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Questionario preparatorio per il seminario di Bad Waldsee, Germania,

31 maggio-2 giugno 2002 sul tema:

Accordi commerciali – produrre per quale mercato?

 

Nel contesto dell’Accordo di Cotonou (ex Lomé), l’Unione Europea ha concluso l’anno scorso gli accordi commerciali con i paesi meno avanzati sotto il nome di ‘Tutto tranne le armi’. Alla fine di aprile, l’UE ha stipulato un accordo commerciale bilaterale con il Cile, e sembra ragionevole supporre che avvierà accordi commerciali con altri paesi meno avanzati. Al termine dell’anno scorso, il nuovo round di negoziati dell’OMC a Doha è cominciato con l’intenzione di liberalizzare il commercio mondiale e garantire l’accesso ai mercati ai paesi meno avanzati del mondo. 

Con l’Accordo di Cotonou, l’iniziativa ‘Tutto tranne le armi’ e il nuovo round dell’OMC, i mercati agricoli si stanno aprendo sempre più ai prodotti importati. Di conseguenza, la competitività sul mercato aumenterà ed ogni agricoltore insediato in Europa dovrà decidere come superare questo fenomeno ed orientare con maggior precisione il proprio prodotto. 

 

1.         Il mercato globale

Tutto tranne le armi: dal 5 marzo 2001, sono stati aboliti i dazi e le quote su tutti i prodotti provenienti dai paesi meno avanzati (PMA)[1], eccetto armi e munizioni. Solo i tre prodotti agricoli più delicati: banane fresche, riso e zucchero non sono stati liberalizzati immediatamente.

 

Banane fresche: dovrebbero essere liberalizzate completamente fra il 1º gennaio 2002 ed il 1º gennaio 2006, riducendo del 20% ogni anno la tariffa piena dell’UE.

Riso e zucchero: dovrebbe essere liberalizzato completamente fra il 1º settembre 2006 e settembre del 2009, riducendo gradualmente a zero la tariffa dell’UE.

La quota di riso da importare senza dazi e tariffe aumenterà da 2.517 tonnellate nel 2001/2 a 6.696 tonnellate nel 2008/9.

La quota di zucchero da importare senza dazi e tariffe aumenterà da 74.185 tonnellate nel 2001/2 a 197.355 tonnellate nel 2008/9.

 

Questi 48 PMA rappresentano il 10% della popolazione mondiale, ma le loro esportazioni rappresentano meno dello 0,5% delle esportazioni mondiali. Con l’Accordo ‘Tutto tranne le armi’ i PMA godranno di nuove opportunità per dare impulso al commercio in progetti specifici e per attrarre nuovi investimenti. Nel Finalncial Times del 4 marzo 2001, Kofi Annan, Segretario Generale delle NU, ha affermato:

‘Solo se i partner commerciali dell’UE aprono i loro mercati come ha fatto l’UE, la liberalizzazione del commercio può contribuire allo sviluppo dei PMA e si potrà ripristinare la fiducia fra i paesi in via di sviluppo.’

 

L’UE è il primo importatore al mondo e il secondo maggiore esportatore di prodotti agricoli. L’UE è anche il maggiore importatore di prodotti agricoli dai paesi in via sviluppo con una cifra di 35,5 miliardi di $ a tariffa zero o estremamente bassa, rispetto ai 20,8 miliardi di $ degli Stati Uniti. Le importazioni dell’UE dai paesi in via di sviluppo, inoltre, sono superiori alle importazioni di USA, Giappone, Canada ed Australia tutte insieme.

 

Ad ogni modo, sembra ragionevole supporre che il prossimo obiettivo dell’UE sia quello di migliorare la cooperazione con gli stati ACP –sia i PMA che gli altri– in settori quali commercio, investimenti e settori legati al commercio, nel contesto del futuro accordo di cooperazione economica previsto dall’Accordo di Cotonou. 

 

Le ultime notizie sugli accordi commerciali dell’UE: Nei negoziati sul libero commercio fra UE e Cile, che riguardano la liberalizzazione del 97-98% del commercio agricolo nell’arco di dieci anni (con il mantenimento delle quote per certi prodotti delicati, come per esempio la carne di manzo) nonché l’accordo sanitario e fitosanitario, le parti hanno concluso un accordo su vini e liquori con precise indicazioni geografiche, espressioni tradizionali ed un maggiore accesso al mercato, in particolare per i vini di qualità.

L’accordo, che è stato negoziato dalla Commissione europea e che il Commissario Lamy sostiene che vada al di là degli impegni dell’OMC di entrambe le parti, deve essere approvato dagli Stati membri dell’UE, dal Parlamento europeo e dal Cile, prima di poter essere sottoscritto ed entrare in vigore.

 

L’avvio del round di negoziati dell’OMC a Doha: A novembre del 2001 i ministri hanno ricordato l’obiettivo a lungo termine, a cui si fa riferimento nell’Accordo, di stabilire un sistema commerciale equo e basato sulle esigenze del mercato, mediante un programma di riforme fondamentali che comprendano norme rafforzate ed impegni specifici sull’assistenza e la tutela, per correggere ed evitare restrizioni e distorsioni nei mercati agricoli mondiali. La dichiarazione ministeriale di Doha sottolinea che

 

’Riconfermiamo il nostro impegno nei confronti di questo programma. Costruendo a partire dal lavoro svolto finora, e senza pregiudicare l’esito dei negoziati, ci impegniamo a portare avanti negoziati di ampia portata volti a: migliorare sostanzialmente l’accesso ai mercati; ridurre, per eliminare gradualmente, tutte le forme di sussidi alle esportazioni; e ridurre significativamente i sussidi nazionali che distorcono il commercio. Condividiamo l’opinione che debba far parte integrante di tutti gli elementi delle negoziazioni e debba essere inserito nei calendari delle concessioni e degli impegni e, ove opportuno, nelle norme e nelle discipline da negoziare, un trattamento differenziale per i paesi in via di sviluppo in modo da essere efficienti dal punto di vista operativo e da permettere a questi ultimi di tener conto delle loro esigenze di sviluppo, compresi la sicurezza alimentare e lo sviluppo rurale. Prendiamo atto delle preoccupazioni non strettamente commerciali che si riflettono nelle proposte di negoziato presentate dai Membri, e confermiamo che verranno prese in considerazione nei negoziati in base a quanto disposto nell’Accordo sull’Agricoltura.’

 

Dal 2000, 126 governi membri (contando l’UE per 16, vale a dire i 15 paesi più l’UE come gruppo unico) hanno presentato 45 proposte e numerosi altri documenti che espongono le loro iniziali posizioni di negoziato (vedere http://www.wto.org/english/tratop_e/agric_e/negoti_ph1_e.htm). Adesso comincia il programma con il lavoro tecnico sulle possibilità concrete di accesso per ciascuno dei tre “pilastri”: sussidi e restrizioni alle esportazioni, accesso ai mercati e con il sostegno nazionale. Parte integrante del programma sarà lo speciale trattamento per i paesi in via di sviluppo, e si terrà conto delle preoccupazioni non strettamente commerciali già espresse. Il programma è stato definito come segue:

 

2002

·         Riunione di giugno: sussidi e restrizioni alle esportazioni (informale 17–19 giugno, formale 20 giugno)

·         Riunione dei primi di settembre: accesso ai mercati (informale 2–3 settembre, formale 4 settembre)

·         Riunione della fine di settembre: sostegno nazionale informale 23–25 settembre, formale 27 settembre)

·         Riunione di novembre: follow-up (informale 18–20 novembre, formale 22 novembre)

·         Dopodiché, circolare entro il 18 dicembre: bozza di prospetto generale presentata dal Presidente Harbinson, sulla base dei dibattiti svolti finora.

2003

·         Riunione di gennaio: revisione esaustiva sulla base del prospetto generale (informale/formale 22–24 gennaio)

·         Bozza: prima bozza del documento sulle modalità

·         Riunione di febbraio: commenti sulla prima bozza (informale/formale 24–28 febbraio)

·         Seconda bozza: seconda bozza del documento sulle modalità

·         Riunione di marzo: esame del testo finale (informale/formale 25–31 marzo)

·         31 marzo: scadenza

 

I negoziati stessi devono concludersi entro il 1º gennaio 2005, nel contesto del compito unico dell’agenda di Doha.

 

La nuova legge agricola statunitense: chiamata "Farm Security and Rural Investment Act of 2002", la legge sulla sicurezza delle aziende agricole e sugli investimenti rurali del 2002 sostituisce il "FAIR Act of 1996", legge del 1996, ed espone vari programmi agricoli in 10 titoli, in particolare i programmi sui prodotti di prima necessità (sussidio agricolo), la conservazione ed il commercio. Durerà 6 anni.

Si calcola che la spesa prevista per i prodotti di prima necessità sarà dell’ordine di $15-20 miliardi all’anno solo per le colture, che equivalgono ad un aumento del 70% (secondo alcuni calcoli la spesa prevede un aumento dell’80%) dell’importo previsto alla fine del FAIR Act. Negli Stati Uniti è stato calcolato che il budget globale della Farm Bill, la legge agricola, nell’arco di 10 anni ammonterà a 180 miliardi di dollari.

Mentre l’analisi continua, è già evidente dalla reazione mondiale alla Farm Bill che gli Stati Uniti, scegliendo di aiutare gli agricoltori in un modo che distorce notevolmente la produzione, hanno perso qualsiasi diritto ad essere una forza credibile per la riforma della politica agricola nei negoziati dell’OMC sull’agricoltura. Inoltre, sovvenzionando i loro agricoltori al massimo dell’attuale tetto stabilito dall’OMC, gli Stati Uniti riducono la loro capacità di accettare ulteriori riduzioni del sostegno che distorce la produzione nel contesto dei negoziati agricoli dell’OMC.

 

(per maggiori particolari vedere:

http://www.europa.eu.int/rapid/start/cgi/guesten.ksh?p_action.gettxt=gt&doc=MEMO/02/94|0|RAPID&lg=EN&display=)

2.         I partner

Il 12 aprile 2002 il Commissario Franz Fischler si è intervenuto al Vertice alimentare europeo della CIAA (Federazione europea delle industrie alimentari) del 2002. In quell’occasione ha parlato, fra gli altri, della necessità di stabilire dei rapporti di collaborazione all’interno del settore:

 

‘tendiamo a dimenticare che la forza di ogni catena dipende dall’anello più debole. [..] Gli agricoltori e l’industria alimentare sono dei partner logici, ma troppo spesso si comportano come concorrenti piuttosto che come collaboratori. [..] Penso che entrambe le parti debbano abbandonare le aspettative non realistiche. Da parte dell’industria manifatturiera e dei commercianti al dettaglio, non è realistico aspettarsi che gli agricoltori possano produrre un’elevata qualità a qualsiasi prezzo. Dovrebbe essere chiaro che la buona qualità ha il suo prezzo. D’altra parte, gli agricoltori non devono aspettarsi di ricevere buoni prezzi solo sulla base della buona volontà delle industrie di trasformazione e dei commercianti al dettaglio. Viviamo in un’economia di mercato, e ciò significa che ogni negoziato consiste di un ‘do ut des’.

 

La realtà del mercato di oggi è diversa da quella di, diciamo, trent’anni fa. Negli ultimi vent’anni, abbiamo riscontrato una spettacolare concentrazione del settore della vendita al dettaglio e dell’industria manifatturiera, con poche aziende in ogni paese che controllano la maggior parte del mercato. Di che cosa hanno bisogno queste grandi aziende? Hanno bisogno di grandi quantità con una qualità costante. Un singolo agricoltore può riuscire a produrre qualità, ma non nella quantità richiesta. Adesso, non propongo di creare aziende agricole di dimensioni maggiori in Europa, perché ci sono molte ragioni per cui abbiamo una struttura di piccole aziende agricole.  Ciò che invece propongo, ad ogni modo, è che vi sia una maggiore collaborazione fra i piccoli agricoltori. Creare delle organizzazioni di produttori potrebbe essere un buon modo per le piccole aziende di conquistarsi un miglior posizionamento sul mercato. E c’è dell’altro: le organizzazioni dei produttori, se ben gestite, possono essere dei partner concreti per l’industria alimentare.

 

[..] Ovviamente, è più facile gestire la qualità se i vari partner della catena alimentare lavorano in più stretta collaborazione. Un modo interessante di stabilire una stretta collaborazione è l’agricoltura contrattuale. L’agricoltura contrattuale è un modo eccellente di integrare il processo di produzione alimentare e l’apertura dei canali di comunicazione. Tutti i partner traggono vantaggio da questa integrazione:

 

·        Gli agricoltori conoscono più facilmente ciò che i loro clienti, per esempio l’industria alimentare, desiderano. E l’industria può influenzare più facilmente i metodi di produzione degli agricoltori.

·        Inoltre, entrambi i partner possono distinguere meglio i loro prodotti mediante la creazione di marchi. È questo il modo migliore per operare nel mercato.

·        Ma l’aspetto più importante di tutti è che entrambi i partner traggono vantaggio dalla maggiore certezza di una programmazione futura: Le industrie manifatturiere e i commercianti al dettaglio possono essere sicuri di ottenere la qualità richiesta ad un determinato prezzo. E gli agricoltori possono essere sicuri di ottenere un certo prezzo per i loro prodotti di qualità.

 

[..] qualche esempio di successo:

 

·        Nei Paesi Bassi, le cooperative di produttori di ortaggi sono state le prime a creare l’agricoltura contrattuale con una rigida gestione della qualità. Da allora, sono state in grado di ottenere un vero potere di mercato in tutta Europa.

·        Un altro esempio è la produzione di carne di maiale in Danimarca. La Danimarca è un paese con una lunga tradizione di cooperative, ma è solo grazie all’adozione di una rigida gestione della qualità che è diventata il leader mondiale della produzione di carne suina.

·        Un altro esempio di successo si può trovare in Austria: 200 coltivatori di patate nei pressi di Vienna hanno fondato una cooperativa di produttori che produce patate conformi alle norme di certificazione ISO 9001. Grazie alla loro qualità costante in quantità sufficienti, sono stati in grado di concludere contratti con i maggiori commercianti austriaci al dettaglio.

 

Perché tutti questi progetti hanno tanto successo? Hanno successo perché sia gli agricoltori che i commercianti al dettaglio traggono davvero vantaggio dalla loro collaborazione; entrambi traggono vantaggio dalla sinergia creata.

 

Per leggere la versione integrale del discorso del Commissario (in inglese) visitare il sito: http://www.europa.eu.int/rapid/start/cgi/guesten.ksh?p_action.submitqry=qry&stockqry=fischler&owner=en

 

 

3.         Le proposte delle organizzazioni di giovani agricoltori su come sopravvivere nel mercato

Le organizzazioni membri del CEJA hanno realizzato diverse attività su cui parlare ed hanno tentato di sviluppare delle strategie su come sopravvivere nel mercato globale. Fra queste occorre menzionare che:
·       I giovani agricoltori dei Paesi Bassi, NAJK, l’anno scorso hanno organizzato un dialogo mondiale su Internet per parlare dell’OMC (per maggiori dettagli visitare il sito www.farmersfuture.org e leggere il rapporto di attività per il 2001 del CEJA). I giovani agricoltori francesi, JA, stanno organizzando il primo possibile congresso FIPA per giovani agricoltori, che si terrà a Parigi a giugno 2003 (il CEJA fornisce aggiornamenti regolari).

·        I giovani agricoltori francesi, JA, hanno descritto la situazione di globalizzazione e il particolare meccanismo di domanda e offerta dei mercati agricoli, ed hanno preso una decisione sulla necessità di introdurre delle quote sul mercato mondiale per evitare il dumping artificiale dei prezzi agricoli (per maggiori  dettagli visitare la nostra pagina web cercando ‘Seminario di Chartres, France – February 2002’ e leggere il rapporto di attività per il 2001 del CEJA).

·        I giovani agricoltori dell’AGIA hanno realizzato un progetto Internet per promuovere la loro esperienza con l’agricoltura di qualità e per cercare di ‘personalizzare il settore agricolo’, presentando storie e aziende agricole di giovani agricoltori sulla rete ed avviando un dialogo diretto fra i produttori ed i consumatori via Internet e a livello locale.

·        I giovani agricoltori danesi l’anno scorso hanno organizzato un seminario CEJA per fornire informazioni sulla cooperativa transnazionale: un modo per adeguarsi alla globalizzazione del mercato (per maggiori dettagli visitare il nostro sito web cercando ‘Seminario di Billund, Danimarca – Novembre 2000).

 

4.                  Come fare sentire la nostra voce in Europa nei prossimi mesi

In allegato accludiamo alcune informazioni supplementari sui prossimi convegni ai quali il CEJA parteciperà attivamente per rappresentare ciò che verrà deciso in questo seminario di Bad Waldsee.

 

4.1              La Convenzione agricola sul futuro dell’Europa – del Parlamento europeo

Nel 2001 è stato deciso di creare una Convenzione europea per studiare le prospettive future dell’Europa. Il partito dei Verdi del Parlamento europeo ha sviluppato l’idea creando una Convenzione Agricola Europea volta a lavorare sulle raccomandazioni da dare alla Convenzione europea, concentrandosi sul ruolo futuro dell’agricoltura europea e delle regioni rurali, e la CAE è adesso membro ufficiale del Forum per la Convenzione sul Futuro dell’Europa.

 

L’obiettivo della CAE è quello di promuovere il dibattito sulle prospettive rurali che deve stimolare il lavoro della Convention on the Future of Europe, e di offrire idee e raccomandazioni alla Convenzione sul ruolo futuro delle regioni rurali e dell’agricoltura in una Comunità europea in crescita. Il dibattito sulle prospettive rurali verrà facilitato grazie al sito web www.agriCulturalconvention.org, e porterà alla riunione della CAE nel Parlamento europeo a Bruxelles, il 6 e 7 giugno prossimi.

 

Joseph Daul e Friedrich-Wilhelm Graefe zu Baringdorf, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo,  si sono assunti la responsabilità di appoggiare la CAE.

 

La società civile e le ONG, le organizzazioni di categoria o governative, la pubblica amministrazione, le imprese ed anche i privati, sono stati invitati a partecipare attivamente. Il CEJA viene spesso contattato ed incoraggiato a partecipare attivamente a questo dibattito, e finora abbiamo inviato il documento distribuito a tutti i ministri dell’agricoltura nella riunione del Consiglio di novembre; è nostra intenzione inviare il parere del CEJA sul futuro della PAC dopo aver ottenuto l’approvazione del Presidium (speriamo il 1º giugno 2002). Gli organizzatori hanno fatto riferimento alla home page del CEJA, e quest’ultimo ha chiesto di creare anche un link diretto al materiale didattico. Il CEJA parteciperà all’evento.

 

Il CEJA incoraggia tutti i membri a visitare il sito web ed vorrebbe incoraggiare un dibattito su questo argomento durante i gruppi di lavoro di Bad Waldsee, per capire come il CEJA si potrebbe integrare ulteriormente.

 

4.2              Convegno su Agricoltura e biodiversità – del Consiglio d’Europa

Questo convegno parte dall’intenzione dei ministri per l’ambiente di realizzare "[…] l’ulteriore integrazione di considerazioni di natura ambientale nelle politiche i tutti i settori (che) è di importanza fondamentale per il miglioramento dell’ambiente" (affermazione fatta durante la Quarta Conferenza Ministeriale dal titolo “Un ambiente per l’Europa”, svoltasi ad  Aarhus il 25 giugno 1998), convocando una conferenza ministeriale sull’agricoltura e l’ambiente, al fine di integrare obiettivi di biodiversità e paesaggistica nelle politiche settoriali.

 

Secondo gli organizzatori, la conferenza cercherà di mostrare come potrebbe essere l’agricoltura se si sovvertisse l’attuale declino della biodiversità e l’impoverimento dei paesaggi agricoli europei. Deve ispirarsi alle iniziative esistenti e adattarsi ai negoziati ed ai programmi agricoli in corso nel contesto dell’OMC, fra le altre organizzazioni, e alla revisione della PAC a seguito dell’allargamento dell’Unione Europea.

 

Per maggiori dettagli su questa conferenza, visitare il sito : http://nature.coe.int/conf_agri_2002

 

L’assemblea generale del CEJA ha fissato come una delle sue priorità politiche per il 2002 la problematica su ‘agricoltura e biodiversità’. Il CEJA ha inviato il documento distribuito ai ministri per l’agricoltura al Consiglio di novembre, e adesso abbiamo intenzione di mandare il parere del CEJA sul futuro della PAC dopo aver ottenuto l’approvazione del Presidio (speriamo il 1º giugno 2002), ed il CEJA parteciperà anche a questo evento.

 

5.            Domande:

Il mercato :

1)         Mercati locali, nazionali, globali – di che tipo di profilo e formazione ha bisogno l’azienda agricola?

2)                  Come devono stare al passo delle condizioni di mercato in continuo cambiamento i giovani agricoltori?

3)                  Potrebbe lo schema di sviluppo rurale essere usato in un certo modo per promuovere il marketing regionale? E se sì, come?

 

4)                  Come gestire il rapporto fra agricoltura, commercio, biodiversità ed un’enorme varietà di prodotti?

5)                  Che cosa comprende una buona prassi agricola?

 

I partner:

6)                  Che cosa si aspetta la vostra organizzazione da un buon partner?

7)                  Storie di successo su come restare un’azienda piccola/diversificata nell’economia globale?

8)                  Storie di successo su organizzazioni di produttori e cooperative nell’economia globale?     

   



[1] I paesi meno avanzati comprendono: Sudan, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Chad, Capo Verde, Gambia, Guinea-Bissau, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Togo, Benin, Repubblica Centroafricana, Guinea Equatoriale, Sao Tomé e Principe, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Burundi, Angola, Etiopia, Eritrea, Gibuti, Somalia, Uganda, Tanzania, Mozambico, Madagascar, Comore, Zambia, Malaxi, Lesotho, Haiti, Isole Salomone, Tuvalu, Krirbati, Vanuatu, Samoa, Yemen, Afghanistan, Bangla Desh, Maldive, Nepal, Bhutan, Myanmar, Laos e Cambogia.

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