mondo

1.1.1            Nell’UE

Le statistiche Eurostat indicano che il 55% di tutti i proprietari di aziende agricole ha più di 55 anni e il 33% di tutti i proprietari delle aziende agricole nell’UE ha più di 65 anni. In risposta a queste statistiche, la Direzione Generale per la Ricerca del Parlamento Europeo ha sottolineato che:

“un’estrapolazione grezza, semplice, di queste cifre, sebbene non rispecchi accuratamente il numero attuale e futuro degli agricoltori, suggerisce comunque che il numero di giovani agricoltori (sotto i 35 anni di età) raggiungerà lo zero entro il 2020. Pertanto, ipotizzando una vita lavorativa di 35 anni, il numero delle aziende agricole totali raggiungerà lo zero entro il 2055!!”

Nel giugno 2001, l’Eurostat ha pubblicato “trent’anni di agricoltura in Europa – cambiamenti nell’impiego agricolo”. Questa pubblicazione sottolinea che la vita media della forza lavoro agricola è più elevata della media in altri settori di attività. Informa inoltre che l’invecchiamento in agricoltura è legato al fatto che, man mano che le aziende agricole crescono di dimensioni, diventa sempre più difficile finanziariamente per i giovani agricoltori rilevarle.

Nel febbraio 2002, l’Eurostat ha pubblicato “vent’anni di agricoltura europea – la percentuale di giovani nell’agricoltura rimane stabile”. La pubblicazione offre una panoramica delle tendenze fino al 1997 e sottolinea tra l’altro che:

·        In EU-12, la percentuale di giovani manager è calata dall’8,9% al 7,8% tra il 1989/90 e il 1997 (con enormi variazioni tra i diversi paesi – vedi rapporto di attività del CEJA per il 2001).

·        Le dimensioni fisiche ed economiche medie delle aziende agricole  gestite da giovani sono superiori a quelle delle altre aziende e crescono anche più rapidamente. In EU-15 nel 1997, un’azienda agricola su cinque gestita da giovani aveva dimensioni superiori a 40 U.D.E., rispetto a una su dieci nel caso di altri manager.

Le statistiche dal 1997 affermano che le aziende agricole  dell’UE gestite da giovani si distinguono dalle altre per la maggiore specializzazione nella produzione animale. Questa specializzazione era legata a tre tipi di attività: allevamento bestiame, orticoltura e bestiame non da pascolo, a scapito delle colture permanenti e miste.  

Il CEJA ha chiesto alla Commissione statistiche più recenti per avere una panoramica sugli sviluppi dell’invecchiamento dal 1997,  per comprendere, tra l’altro, come lo scoppio dell’afta epizootica e la scoperta della BSE abbiano influito sugli insediamenti. Purtroppo non sono disponibili statistiche più recenti.

 

1.1.2    Negli USA

Nel giugno 2001, il General Accounting Office statunitense ha inviato una relazione al Presidente del Comitato per l’Agricoltura, la Nutrizione e le Attività Forestali,  il Senato USA ha richiesto informazioni sui destinatari dei Pagamenti Federali (GAO-01-606). Questa relazione sottolineava il fatto che l’età media degli operatori agricoltori continua ad aumentare. Ad esempio, la quota di agricoltori di età inferiore a 35 anni è scesa dal 15 percento nel 1954 all’8 percento nel 1997, mentre la quota di agricoltori di età pari o superiore a 55 anni è salita dal 37 percento al 61 percento. La finalità della relazione era, tra l’altro, di individuare le principali barriere che  rendono più difficile per i giovani iniziare un’attività agricola.

La relazione concludeva che il principale ostacolo con cui devono scontrarsi i giovani che desiderano entrare nell’agricoltura è costituito dai costi elevati di acquisizione del patrimonio necessario, principalmente il terreno e i macchinari agricoli. Sebbene i pagamenti previsti dai programmi agricoli possano aiutare gli agricoltori ad iniziare, successivamente il pagamento può costituire anche un ostacolo perché il loro valore si riflette in un prezzo più elevato per acquistare o affittare il terreno. Il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) e molti stati hanno programmi studiati appositamente per aiutare coloro che desiderano iniziare un’attività agricola. Ad esempio, l’USDA ha programmi di finanziamento per assistere gli agricoltori agli inizi ad acquistare il terreno e le altre attrezzature e a sostenere le spese d’esercizio. Ciononostante, il numero di giovani agricoltori continua a calare. Alcuni temono che questo calo influirà negativamente sulla sicurezza alimentare del paese e sul benessere economico delle comunità rurali. Tuttavia, l’USDA sostiene nel suo rapporto del 2001, e quindi prima del nuovo disegno di legge sull’agricoltura, che il cambiamento strutturale del settore agricolo non avrà un effetto grave sulle scorte alimentari del paese o sulle economie rurali, perché i livelli di produzione generali non sono scesi e le comunità rurali dipendono in misura minore dall’agricoltura, in termini di economia e occupazione, rispetto al passato.

 

1.1.3    In Australia

Nel giugno 2002, il CEJA ha incontrato un esperto di giovani agricoltori australiani, Belinda Wilkes, che ci ha spiegato che anche l’agricoltura australiana soffre di invecchiamento, con un’età media di 58 anni. Ci ha spiegato, inoltre, che non esistono misure a disposizione dei giovani agricoltori che incoraggino un trasferimento e che gli ostacoli principali che impediscono ai giovani di rilevare un’azienda agricola, con dimensioni medie di 3.000 ha, è la mancanza di finanziamenti.

 

1.2              Reclutare giovani dall’esterno

Un programma giapponese studiato per attirare la popolazione urbana all’agricoltura sembra destinato a diventare un flop spettacolare. Il servizio Kyodo News riferisce che durante i primi 30 mesi del programma, gestito dal Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare giapponese, 2.842 persone hanno visitato gli appositi stand informativi e 1.880 hanno ricevuto consulenza telefonica. Questo impegno ha prodotto 213 offerte di lavoro agli aspiranti agricoltori più motivati. Tuttavia, a marzo, solo 48 residenti urbani si sono impiegati nel settore agricolo, a quanto riferisce la Kyodo.

Secondo un articolo apparso sulla rivista danese dei giovani agricoltori, i giovani agricoltori svedesi della  LRF (Federazione degli Agricoltori Svedesi) hanno cessato di reclutare giovani da settori esterni a quello agricolo. In Francia, il 25% di tutti i nuovi insediamenti nel 1999 non era il risultato di discendenza da padre a figlio/figlia. 

 

1.4              Conclusione

La percentuale di giovani agricoltori è bassa e l’invecchiamento in agricoltura è un problema comune a molti paesi industrializzati. Tuttavia, ciò non deve essere un motivo per  i politici europei di evitare di adottare provvedimenti a livello comunitario per superare questo problema. Senza un numero elevato di giovani che entrino nel settore, sarà impossibile realizzare il “Modello di Agricoltura Europeo” e sarà impossibile rispettare la dichiarazione del Lussemburgo del 1997 dei capi di stato dell’UE, che afferma che l’”agricoltura europea deve, come settore economico, essere versatile, sostenibile, competitivo e diffuso in tutto il territorio europeo”.  

 

2.0       La revisione intermedia (mid-term review) ha tenuto conto dei giovani agricoltori e del problema dell’invecchiamento?

Il CEJA è preoccupato del fatto che la Commissione Europea non abbia utilizzato la revisione intermedia della PAC per analizzare il problema dell’invecchiamento nell’agricoltura europea. Oltre ad adeguamenti settoriali, la proposta della Revisione Intermedia (MTR) nel quadro di Agenda 2000 contiene tre elementi nuovi, che avranno effetto sui giovani agricoltori nel futuro: modulazione dinamica, il futuro delle quote latte e il disaccoppiamento dei pagamenti diretti. Durante il seminario tenutosi a Chartres, Valladolid e Badwaldsee, il CEJA ha discusso il futuro delle quote latte e della modulazione e ci concentreremo quindi su questo documento di lavoro per i dettagli sulla proposta per sostegni disaccoppiati dalla produzione.  La Commissione Europea, tuttavia, pubblicherà le proposte effettive sulle modalità di implementazione della MTR, inclusa la modalità per realizzare il disaccoppiamento, non prima dell’ottobre 2002, ma il CEJA ha lavorato a diretto contatto con la Commissione Europea per poter fornire il maggior numero possibile di informazioni su questo argomento.   

2.1            Disaccoppiamento

Le riforme del 1992 e 1999 si sono allontanate dal sostegno diretto dei prezzi, giungendo a pagamenti diretti parzialmente disaccoppiati, collegati alla resa per ettaro o al numero di capi, nelle colture di cereali, semi oleosi e proteine vegetali, amido di patate, lino e canapa, semi di lino, set a side, nonché per bovini e ovini.

Nella MTR, la Commissione Europea propone di disaccoppiare questi pagamenti diretti e offrire invece agli agricoltori pagamenti annuali basati sulla produzione passata, indipendentemente dalla resa o dalle dimensioni dell’azienda agricola attuali. La Commissione Europea sostiene che un unico pagamento disaccoppiato dal reddito per azienda offrirebbe agli agricoltori una completa flessibilità e un maggiore orientamento al mercato. Gli agricoltori potranno coltivare tutti i prodotti sul proprio terreno, inclusi quelli per cui si riceve tuttora il sostegno accoppiato, ad eccezione di frutta e verdura.

Il nuovo schema comprenderà tutti i pagamenti diretti esistenti, eccetto il pagamento di qualità per il grano duro, l’integrazione per colture di proteine vegetali indipendenti, il pagamento specifico per il riso e il pagamento per ettaro per le noci.  L’obiettivo della Commissione è di integrare il maggior numero possibile di settori, iniziando con l’includere i settori di sostegno specifico alla produzione di prossima riforma, quali zucchero, olio d’oliva e alcuni tipi di frutta e ortaggi. Anche il settore del latte sarà integrato nell’attuazione delle decisioni di Agenda 2000.

La Commissione Europea sottolinea che i pagamenti saranno subordinati al rispetto delle norme di legge in materia di ambiente, sicurezza alimentare e salute e benessere animale (conformità incrociata), nonché dei requisiti di sicurezza del lavoro per gli agricoltori. La Commissione Europea proporrà una struttura comune sugli standard per le buoni prassi agricole, in cui i criteri di attuazione fondamentali saranno sviluppati a livello comunitario, ma sarà lasciato agli Stati Membri il compito di decidere e applicare le norme a livello nazionale/regionale/locale[1].. Questi strumenti di politica mirata devono, secondo la proposta: “fornire agli stati membri la flessibilità necessaria per ridurre i rischi legati, ad esempio, alle riduzioni delle scorte alimentari nazionali e per evitare l’abbandono della terra”.

 

Sarà compito degli Stati Membri applicare le conclusioni del summit del Lussemburgo del 1997 sull’agricoltura, in cui i capi di stato dell’UE hanno dichiarato che “l’agricoltura europea deve, come settore, essere versatile, sostenibile, competitivo e diffuso in tutto il territorio europeo”.

 

Secondo la Commissione Europea, questo nuovo sistema non porterà molti cambiamenti rispetto al sistema attuale che prevede pagamenti diretti per i cereali, mentre i cambiamenti sono previsti in relazione alla produzione di bestiame.

 

2.2              Che cosa significherebbe il disaccoppiamento per un giovane che desideri avviare un’attività agricola?

Il reddito agricolo disaccoppiato sarà determinato a livello di azienda agricola. Per facilitare l’insediamento o il trasferimento di aziende agricole, l’importo complessivo deve essere ripartito, con la proposta di ottenere un pagamento per ettaro, calcolato come pagamento complessivo diviso per il numero di ettari eleggibili posseduti dall’agricoltore. Spetta agli Stati Membri decidere se il pagamento per ettaro disaccoppiato sarà calcolato a livello individuale o come media regionale/nazionale.

Gli Stati Membri devono poter applicare altre regole, a condizione che i trasferimenti rispettino i seguenti obblighi:

·        Il terreno coltivabile in tutta l’EU sia mantenuto in buone condizioni agricole e continui a essere gestito in conformità alle normative ambientali (conformità incrociata)

·        Evitare trasferimenti speculativi dei diritti ai pagamenti

·        Assicurare che il livello totale di sostegni e diritti non superi i livelli attuali in ambito UE, nazionale e regionale (devono essere rispettati i tetti di bilancio)

·        Conservi la compatibilità dei pagamenti con la “scatola verde” del WTO (che attualmente copre le sovvenzioni legate alla tutela dell’ambiente, alla sicurezza alimentare e alla vitalità e allo sviluppo economici delle aree rurali).

 

2.2.1 I pagamenti diretti disaccoppiati saranno capitalizzati

Il sistema di disaccoppiamento significa che un giovane che desideri creare un’azienda agricola dovrà pagare per ottenere il diritto di coprire i costi collegati ai più elevati standard ambientali, rispetto ad altre parti del mondo; vale a dire che i giovani agricoltori, in questa proposta, dovranno pagare per ottenere il rimborso dei costi più elevati, legati agli standard europei più elevati.

 

2.2.2 L’esperienza statunitense con il disaccoppiamento  

Nel giugno dell’anno scorso, l’USDA ha analizzato come il sostegno disaccoppiato, legato ai livelli storici di produzione, che negli USA mira a sostenere l’agricoltore e non lo sviluppo di buone prassi agricole, ha favorito le coltivazioni su grande scala e scoraggiato la creazione di nuove aziende agricole. La relazione non è stata in grado di fornire una soluzione al problema di come indirizzare meglio gli aiuti disaccoppiati, per incoraggiare l’installazione di nuove aziende agricole. Viceversa, la relazione ha concluso che lo squilibrio tra gli agricoltori prossimi al pensionamento e quelli agli inizi potrebbe continuare per i prossimi dieci anni. Afferma comunque di non vederlo come un problema, dato che meno aziende agricole ma più grandi e più produttive forniranno riserve alimentari adeguate e che l’importanza del settore agricolo come fonte di occupazione e reddito nelle comunità rurali è stata soppiantata dalle attività non agricole.   

 

Anche la Commissione Europea ammette la possibilità di un abbandono della terra e lo accetta a condizione che la terra sia mantenuta in conformità alle buone prassi agricole. Tuttavia, la Commissione Europea sostiene che la modulazione dai pagamenti diretti allo sviluppo rurale servirà a impedire che l’agricoltura europea si trovi ad affrontare gli stessi problemi di quella statunitense. Il CEJA sottolinea che gli aiuti modulati possono essere utilizzati per tutti i provvedimenti di sviluppo rurale, ma che i settori forestali, pre-pensionamento, misure agroambientali e aree meno favorite (e, se approvato, qualità e benessere animale) costituiranno delle priorità, senza particolare attenzione ai giovani che fondano nuove aziende agricole.

 

2.2.3 Aumenterà l’incitamento speculativo all’acquisto di terreno

La proposta sottolinea che gli incentivi speculativi all’acquisto di terreno devono essere evitati. Tuttavia, non esiste un rischio che i pagamenti diretti disaccoppiati (meno i costi legati al mantenimento di best practices agricole minime) diventino un’alternativa agli interessi bancari?

 

2.2.4    E il benessere degli animali?

La proposta sottolinea che i trasferimenti devono essere effettuati in modo tale che i pagamenti restino all’interno della “scatola verde” del WTO. Attualmente, i pagamenti collegati alla promozione del benessere animale non fa parte della “scatola verde” e i trasferimenti di pagamenti diretti disaccoppiati non saranno per il momento legati ad esso.

 

2.3              La diversa posizione delle organizzazioni europee sul disaccoppiamento

 

2.3.1        COPA-COGECA

 

Il COPA-COGECA rifiuta la MTR nel complesso e non ha ancora espresso un parere sui pagamenti disaccoppiati. La prima discussione sull’argomento è prevista per il presidium del COPA del 13 settembre 2002.

 

2.3.2        Confération Paysanne Européenne (CPE)

 

·        Disaccoppiamento dei pagamenti diretti

Disaccoppiando totalmente i pagamenti diretti dalla produzione, l’UE obbedirebbe innanzitutto agli obiettivi, propri ed in comune con gli USA, riguardanti l’OMC, piuttosto che alle attese dei cittadini europei e continuerebbe così, sotto la forma nascosta della scatola verde dell’OMC, il dumping nei confronti dei paesi terzi, continuando ad esportare i prodotti europei a prezzi troppo bassi nei riguardi dei produttori di questi paesi. Nello stesso tempo, i produttori europei si vedrebbero imposti prezzi mondiali sempre più bassi, artificialmente abbassati dalla politica degli USA e dell’UE. L’agricoltura contadina dell’Europa e di altri continenti non potrà sopravvivere a lungo con prezzi molto bassi, largamente al di sotto dei costi di produzione.

Il disaccoppiamento dei pagamenti diretti è la forma compiuta della deregolamentazione dei mercati agricoli. Fischler pretende che così gli agricoltori potranno meglio “rispondere ai segnali del mercato”: ma gli economisti agricoli un po’seri sanno che l’economia agricola si caratterizza per la sua rigidità, che i tempi di risposta sono molto più lunghi che nell’industria e che i prodotti agricoli sono deperibili. Una tale disorganizzazione dei mercati agricoli condurrà a comportamenti speculativi che provocheranno gravi squilibri e forti variazioni di prezzo come già si nota in Europa per i prodotti (suini, volatili, frutta ed ortaggi) che sono molto poco inquadrati dalla PAC, senza regolazione di produzione.

Il disaccoppiamento dei pagamenti diretti condurrà inevitabilmente alla delocalizzazione delle produzioni verso le zone a costi inferiori, cioè con le terre migliori, le zone vicine ai porti di importazione di alimenti per bestiame, o le zone con manodopera meno cara. Questo accelererà la rovina delle altre regioni e non risponderà agli obiettivi di coesione della Unione Europea.

 

·        Forfait di pagamenti diretti basati su un riferimento storico

L’introduzione di un forfait storico fisserebbe la distribuzione attuale diseguale fra produttori, fra paesi, fra produzioni. Questo ricompenserebbe i cacciatori di premi degli anni precedenti. Penalizzerebbe i produttori che, ad esempio, hanno fatto la scelta di sostituire il mais insilato, fortemente premiato, con il foraggio, non premiato ma legato ad un sistema agronomico molto migliore per l’ambiente.

L’obiettivo di un premio unico (semplificazione) è lodevole ma il premio proposto in effetti non è unico.

Il disaccoppiamento non implica un forfait; potrebbe venire fatto per ha con un tetto massimo e non legato ad un riferimento storico, e ciò permetterebbe una ben migliore distribuzione degli aiuti ed una ben migliore possibilità di agire sullo sviluppo rurale.

 

·        Ambiente / ecocondizionalità

Produrre a basso prezzo non garantisce per niente il rispetto dell’ambiente. Le produzioni suine ed avicole ne sono un esempio. Il forte abbassamento dei prezzi dei cereali realizzatosi negli ultimi 10 anni non ha migliorato lo stato delle falde freatiche dei grandi bacini di produzione.

L’eco-condizionalità presentata per il premio forfettizzato assomiglia più ad una dichiarazione d’intenti che ad una proposta concreta. La Commissione sembra aver preparato solo un argomento in vendita all’OMC ed all’opinione pubblica. La CPE rivendica questa eco-condizionalità e sarebbe semplice dimostrarne la volontà politica: basterebbe, ad esempio, alla Commissione, proporre un legame obbligatorio e progressivo dell’allevamento al suolo ed un abbandono dei nanizzanti per i cereali, che sono un fattore importante di sovrautilizzazione di concimi e di pesticidi.

 

·        Installazione

La proposta rischia di essere catastrofica riguardo la motivazione di giovani a diventare contadini. Il disaccoppiamento dei pagamenti diretti associato a prezzi sotto i costi di produzione consacra il mancato riconoscimento economico e sociale del lavoro di produzione agricola. E’ difficile impegnarsi in questo mestiere pesante con tali prospettive.

Il forfait su una base storica, una sorta di quota di premi, rischia molto di venire monetizzato nel trasferimento delle aziende. Al contrario delle quote latte, non dovrebbe avere nessun valore mercantile ed esserne vietato il commercio.

 

2.3.3        Fondo Mondiale della Natura  

Il WWF accoglie favorevolmente l’introduzione di un unico pagamento disaccoppiato, che:

·      cesserà di stimolare una produzione non sostenibile dal punto di vista ambientale in molti settori [..]

·      concederà agli agricoltori la libertà di produrre e coltivare secondo le richieste dei loro consumatori e dei loro mercati, anziché secondo il settore che versa l’assegno di sussidio più elevato […]

Tuttavia, il vantaggio più importante fornito dal disaccoppiamento sarà che un pagamento realmente disaccoppiato garantirà il finanziamento pubblico per i beni e i servizi ambientali e sociali in agricoltura a lungo termine.  Sarà più facile giustificare tali sussidi di fronte al WTO e, aspetto importante, di fronte ai cittadini dell’UE.

 

Se il disaccoppiamento è un’iniziativa positiva, non è comunque una conquista ambientale.  Potrebbe avere anche effetti ambientali negativi se stimola la standardizzazione dei paesaggi agricoli europei, attraverso una concentrazione della produzione in aree agricole più favorevoli e intorno ai prodotti che producono il maggiore valore di mercato.  In particolare:

·        Aree marginali, meno favorite, che sono economicamente svantaggiate […]

·        La biodiversità nell’agricoltura potrebbe continuare a ridursi a un ritmo allarmante (il 75% della biodiversità agricola è già andata perduta nel XX secolo a causa della razionalizzazione delle coltivazioni)

Pertanto, i pagamenti di sostegno al mercato disaccoppiati devono essere “ri-accoppiati” ad obiettivi ambientali e sociali.  La Commissione si propone di farlo in diversi modi.

 

2.4  La proposta del CEJA sugli aiuti disaccoppiati – prima parte

Prima di Agenda 2000, il CEJA ha preso posizione sui sussidi diretti, affermando: Il CEJA non può sostenere un sistema nel quale i costi di produzione saranno superiori alle entrate della produzione e in cui le perdite di produzione saranno compensate dai pagamenti diretti. Questo sistema non motiverà i giovani agricoltori a investire nell’agricoltura. Quale garanzia vi sarà che la politica sui sussidi diretti sarà mantenuta nel corso del tempo? I sussidi diretti porteranno a una maggiore capitalizzazione dei beni strumentali e ciò potrebbe danneggiare enormemente i giovani agricoltori. Ogni sussidio diretto legato alla terra aumenterà automaticamente le tariffe di acquisto e di locazione del terreno e si ripercuoterà negativamente sui giovani agricoltori che tendono ad allargare o ristrutturare la loro azienda.

Il CEJA è deluso dal fatto che le 33 pagine della revisione intermedia non menzionino nemmeno una volta l’insediamento dei giovani agricoltori e che non prendano in considerazione, nello schema proposto, come agevolare nel modo migliore i giovani agricoltori che desiderino entrare o restare nel settore agricolo. È importante rivedere le misure strutturali (aiuti per gli insediamenti e gli investimenti) e di accompagnamento (mercato, pensionamento, Leader+, ecc.), mirate specificamente ai giovani agricoltori e migliorarle o introdurne di nuove.

 

Il CEJA deve sviluppare una posizione specifica sugli aiuti disaccoppiati. In allegato, troverete una proposta della posizione CEJA sugli aiuti disaccoppiati, su cui vorremmo avere il vostro parere, nonché proposte alternative a quella della commissione sul disaccoppiamento entro il 1 settembre, in modo da consentire alla Segreteria di presentare una proposta definitiva durante il seminario che si terrà in Portogallo alla fine di settembre.

 

bozza della posizione CEJA su

Pagamenti diretti disaccoppiati come mezzo per compensare le best practices agricole

La Commissione Europea ha proposto l’introduzione di un unico pagamento disaccoppiato dal reddito per azienda agricola, basato sui pagamenti storici per coprire i costi extra sostenuti dagli agricoltori, relativamente agli standard ambientali europei più elevati, e lasciare poi agli agricoltori la flessibilità di produzione. La Commissione Europea sostiene che si tratta del modo più efficiente per ottenere un sostegno diretto più semplice e più sostenibile.

 

Il CEJA riconosce la necessità di sviluppare una Politica Agricola Comune trasparente e semplice, che sia comprensibile ai cittadini europei e che sia attuabile per gli agricoltori europei. Inoltre, i giovani agricoltori sono imprenditori, interessati a un approccio orientato al mercato. Tuttavia, il CEJA non può sostenere un sistema nel quale i costi di produzione saranno superiori alle entrate della produzione e in cui le perdite di produzione saranno compensate dai pagamenti diretti disaccoppiati, calcolati su ciò che l’agricoltore ha prodotto in passato. I sostegni diretti portano a una maggiore capitalizzazione dei beni strumentali, e ciò potrebbe essere altamente dannoso per i giovani agricoltori, dato che stimolerà un aumento delle tariffe di acquisto e locazione del terreno e si ripercuoterà negativamente sui giovani agricoltori che intendono rilevare o ristrutturare la propria azienda.

 

L’aspetto speculativo dell’acquisto di terreno coltivabile aumenterà in un sistema che offre un pagamento sul reddito dell’azienda agricola, basato sui livelli di produzione storici, e non sui costi effettivamente sostenuti per produrre in conformità a standard più elevati in relazione all’ambiente, alla salute e al benessere degli animali e alla sicurezza degli alimenti, lasciando poche prospettive per i giovani agricoltori.

 

3.0  Domande

3.1       Quanti agricoltori sono necessari per il modello di agricoltura europeo?

1) Quanti agricoltori sono necessari per attuare il modello di agricoltura europeo?

2) Siete d’accordo con la frase del CPE: “vicini, piuttosto che ettari”?

3) La vostra organizzazione ha abbandonato il reclutamento di giovani da famiglie non di agricoltori?

3.2       I giovani agricoltori e la proposta della MTR di disaccoppiare i pagamenti diretti:

4) È d’accordo con la proposta generale sul disaccoppiamento?

5) Se respingiamo la proposta sul disaccoppiamento, sarebbe saggio proporre un’alternativa. Sareste favorevoli a (rispondete si/no e spiegate perché/perché no):

·        l’idea di pagamenti diretti disaccoppiati, se il diritto a questi pagamenti viene trasferito a titolo gratuito (come proposto dal CPE)

·        mantenere i pagamenti diretti nella loro forma attuale?

·        trasferire i pagamenti diretti non sulla base di riferimenti storici, ma ai gruppi di agricoltori che sostengono i costi di produzione più elevati (legati all’ambiente, al benessere degli animali, nonché a una collocazione svantaggiata) o particolarmente sensibili all’oscillazione dei prezzi (come gli agricoltori di nuova costituzione)?

·        introdurre quote sul livello mondiale (come proposto dai giovani agricoltori francesi)?

·        tornare al sistema degli anni ’70, con prezzi di intervento più elevati, ben sapendo che vi sono, al momento, scarse possibilità che tale sistema sarà reintrodotto in Europa?

·        Altro?

 

6) Considerando le specifiche misure di politica agricola a disposizione dei giovani agricoltori, quali miglioramenti o quali misure innovative sono necessari?

 

Vi preghiamo di inviarci le vostre correzioni alla posizione CEJA proposta, insieme alle risposte al questionario entro il 1 settembre 2002.

 


[1] Secondo Agrifact, la Commissione prevede di calcolare i pagamenti disaccoppiati su alcuni anni di riferimenti (per alcuni settori un anno, per altri tre, ecc.).

 


 

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