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SEMINARIO DI BILLUND (DANIMARCA) 18-20 NOVEMBRE 2000

Resoconto di Mauro Testa



"LA COOPERAZIONE TRANSNAZIONALE, UNA SOLUZIONE PER I GIOVANI AGRICOLTORI?"

Al seminario hanno partecipato, oltre a tutti i membri del Ceja, che hanno illustrato il quadro generale della cooperazione dei loro paesi, molti esperti di cooperazione internazionale. In particolare sono risultati molto efficaci gli interventi di due Direttori di cooperative transnazionali: “Arla food” svedese che si occupa di latte, e “Danish crown” danese che si occupa di macellazione.
Tutto il seminario era improntato su due linee fondamentali: la prima, capire se il modello di impresa cooperativa fosse ancora valido, in particolare per i giovani, la seconda, se lo sviluppo delle imprese cooperative in cooperative transnazionali fosse un modello vincente.
Dopo alcune ore di acceso dibattito è emerso, senza alcun dubbio, che il sistema cooperativo europeo è del tutto simile al mondo agricolo europeo, non per niente è nato sulle basi di quelle particolari esigenze e caratteristiche.
La cooperazione europea è completamente diversa in tutti gli stati membri.
Pure i fini mutualistici, che sono elementi base della cooperazione, non sono per nulla considerati in altri stati, e, come se non bastasse, la differenza maggiore emerge quando si esamina la normativa degli stati membri sulla cooperazione.
In Danimarca, addirittura, non esiste alcuna legge.
Queste differenze hanno influito molto nel corso dei lavori.
Durante il seminario, è, comunque emerso, e questo è il dato nuovo, che i paesi del sud, direi concettualmente simili sulle idee cooperative, sono convinti del ruolo che la cooperativa deve svolgere e della valenza del principio di mutualità, mentre i paesi del nord ritengono lo strumento cooperativo esclusivamente uno strumento economico, superando il criterio che riconosce “un voto” a testa.
Oserei dire che a differenza di tanti seminari, a cui personalmente ho partecipato, questo è stato il primo dove, nel dibattito, è spesso emersa una posizione politica anzichè economica sul modo di intendere la cooperazione.
Per cui le cooperative spesso sono state strumento ideologico e non economico, e credo che questo sia uno dei principali scogli, in particolare nel sud, per portare quei primi passi di innovazione che le imprese cooperative necessitano.
Con questo non si vuole assolutamente affermare che la grande crisi che il modello cooperativo incontra sia di carattere politico, ma piuttosto direi, e questo è pienamente emerso nel dibattito, che, molti giovani agricoltori non vedono più nel modello cooperativo, uno strumento valido per il futuro delle imprese agricole.
Molti giovani agricoltori, ritengono che il modello cooperativo, se non subirà sostanziali cambiamenti che lo rendano più rispondente alle esigenze e ai bisogni dei giovani "soci", non potrà avere un futuro.
Va aggiunto, però, che già oggi in molte parti dell'unione europea la cooperazione svolge un ruolo fondamentale non solo per i soci, ma nell'intero contesto economico-sociale del territorio.
Vi sono aree, che potremmo definire svantaggiate, dove se non esistessero le cooperative, l'agricoltura in particolare, sarebbe una attività penalizzata.
E' per questo ed altri motivi ancora, che il sistema economico cooperativo, non è da sottovalutare. E’ uno strumento economico su cui riflettere, in cui i giovani agricoltori devono essere più protagonisti affinchè, con le adeguate modifiche, la cooperazione possa svolgere un proficuo ruolo nello sviluppo dell’agricoltura.
A questo punto ci si domanderà cosa sono le cooperative transnazionali.
Ebbene, le cooperative transnazionali non sono altro che cooperative la cui base sociale, è composta da persone residenti in stati diversi.
Le uniche cooperative transnazionali esistenti, attualmente, si trovano nel nord europa, e sono veri e propri “colossi”, con fatturati di migliaia di miliardi.
Dove esistono sono un vero e proprio monopolio, es. L’Arla, per il latte, rappresenta oltre il 90% del prodotto del mercato interno, e, in particolare, non c’è nessuna altra cooperativa del settore che crei problemi di concorrenza.
Il processo decisionale è completamente diverso, sia nella forma che nel merito.
Infatti, si tratta di un sistema misto a due livelli: al primo è riconosciuto un potere ai soci, ai quali è attribuito un voto a testa, mentre al secondo livello, è riconosciuto un potere basato esclusivamente sul principio della rappresentanza in relazione al peso economico.
In altre parole esiste un livello di cooperazione di primo grado ed un livello di cooperazione di secondo grado che prevale, per cui non sono più i soci che decidono ma diverse figure di professionisti che rappresentano il vero gruppo dirigente.
Le cooperative transnazionali hanno come unico obiettivo il risultato economico, tutti gli altri principi, quando esistono, passano in secondo piano.
Ogni attività, decisione, strategia, è finalizzata al solo risultato economico.
La loro grande dimensione è il vero potere. L’unico loro problema sono le leggi antitrust dei paesi di riferimento.
Le altre difficoltà che incontrano le cooperative transnazionali sono: la lingua, la cultura, le tradizioni, i diversi modi di lavorare, i percorsi decisionali e da ultimo le legislazioni degli stati.
Come molte volte riportato, questi scogli vengono abbondantemente superati, dai risultati economici.
Va aggiunto, infine, i soci di queste cooperative hanno un’età media sotto i quaranta anni, e che al compimento dell'età pensionabile, il socio, viene automaticamente liquidato, creando un vero e proprio sistema di ricambio generazionale efficientissimo.
Se ci si domanda se questo modello di cooperazione possa rappresentare un modello vincente, dal dibattito non è risultato un chiaro ed evidente SI’.
Io ritengo, invece, che questo modello possa rappresentare il futuro, cambiando la cooperazione senza cancellarne la storia, anzi, facendo tesoro di ciò che di buono rimane, e cambiando tutto ciò che non serve più, senza alcuna esitazione o qualsivoglia soggezione.
Per meglio capire, o approfondire si consiglia la lettura dei seguenti documenti:

  1. doc. di preparazione al seminario
  2. il testo approvato dal cogeca dal titolo “Lo sviluppo delle cooperative agricole nella UE”, edito da CLUA edizioni , scritto da Onno-Frank van Bekkum e Gert van Dijk.


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