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Seminario
CEJA
Preservare
la diversità nelle aree rurali europee grazie ai giovani
agricoltori 28
settembre – 29 settembre 2002, Santarém, Portogallo Le
aree rurali ospitano un quarto della popolazione
dell’Unione Europea e rappresentano più dell’80% del
territorio.
Sono
caratterizzate da un tessuto culturale, economico e sociale
unico, un mosaico straordinario di attività e una grande
varietà di paesaggi.
Secondo
la Dichiarazione di Cork sullo Sviluppo Rurale, le aree
rurali e i loro abitanti rappresentano una vero patrimonio
per l’Unione Europea e devono essere messe in condizioni
di restare competitive.
Questo
seminario intende avviare un dialogo per sensibilizzare su
ciò di cui i giovani agricoltori hanno bisogno per
trasferirsi/restare in campagna, seguendo le linee del
regolamento sullo sviluppo rurale (Regolamento CE n.
1257/99) per cercare di individuare strumenti nuovi,
necessari per assicurare che i giovani si
trasferiscano/restino in campagna.
1.1
Tendenze
all’invecchiamento agricolo nella parte industrializzata
del mondo 1.1.1
Nell’UE Le
statistiche Eurostat indicano che il 55% di tutti i
proprietari di aziende agricole ha più di 55 anni e il 33%
di tutti i proprietari delle aziende agricole nell’UE ha
più di 65 anni.
In
risposta a queste statistiche, la Direzione Generale per la
Ricerca del Parlamento Europeo ha sottolineato che:
“un’estrapolazione
grezza, semplice, di queste cifre, sebbene non rispecchi
accuratamente il numero attuale e futuro degli agricoltori,
suggerisce comunque che il numero di giovani agricoltori
(sotto i 35 anni di età) raggiungerà lo zero entro il
2020. Pertanto, ipotizzando una vita lavorativa di 35 anni,
il numero delle aziende agricole totali raggiungerà lo zero
entro il 2055!!” Nel
giugno 2001, l’Eurostat ha pubblicato “trent’anni di
agricoltura in Europa – cambiamenti nell’impiego
agricolo”.
Questa
pubblicazione sottolinea che la vita media della forza
lavoro agricola è più elevata della media in altri settori
di attività.
Informa
inoltre che l’invecchiamento in agricoltura è legato al
fatto che, man mano che le aziende agricole crescono di
dimensioni, diventa sempre più difficile finanziariamente
per i giovani agricoltori rilevarle.
Nel
febbraio 2002, l’Eurostat ha pubblicato “vent’anni di
agricoltura europea – la percentuale di giovani
nell’agricoltura rimane stabile”.
La
pubblicazione offre una panoramica delle tendenze fino al
1997 e sottolinea tra l’altro che: ·
In
EU-12, la percentuale di giovani manager è calata
dall’8,9% al 7,8% tra il 1989/90 e il 1997 (con enormi
variazioni tra i diversi paesi – vedi rapporto di attività
del CEJA per il 2001). ·
Le
dimensioni fisiche ed economiche medie delle aziende
agricole gestite
da giovani sono superiori a quelle delle altre aziende e
crescono anche più rapidamente.
In
EU-15 nel 1997, un’azienda agricola su cinque gestita da
giovani aveva dimensioni superiori a 40 U.D.E., rispetto a
una su dieci nel caso di altri manager.
Le
statistiche dal 1997 affermano che le aziende agricole
dell’UE gestite da giovani si distinguono dalle
altre per la maggiore specializzazione nella produzione
animale.
Questa
specializzazione era legata a tre tipi di attività:
allevamento
bestiame, orticoltura e bestiame non da pascolo,
a
scapito delle colture permanenti e miste. Il
CEJA ha chiesto alla Commissione statistiche più recenti
per avere una panoramica sugli sviluppi
dell’invecchiamento dal 1997,
per comprendere, tra l’altro, come lo scoppio
dell’afta epizootica e la scoperta della BSE abbiano
influito sugli insediamenti.
Purtroppo
non sono disponibili statistiche più recenti. 1.1.2
Negli
USA Nel
giugno 2001, il General Accounting Office statunitense ha
inviato una relazione al Presidente del Comitato per
l’Agricoltura, la Nutrizione e le Attività Forestali, il
Senato USA ha richiesto informazioni sui destinatari dei
Pagamenti Federali (GAO-01-606).
Questa
relazione sottolineava il fatto che l’età media degli
operatori agricoltori continua ad aumentare.
Ad
esempio, la quota di agricoltori di età inferiore a 35 anni
è scesa dal 15 percento nel 1954 all’8 percento nel 1997,
mentre la quota di agricoltori di età pari o superiore a 55
anni è salita dal 37 percento al 61 percento.
La
finalità della relazione era, tra l’altro, di individuare
le principali barriere che
rendono più difficile per i giovani iniziare
un’attività agricola. La
relazione concludeva che il principale ostacolo con cui
devono scontrarsi i giovani che desiderano entrare
nell’agricoltura è costituito dai costi elevati di
acquisizione del patrimonio necessario, principalmente il
terreno e i macchinari agricoli.
Sebbene
i pagamenti previsti dai programmi agricoli possano aiutare
gli agricoltori ad iniziare, successivamente il pagamento può
costituire anche un ostacolo perché il loro valore si
riflette in un prezzo più elevato per acquistare o
affittare il terreno.
Il
Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) e molti
stati hanno programmi studiati appositamente per aiutare
coloro che desiderano iniziare un’attività agricola.
Ad
esempio, l’USDA ha programmi di finanziamento per
assistere gli agricoltori agli inizi ad acquistare il
terreno e le altre attrezzature e a sostenere le spese
d’esercizio.
Ciononostante,
il numero di giovani agricoltori continua a calare.
Alcuni
temono che questo calo influirà negativamente sulla
sicurezza alimentare del paese e sul benessere economico
delle comunità rurali.
Tuttavia,
l’USDA sostiene nel suo rapporto del 2001, e quindi prima
del nuovo disegno di legge sull’agricoltura, che il
cambiamento strutturale del settore agricolo non avrà un
effetto grave sulle scorte alimentari del paese o sulle
economie rurali, perché i livelli di produzione generali
non sono scesi e le comunità rurali dipendono in misura
minore dall’agricoltura, in termini di economia e
occupazione, rispetto al passato. 1.1.3
In
Australia Nel
giugno 2002, il CEJA ha incontrato un esperto di giovani
agricoltori australiani, Belinda Wilkes, che ci ha spiegato
che anche l’agricoltura australiana soffre di
invecchiamento, con un’età media di 58 anni.
Ci
ha spiegato, inoltre, che non esistono misure a disposizione
dei giovani agricoltori che incoraggino un trasferimento e
che gli ostacoli principali che impediscono ai giovani di
rilevare un’azienda agricola, con dimensioni medie di
3.000 ha, è la mancanza di finanziamenti.
1.2
Reclutare
giovani dall’esterno Un
programma giapponese studiato per attirare la popolazione
urbana all’agricoltura sembra destinato a diventare un flop
spettacolare.
Il
servizio Kyodo News riferisce che durante i primi 30 mesi
del programma, gestito dal Ministero della Salute, del
Lavoro e del Welfare giapponese, 2.842 persone hanno
visitato gli appositi stand informativi e 1.880 hanno
ricevuto consulenza telefonica.
Questo
impegno ha prodotto 213 offerte di lavoro agli aspiranti
agricoltori più motivati.
Tuttavia,
a marzo, solo 48 residenti urbani si sono impiegati nel
settore agricolo, a quanto riferisce la Kyodo. Secondo
un articolo apparso sulla rivista danese dei giovani
agricoltori, i giovani agricoltori svedesi della
LRF (Federazione degli Agricoltori Svedesi) hanno
cessato di reclutare giovani da settori esterni a quello
agricolo.
In
Francia, il 25% di tutti i nuovi insediamenti nel 1999 non
era il risultato di discendenza da padre a figlio/figlia.
1.4
Conclusione La
percentuale di giovani agricoltori è bassa e
l’invecchiamento in agricoltura è un problema comune a
molti paesi industrializzati.
Tuttavia,
ciò non deve essere un motivo per
i politici europei di evitare di adottare
provvedimenti a livello comunitario per superare questo
problema.
Senza
un numero elevato di giovani che entrino nel settore, sarà
impossibile realizzare il “Modello di Agricoltura
Europeo” e sarà impossibile rispettare la dichiarazione
del Lussemburgo del 1997 dei capi di stato dell’UE, che
afferma che l’”agricoltura europea deve, come settore
economico, essere versatile, sostenibile, competitivo e
diffuso in tutto il territorio europeo”.
2.0
La
revisione intermedia (mid-term
review) ha tenuto conto dei giovani agricoltori e del
problema dell’invecchiamento? Il
CEJA è preoccupato del fatto che la Commissione Europea non
abbia utilizzato la revisione intermedia della PAC per
analizzare il problema dell’invecchiamento
nell’agricoltura europea. Oltre
ad adeguamenti settoriali, la proposta della Revisione
Intermedia (MTR) nel quadro di Agenda 2000 contiene tre
elementi nuovi, che avranno effetto sui giovani agricoltori
nel futuro: modulazione
dinamica, il futuro delle quote latte e il disaccoppiamento
dei pagamenti diretti.
Durante
il seminario tenutosi a Chartres, Valladolid e Badwaldsee,
il CEJA ha discusso il futuro delle quote latte e della
modulazione e ci concentreremo quindi su questo documento di
lavoro per i dettagli sulla proposta per sostegni
disaccoppiati dalla produzione. La Commissione Europea, tuttavia, pubblicherà le
proposte effettive sulle modalità di implementazione della
MTR, inclusa la modalità per realizzare il disaccoppiamento,
non prima dell’ottobre 2002, ma il CEJA ha lavorato a
diretto contatto con la Commissione Europea per poter
fornire il maggior numero possibile di informazioni su
questo argomento.
2.1
Disaccoppiamento Le
riforme del 1992 e 1999 si sono allontanate dal sostegno
diretto dei prezzi, giungendo a pagamenti diretti
parzialmente disaccoppiati, collegati alla resa per ettaro o
al numero di capi, nelle colture di cereali, semi oleosi e
proteine vegetali, amido di patate, lino e canapa, semi di
lino, set a side, nonché per bovini e ovini.
Nella MTR, la Commissione Europea propone di disaccoppiare questi pagamenti diretti e offrire invece agli agricoltori pagamenti annuali basati sulla produzione passata, indipendentemente dalla resa o dalle dimensioni dell’azienda agricola attuali. La Commissione Europea sostiene che un unico pagamento disaccoppiato dal reddito per azienda offrirebbe agli agricoltori una completa flessibilità e un maggiore orientamento al mercato. Gli agricoltori potranno coltivare tutti i prodotti sul proprio terreno, inclusi quelli per cui si riceve tuttora il sostegno accoppiato, ad eccezione di frutta e verdura. Il nuovo schema comprenderà tutti i pagamenti diretti esistenti, eccetto il pagamento di qualità per il grano duro, l’integrazione per colture di proteine vegetali indipendenti, il pagamento specifico per il riso e il pagamento per ettaro per le noci. L’obiettivo della Commissione è di integrare il maggior numero possibile di settori, iniziando con l’includere i settori di sostegno specifico alla produzione di prossima riforma, quali zucchero, olio d’oliva e alcuni tipi di frutta e ortaggi. Anche il settore del latte sarà integrato nell’attuazione delle decisioni di Agenda 2000. La
Commissione Europea sottolinea che i pagamenti saranno
subordinati al rispetto delle norme di legge in materia di
ambiente, sicurezza alimentare e salute e benessere animale
(conformità incrociata), nonché dei requisiti di sicurezza
del lavoro per gli agricoltori.
La Commissione
Europea proporrà una struttura comune sugli standard per le
buoni prassi agricole, in cui i criteri di attuazione
fondamentali saranno sviluppati a livello comunitario, ma
sarà lasciato agli Stati Membri il compito di decidere e
applicare le norme a livello nazionale/regionale/locale[1]..
Questi strumenti
di politica mirata devono, secondo la proposta:
“fornire agli
stati membri la flessibilità necessaria per ridurre i
rischi legati, ad esempio, alle riduzioni delle scorte
alimentari nazionali e per evitare l’abbandono della
terra”.
Sarà compito degli Stati Membri applicare le conclusioni del summit del Lussemburgo del 1997 sull’agricoltura, in cui i capi di stato dell’UE hanno dichiarato che “l’agricoltura europea deve, come settore, essere versatile, sostenibile, competitivo e diffuso in tutto il territorio europeo”. Secondo
la Commissione Europea, questo nuovo sistema non porterà
molti cambiamenti rispetto al sistema attuale che prevede
pagamenti diretti per i cereali, mentre i cambiamenti sono
previsti in relazione alla produzione di bestiame.
2.2
Che
cosa significherebbe il disaccoppiamento per un giovane che
desideri avviare un’attività agricola? Il
reddito agricolo disaccoppiato sarà determinato a livello
di azienda agricola.
Per
facilitare l’insediamento o il trasferimento di aziende
agricole, l’importo complessivo deve essere ripartito, con
la proposta di ottenere un pagamento per ettaro, calcolato
come pagamento complessivo diviso per il numero di ettari
eleggibili posseduti dall’agricoltore.
Spetta
agli Stati Membri decidere se il pagamento per ettaro
disaccoppiato sarà calcolato a livello individuale o come
media regionale/nazionale.
Gli
Stati Membri devono poter applicare altre regole, a
condizione che i trasferimenti rispettino i seguenti
obblighi: ·
Il
terreno coltivabile in tutta l’EU sia mantenuto in buone
condizioni agricole e continui a essere gestito in conformità
alle normative ambientali (conformità incrociata) ·
Evitare
trasferimenti speculativi dei diritti ai pagamenti
·
Assicurare
che il livello totale di sostegni e diritti non superi i
livelli attuali in ambito UE, nazionale e regionale (devono
essere rispettati i tetti di bilancio) ·
Conservi
la compatibilità dei pagamenti con la “scatola verde”
del WTO (che attualmente copre le sovvenzioni legate alla
tutela dell’ambiente, alla sicurezza alimentare e alla
vitalità e allo sviluppo economici delle aree rurali). 2.2.1
I pagamenti diretti disaccoppiati saranno capitalizzati Il
sistema di disaccoppiamento significa che un giovane che
desideri creare un’azienda agricola dovrà pagare per
ottenere il diritto di coprire i costi collegati ai più
elevati standard ambientali, rispetto ad altre parti del
mondo; vale a dire che i giovani agricoltori, in questa
proposta, dovranno pagare per ottenere il rimborso dei costi
più elevati, legati agli standard europei più elevati. 2.2.2
L’esperienza statunitense con il disaccoppiamento Nel giugno dell’anno scorso, l’USDA ha analizzato come il sostegno disaccoppiato, legato ai livelli storici di produzione, che negli USA mira a sostenere l’agricoltore e non lo sviluppo di buone prassi agricole, ha favorito le coltivazioni su grande scala e scoraggiato la creazione di nuove aziende agricole. La relazione non è stata in grado di fornire una soluzione al problema di come indirizzare meglio gli aiuti disaccoppiati, per incoraggiare l’installazione di nuove aziende agricole. Viceversa, la relazione ha concluso che lo squilibrio tra gli agricoltori prossimi al pensionamento e quelli agli inizi potrebbe continuare per i prossimi dieci anni. Afferma comunque di non vederlo come un problema, dato che meno aziende agricole ma più grandi e più produttive forniranno riserve alimentari adeguate e che l’importanza del settore agricolo come fonte di occupazione e reddito nelle comunità rurali è stata soppiantata dalle attività non agricole. Anche la Commissione Europea ammette la possibilità di un abbandono della terra e lo accetta a condizione che la terra sia mantenuta in conformità alle buone prassi agricole. Tuttavia, la Commissione Europea sostiene che la modulazione dai pagamenti diretti allo sviluppo rurale servirà a impedire che l’agricoltura europea si trovi ad affrontare gli stessi problemi di quella statunitense. Il CEJA sottolinea che gli aiuti modulati possono essere utilizzati per tutti i provvedimenti di sviluppo rurale, ma che i settori forestali, pre-pensionamento, misure agroambientali e aree meno favorite (e, se approvato, qualità e benessere animale) costituiranno delle priorità, senza particolare attenzione ai giovani che fondano nuove aziende agricole. 2.2.3
Aumenterà l’incitamento speculativo all’acquisto di
terreno La
proposta sottolinea che gli incentivi speculativi
all’acquisto di terreno devono essere evitati.
Tuttavia, non
esiste un rischio che i pagamenti diretti disaccoppiati
(meno i costi legati al mantenimento di best
practices agricole minime) diventino un’alternativa
agli interessi bancari?
2.2.4 E
il benessere degli animali? La
proposta sottolinea che i trasferimenti devono essere
effettuati in modo tale che i pagamenti restino
all’interno della “scatola verde” del WTO. Attualmente, i pagamenti
collegati alla promozione del benessere animale non fa parte
della “scatola verde” e i trasferimenti di pagamenti
diretti disaccoppiati non saranno per il momento legati ad
esso.
2.3
La
diversa posizione delle organizzazioni europee sul
disaccoppiamento 2.3.1
COPA-COGECA Il
COPA-COGECA rifiuta la MTR nel complesso e non ha ancora
espresso un parere sui pagamenti disaccoppiati.
La
prima discussione sull’argomento è prevista per il
presidium del COPA del 13 settembre 2002. 2.3.2
Confération
Paysanne Européenne (CPE) ·
Disaccoppiamento
dei pagamenti diretti Disaccoppiando totalmente i pagamenti diretti dalla produzione, l’UE obbedirebbe innanzitutto agli obiettivi, propri ed in comune con gli USA, riguardanti l’OMC, piuttosto che alle attese dei cittadini europei e continuerebbe così, sotto la forma nascosta della scatola verde dell’OMC, il dumping nei confronti dei paesi terzi, continuando ad esportare i prodotti europei a prezzi troppo bassi nei riguardi dei produttori di questi paesi. Nello stesso tempo, i produttori europei si vedrebbero imposti prezzi mondiali sempre più bassi, artificialmente abbassati dalla politica degli USA e dell’UE. L’agricoltura contadina dell’Europa e di altri continenti non potrà sopravvivere a lungo con prezzi molto bassi, largamente al di sotto dei costi di produzione. Il
disaccoppiamento dei pagamenti diretti è la forma compiuta
della deregolamentazione dei mercati agricoli. Fischler
pretende che così gli agricoltori potranno meglio
“rispondere ai segnali del mercato”: ma gli economisti
agricoli un po’seri sanno che l’economia agricola si
caratterizza per la sua rigidità, che i tempi di risposta
sono molto più lunghi che nell’industria e che i prodotti
agricoli sono deperibili. Una tale disorganizzazione dei
mercati agricoli condurrà a comportamenti speculativi che
provocheranno gravi squilibri e forti variazioni di prezzo
come già si nota in Europa per i prodotti (suini, volatili,
frutta ed ortaggi) che sono molto poco inquadrati dalla PAC,
senza regolazione di produzione. Il
disaccoppiamento dei pagamenti diretti condurrà
inevitabilmente alla delocalizzazione delle produzioni verso
le zone a costi inferiori, cioè con le terre migliori, le
zone vicine ai porti di importazione di alimenti per
bestiame, o le zone con manodopera meno cara. Questo
accelererà la rovina delle altre regioni e non risponderà
agli obiettivi di coesione della Unione Europea. ·
Forfait
di pagamenti diretti basati su un riferimento storico L’introduzione di un forfait storico fisserebbe la distribuzione attuale diseguale fra produttori, fra paesi, fra produzioni. Questo ricompenserebbe i cacciatori di premi degli anni precedenti. Penalizzerebbe i produttori che, ad esempio, hanno fatto la scelta di sostituire il mais insilato, fortemente premiato, con il foraggio, non premiato ma legato ad un sistema agronomico molto migliore per l’ambiente. L’obiettivo
di un premio unico (semplificazione) è lodevole ma il
premio proposto in effetti non è unico. Il
disaccoppiamento non implica un forfait; potrebbe venire
fatto per ha con un tetto massimo e non legato ad un
riferimento storico, e ciò permetterebbe una ben migliore
distribuzione degli aiuti ed una ben migliore possibilità
di agire sullo sviluppo rurale. ·
Ambiente
/ ecocondizionalità Produrre
a basso prezzo non garantisce per niente il rispetto
dell’ambiente. Le produzioni suine ed avicole ne sono un
esempio. Il forte abbassamento dei prezzi dei cereali
realizzatosi negli ultimi 10 anni non ha migliorato lo stato
delle falde freatiche dei grandi bacini di produzione. L’eco-condizionalità
presentata per il premio forfettizzato assomiglia più ad
una dichiarazione d’intenti che ad una proposta concreta.
La Commissione sembra aver preparato solo un argomento in
vendita all’OMC ed all’opinione pubblica. La CPE
rivendica questa eco-condizionalità e sarebbe semplice
dimostrarne la volontà politica: basterebbe, ad esempio,
alla Commissione, proporre un legame obbligatorio e
progressivo dell’allevamento al suolo ed un abbandono dei
nanizzanti per i cereali, che sono un fattore importante di
sovrautilizzazione di concimi e di pesticidi. ·
Installazione La proposta rischia di essere catastrofica riguardo la motivazione di giovani a diventare contadini. Il disaccoppiamento dei pagamenti diretti associato a prezzi sotto i costi di produzione consacra il mancato riconoscimento economico e sociale del lavoro di produzione agricola. E’ difficile impegnarsi in questo mestiere pesante con tali prospettive. Il
forfait su una base storica, una sorta di quota di premi,
rischia molto di venire monetizzato nel trasferimento delle
aziende. Al contrario delle quote latte, non dovrebbe avere
nessun valore mercantile ed esserne vietato il commercio. 2.3.3
Fondo
Mondiale della Natura Il
WWF accoglie favorevolmente l’introduzione di un unico
pagamento disaccoppiato, che: ·
cesserà
di stimolare una produzione non sostenibile dal punto di
vista ambientale in molti settori [..] ·
concederà
agli agricoltori la libertà di produrre e coltivare secondo
le richieste dei loro consumatori e dei loro mercati, anziché
secondo il settore che versa l’assegno di sussidio più
elevato […]
Tuttavia,
il vantaggio più importante fornito dal disaccoppiamento
sarà che un pagamento realmente disaccoppiato garantirà il
finanziamento pubblico per i beni e i servizi ambientali e
sociali in agricoltura a lungo termine.
Sarà
più facile giustificare tali sussidi di fronte al WTO e,
aspetto importante, di fronte ai cittadini dell’UE. Se
il disaccoppiamento è un’iniziativa positiva, non è
comunque una conquista ambientale.
Potrebbe
avere anche effetti ambientali negativi se stimola la
standardizzazione dei paesaggi agricoli europei, attraverso
una concentrazione della produzione in aree agricole più
favorevoli e intorno ai prodotti che producono il maggiore
valore di mercato.
In
particolare: ·
Aree
marginali, meno favorite, che sono economicamente
svantaggiate […] ·
La
biodiversità nell’agricoltura potrebbe continuare a
ridursi a un ritmo allarmante (il 75% della biodiversità
agricola è già andata perduta nel XX secolo a causa della
razionalizzazione delle coltivazioni) Pertanto, i pagamenti di sostegno al mercato disaccoppiati devono essere “ri-accoppiati” ad obiettivi ambientali e sociali. La Commissione si propone di farlo in diversi modi. 2.4
La
proposta del CEJA sugli aiuti disaccoppiati – prima parte Prima di Agenda 2000, il CEJA ha preso posizione sui sussidi diretti, affermando: Il CEJA non può sostenere un sistema nel quale i costi di produzione saranno superiori alle entrate della produzione e in cui le perdite di produzione saranno compensate dai pagamenti diretti. Questo sistema non motiverà i giovani agricoltori a investire nell’agricoltura. Quale garanzia vi sarà che la politica sui sussidi diretti sarà mantenuta nel corso del tempo? I sussidi diretti porteranno a una maggiore capitalizzazione dei beni strumentali e ciò potrebbe danneggiare enormemente i giovani agricoltori. Ogni sussidio diretto legato alla terra aumenterà automaticamente le tariffe di acquisto e di locazione del terreno e si ripercuoterà negativamente sui giovani agricoltori che tendono ad allargare o ristrutturare la loro azienda. Il
CEJA è deluso dal fatto che le 33 pagine della revisione
intermedia non menzionino nemmeno una volta l’insediamento
dei giovani agricoltori e che non prendano in
considerazione, nello schema proposto, come agevolare nel
modo migliore i giovani agricoltori che desiderino entrare o
restare nel settore agricolo.
È
importante rivedere le misure strutturali (aiuti per gli
insediamenti e gli investimenti) e di accompagnamento
(mercato, pensionamento, Leader+, ecc.), mirate
specificamente ai giovani agricoltori e migliorarle o
introdurne di nuove.
Il
CEJA deve sviluppare una posizione specifica sugli aiuti
disaccoppiati. In allegato, troverete una proposta della posizione CEJA
sugli aiuti disaccoppiati, su cui vorremmo avere il vostro
parere, nonché proposte alternative a quella della
commissione sul disaccoppiamento entro il 1
settembre, in modo da consentire alla Segreteria di
presentare una proposta definitiva durante il seminario che
si terrà in Portogallo alla fine di settembre. bozza
della posizione CEJA su Pagamenti
diretti disaccoppiati come mezzo per compensare le best
practices agricole La
Commissione Europea ha proposto l’introduzione di un unico
pagamento disaccoppiato dal reddito per azienda agricola,
basato sui pagamenti storici per coprire i costi extra
sostenuti dagli agricoltori, relativamente agli standard
ambientali europei più elevati, e lasciare poi agli
agricoltori la flessibilità di produzione.
La
Commissione Europea sostiene che si tratta del modo più
efficiente per ottenere un sostegno diretto più semplice e
più sostenibile. Il CEJA riconosce la necessità di sviluppare una Politica Agricola Comune trasparente e semplice, che sia comprensibile ai cittadini europei e che sia attuabile per gli agricoltori europei. Inoltre, i giovani agricoltori sono imprenditori, interessati a un approccio orientato al mercato. Tuttavia, il CEJA non può sostenere un sistema nel quale i costi di produzione saranno superiori alle entrate della produzione e in cui le perdite di produzione saranno compensate dai pagamenti diretti disaccoppiati, calcolati su ciò che l’agricoltore ha prodotto in passato. I sostegni diretti portano a una maggiore capitalizzazione dei beni strumentali, e ciò potrebbe essere altamente dannoso per i giovani agricoltori, dato che stimolerà un aumento delle tariffe di acquisto e locazione del terreno e si ripercuoterà negativamente sui giovani agricoltori che intendono rilevare o ristrutturare la propria azienda. L’aspetto speculativo dell’acquisto di terreno coltivabile aumenterà in un sistema che offre un pagamento sul reddito dell’azienda agricola, basato sui livelli di produzione storici, e non sui costi effettivamente sostenuti per produrre in conformità a standard più elevati in relazione all’ambiente, alla salute e al benessere degli animali e alla sicurezza degli alimenti, lasciando poche prospettive per i giovani agricoltori. 3.0
Domande
3.1
Quanti
agricoltori sono necessari per il modello di agricoltura
europeo?
1)
Quanti agricoltori sono necessari per attuare il modello di
agricoltura europeo? 2)
Siete d’accordo con la frase del CPE: “vicini, piuttosto
che ettari”? 3)
La vostra organizzazione ha abbandonato il reclutamento di
giovani da famiglie non di agricoltori? 3.2
I
giovani agricoltori e la proposta della MTR di disaccoppiare
i pagamenti diretti: 4)
È d’accordo con la proposta generale sul disaccoppiamento?
5)
Se respingiamo la proposta sul disaccoppiamento, sarebbe
saggio proporre un’alternativa. Sareste favorevoli a
(rispondete si/no e spiegate perché/perché no): ·
l’idea
di pagamenti diretti disaccoppiati, se il diritto a questi
pagamenti viene trasferito a titolo gratuito (come proposto
dal CPE)
·
mantenere
i pagamenti diretti nella loro forma attuale? ·
trasferire
i pagamenti diretti non sulla base di riferimenti storici,
ma ai gruppi di agricoltori che sostengono i costi di
produzione più elevati (legati all’ambiente, al benessere
degli animali, nonché a una collocazione svantaggiata) o
particolarmente sensibili all’oscillazione dei prezzi
(come gli agricoltori di nuova costituzione)? ·
introdurre
quote sul livello mondiale (come proposto dai giovani
agricoltori francesi)?
·
tornare
al sistema degli anni ’70, con prezzi di intervento più
elevati, ben sapendo che vi sono, al momento, scarse
possibilità che tale sistema sarà reintrodotto in Europa? ·
Altro? 6)
Considerando le specifiche misure di politica agricola a
disposizione dei giovani agricoltori, quali miglioramenti o
quali misure innovative sono necessari?
Vi
preghiamo di inviarci le vostre correzioni alla posizione
CEJA proposta, insieme alle risposte al questionario entro
il 1 settembre 2002.
[1]
Secondo
Agrifact, la Commissione prevede di calcolare i
pagamenti disaccoppiati su alcuni anni di riferimenti
(per alcuni settori un anno, per altri tre, ecc.). |