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Conseil Européen des Jeunes Agriculteurs
Rue de la Science 23-25 b.p. 11 B-1040 Bruxelles
tél: (+ 32 2) 230 42 10 fax: (+ 32 2) 280 18 05
Brussels, 8 November 2000
Documento di lavoro per il Seminario CEJA di Bilund, Danimarca
18-20 November 2000
Le cooperative transnazionali sono la soluzione adatta per
i giovani agricoltori?
Il crescente livello di globalizzazione porta ad un aumento della
liberalizzazione delle merci e dei servizi anche nel settore agricolo.
Per offrire all’agricoltura europea un futuro, dobbiamo fornire
ai giovani leader del settore informazioni su metodi di produzione
alternativi e strategie commerciali e di marketing, tra le quali
possiamo nominare l’associazione in cooperative transnazionali.
1.0 Che cos’è una cooperativa transnazionale
Una cooperativa transnazionale è il risultato di cooperative nazionali
con membri approvati provenienti da altri paesi, oppure è una
fusione tra cooperative appartenenti a diversi paesi, quindi con
le seguenti caratteristiche:
- i membri si trovano in due o più paesi
- tutti i membri sono considerati uguali per quanto riguarda
i diritti e i doveri nei confronti della democrazia interna,
dei finanziamenti e delle altre relazioni economiche;
- i membri sono riuniti al fine di ottenere vantaggi economici
per tutti indipendentemente dalla nazionalità.
Una cooperativa nazionale che include membri di altri paesi solitamente
ha origine nel paese in cui risiede la maggior parte dei membri.
La cooperativa ha i suoi uffici e impianti di produzione ubicati
nel paese di origine, ma può avere acquisito nuovi uffici e impianti
grazie all’ingresso di nuovi membri. La cooperativa verrà considerata
a carattere transnazionale con l’espansione ad altri paesi quale
parte di una normale strategia di sviluppo.
Le cooperative possono attuare una fusione tra diversi stati o
vi può essere una cooperativa nazionale che acquisisce una cooperativa
in un altro paese, con membri in entrambi i paesi che sono interamente
o parzialmente integrati nella fusione. In questo caso si parla
di cooperativa a profilo multinazionale.
2.0 Le possibilità delle cooperative transnazionali
Le imprese dell’industria alimentare stanno sviluppando strutture
sempre più internazionali e sempre più globali. Le principali
multinazionali quali Nestle, Unilever, Kraft e Danone sono state
in grado di posizionarsi in ruoli ancora più dominanti all’interno
di settori interessanti e proficui dell’industria alimentare.
Le cooperative nelle quali i membri siano allo stesso tempo utenti
e possessori di capitali, vedono il formarsi di ostacoli a cui
il settore delle multinazionali alimentari private non deve far
fronte, ad esempio nel caso della mancanza di capitali. Le cooperative
spesso non possiedono capitali, dal momento che gli introiti solitamente
non sono sufficienti per ottenere un’espansione significativa
della produzione e i prestiti vengono normalmente evitati a causa
del rischio finanziario coinvolto. L’espansione potrebbe essere
un modo per superare le barriere finanziarie, mentre la fusione
transnazionale potrebbe accrescere le possibilità di una migliore
organizzazione delle vendite, della produzione, ecc.
2.1 Una cooperativa nazionale può essere obbligata ad accettare
membri di altri paesi?
Secondo la Federazione delle Cooperative Danesi sembra che nelle
corti europee non vi sia nessuna discussione a livello legale
circa una tale domanda. Considerando le operazioni commerciali
di una cooperativa nazionale con fornitori e acquirenti esteri
e la proibizione delle discriminazioni nazionali, sembra ragionevole
dedurre che gli stranieri possano vantare diritti legali nei confronti
dell’ammissione alle stesse condizioni dei membri nazionali.
3.0 Ostacoli per le cooperative transnazionali
Maggiori sono le dimensioni della cooperativa, più difficile è
assicurare l’impegno di ciascuno dei membri. Quindi la sinergia
può essere messa in pericolo a causa di fattori quali la mancanza
di fiducia, l’alleanza tra partner, la mancanza di competenze,
di comprensione reciproca e perfino a livello linguistico. Oltre
agli ostacoli pratici che si presentano in tutti i tipi di cooperativa,
le cooperative transnazionali si trovano a dover affrontare i
problemi aggiuntivi di cui viene data spiegazione di seguito.
3.1 Ostacoli culturali
La fusione a livello transnazionale può creare problemi linguistici,
disaccordi circa la definizione dei scopi e degli obiettivi delle
cooperative e difficoltà nella definizione degli aspetti amministrativi
e organizzativi in merito alle attività democratiche svolte dai
membri quali le elezioni, i dibattiti e lo scambio di informazioni.
3.2 Ostacoli legislativi
3.2.1 Legislazione sulle cooperative
La collaborazione transnazionale attualmente prevede che i membri
stranieri siano soggetti alla legislazione sulle cooperative in
vigore nel paese in cui è ubicata la sede della cooperativa di
cui fanno parte. Fin dai primi anni settanta l’Unione Europea
ha cercato di sviluppare uno statuto comune per le proprie cooperative
con l’obiettivo di creare una prassi comune europea. Tuttavia,
i disaccordi derivanti principalmente dalle norme di rappresentanza
dei dipendenti all’interno del consiglio, fino a questo momento
ha fatto in modo che questo non potesse accadere.
3.2.2 Legislazione nazionale
La legislazione dell’Unione Europea riguardo ad ambiente, imposte
e dazi doganali, norme sanitarie, produzione agricola, ecc. non
è armonizzata, e l’euro non è la divisa ufficiale in tutti gli
stati membri. In pratica, ciò può creare ostacoli e problemi dovuti
alla diversità delle condizioni in cui si trovano i membri.
La legislazione ambientale non armonizzata a livello europeo,
ad esempio, implica che una cooperativa produttrice di zucchero
restituisca ai membri esteri il terreno dopo la raccolta e la
pulizia delle barbabietole poiché il terreno viene considerato
pericoloso a livello ambientale dalle autorità straniere.
Il fatto che l’euro non sia stato introdotto in tutti e 15 gli
stati membri causa problemi riguardo agli scambi e ai pagamenti
e in pratica obbliga i membri “esteri” ad aprire un conto bancario
nel paese in cui è ubicata la cooperativa. Inoltre, anche i diversi
sistemi fiscali applicabili alle cooperative che operano transnazionalmente
causano problemi. In Danimarca, il sistema fiscale applicabile
alle cooperative si basa sull’aspettativa che i membri pagheranno
le tasse sul reddito nel momento in cui la cooperativa riceve
il pagamento. Con membri oltre frontiera, le cose potrebbero portare
ad un cambiamento.
Infine, le condizioni sanitarie richieste dai consumatori e previste
dalla legge potrebbero perfino dare problemi a un’unità di produzione
integrata.
3.2.3 Ostacoli creati dalle norme sulla concorrenza
All’interno della Comunità Europea, gli accordi su cartelli in
grado di portare ad una posizione dominante di abuso all’interno
dei mercati è vietata. Nel 1962 il Consiglio Europeo ha permesso
agli agricoltori, a determinate condizioni, di collaborare tramite
cooperative, dal momento che questa struttura produttiva veniva
vista rafforzare il potenziale produttivo degli agricoltori e
svolgeva un ruolo importante nell’implementazione della Politica
Agricola Comune (regolamento del Consiglio (CEE) n. 26/62).
Secondo quanto prescritto da questo regolamento, l’esenzione si
applica solamente alle cooperative con membri appartenenti ad
un unico stato membro. Il regolamento non ha rappresentato un
ostacolo diretto alle cooperative transnazionali già esistenti,
ma forse potrebbe rappresentare un ostacolo in vista di fusioni
transnazionali future.
3.3 Limitazioni imposte dalle leggi europee alle fusioni
Le condizioni imposte dalle norme europee sulle fusioni sono le
stesse per le società appartenenti a tutti i settori, per tutti
i tipi di proprietà ed include la fusione di società all’interno
dello stesso stato membro, in stati diversi e anche al di fuori
dell’Europa.
La Commissione Europea può solamente vietare le fusioni all’interno
dell’Unione Europea per le società con un fatturato internazionale
superiore a 5.000 milioni di Euro ed un fatturato europeo superiore
a 250 milioni di Euro per ciascuna delle due o più società coinvolte.
Se questi criteri relativi al fatturato vengono soddisfatti, la
Commissione Europea deve valutare se la fusione possa portare
o meno alla creazione o a un rafforzamento di una posizione dominante
all’interno di uno qualsiasi dei mercati in cui le società oggetto
della fusione sono attive. Questo obbliga la Commissione Europea
a considerare ogni caso particolare e a stabilire quali sono i
mercati attinenti, qual è la posizione delle società su quel mercato,
quali possibilità hanno i concorrenti, i clienti e i fornitori
al fine di impedire alla società l’aumento dei suoi prezzi.
Fino ad oggi, nel settore delle cooperative solamente un caso
è stato trattato secondo le norme europee sulle fusioni. Si tratta
della fusione tra Danish Crown e Vestjyske Slagterier, due macelli
che si trovano sul territorio danese.
3.4 La PAC
Questa sezione analizza se i sistemi di gestione della fornitura
secondo la PAC possono rappresentare un ostacolo nella creazione
di cooperative transnazionali.
3.4.1 Latte
Per quanto riguarda le quote latte, le cooperative transnazionali
non sono vietate, ma le quote latte e le consegne vengono quantificate
a livello nazionale. Inoltre, le “quote” sono riferimenti individuali
ed appartengono ad un produttore “singolo” (persona fisica o giuridica
o gruppo di persone fisiche o giuridiche che si occupano di una
proprietà) all’interno di un unico stato membro. Le quote vengono
amministrate a livello di acquirente (industria lattiero-casearia),
che gestisce le quote delle diverse proprietà per il latte che
raccoglie. Ne consegue che:
- l’acquirente deve anche quantificare le consegne in considerazione
della quota individuale all’interno del territorio nazionale;
- il latte non può essere esportato fino a quando non è stato
raccolto dall’acquirente nello stato membro di origine e considerato
per la quota nazionale.
Solo l’autoconsumo (cioè nessun tipo di commercializzazione)
e la “vendita diretta” al consumatore finale (circa l’1% delle
quote) sono esenti da queste procedure.
Esempi di gestione delle quote nel settore lattiero-caseario:
Milchunion Hocheifel è il più importante produttore europeo
di prodotti UHT a lunga conservazione, prodotti che vengono venduti
in diversi paesi dell’Unione Europea. Si tratta di una cooperativa
lattiero-casearia tedesca con membri in Belgio e Lussemburgo,
con un numero totale di membri pari a 3.050 unità, di cui 250
in Lussemburgo e 400 in Belgio.
Milchunion Hocheifel ha rilevato latterie in Belgio e in Lussemburgo
e ha offerto la possibilità di partecipazione ai fornitori stranieri.
Tutti i membri sono considerati allo stesso livello e i diritti
e gli obblighi sono gli stessi per tutti.
La produzione si basa sulla raccolta diretta del latte in Germania,
Belgio e Lussemburgo. Il latte viene quindi lavorato presso uno
stabilimento ubicato in Germania secondo l’articolo 9 del regolamento
del Consiglio (CEE) n. 3590.
Arla Foods è la più importante cooperativa europea nel
settore lattiero-caseario. È stata creata in seguito alla fusione
tra la svedese Arla Foods e la danese MD Foods e include circa
17.600 membri, 8.100 residenti in Svezia e 9.500 in Danimarca.
Arla Foods, con sede in Danimarca, riceve circa 7 miliardi di
kg di latte, dei quali 6,2 miliardi provengono da membri nei due
paesi.
La fusione è stata realizzata nel momento in cui il potenziale
di crescita su scala nazionale si stava esaurendo o si rivelava
impossibile, ed è stata effettuata per soddisfare le necessità
del crescente numero di catene al dettaglio e per far fronte alle
società concorrenti del settore. Fino al 2003 i prezzi da pagare
ai membri verranno decisi a livello nazionale, quindi i produttori
continueranno a consegnare alle società di lavorazione nazionali,
non creando così problemi relativi alle quote. Tuttavia, secondo
l’articolo 9 del regolamento del Consiglio (CEE) n. 3590, dal
2003 Arla Foods sarà obbligata a contare le quote latte secondo
il piano nazionale prima che questo possa lasciare lo stato membro
nel quale è stato prodotto.
3.4.2 Olive
Per quanto riguarda le olive, il fenomeno delle cooperative transnazionali
è piuttosto raro. Il regolamento 2366/98 dichiara che ogni produttore
che deve presentare una dichiarazione sul raccolto ed una richiesta
di aiuti, lo deve fare a livello regionale. Se il produttore desidera
ricevere degli aiuti, egli è soggetto ai normali controlli previsti
dalla legge. La quota massima garantita si basa sugli importi
totali degli aiuti richiesti, che vengono automaticamente riferiti
ad uno stato membro. In teoria la cooperativa non ha nulla a che
vedere con gli aiuti.
3.4.3 Tabacco
Nel settore del tabacco, il fenomeno per il quale i produttori
sono membri di un’organizzazione appartenente ad un altro stato
membro è abbastanza insolita, mentre accade che i produttori vendano
il tabacco grezzo a industre di lavorazione ubicate in altri stati
membri. Per esempio, il tabacco austriaco viene lavorato in Germania
(secondo il regolamento del Consiglio (CEE) n. 2075/92 alle organizzazioni
produttrici non è permesso lavorare il tabacco).
Le maggiorazioni sul tabacco vengono pagate al coltivatore solamente
se questo è stato soggetto ai normali controlli previsti dal regolamento
e dopo che le autorità hanno ricevuto il certificato di lavorazione.
La quota massima garantita si basa sugli importi totali degli
aiuti richiesti nei singoli stati membri. Esiste una corrispondenza
intergovernativa nei casi in cui il tabacco venga lavorato da
una società appartenente ad un altro stato membro e che potrebbe
essere una cooperativa, la qual cosa in teoria non ha nulla a
che vedere con questo problema.
3.4.4 Cotone
Per quanto riguarda il cotone, il fenomeno delle cooperative transnazionali
è piuttosto raro. Tuttavia, le normative di mercato vengono sviluppate
in modo da rendere possibile alle autorità l’identificazione di
ogni produzione effettuata da un singolo produttore durante l’intero
processo di lavorazione, e non sembrano creare alcun problema
nel caso il cotone venga lavorato da una cooperativa in un altro
stato membro.
Informazioni supplementari:
‘Transnational Co-operatives’ Søren Büchmann, The Federation of
Danish Co-operatives, 1999
‘The internationalisation of member owned Firms (1996)’, Peter
Normark, International Co-operative Information Centre, Review
of International Co-operation, vol. 89, n. 2/1996, pagine 53-61
Ulteriori informazioni sulle condizioni da rispettare in caso
di fusione sono disponibili al sito http://europa.eu.int/comm/competition/index_en.html
Ulteriori informazioni riguardo alla decisione della Commissione
Europea che delinea il soddisfacimento delle normative della fusione
per i due macelli danesi sono disponibili sul sito: http://europa.eu.int/comm/competition/mergers/cases/decisions/m1313_en.pdf
Conseil Européen des Jeunes Agriculteurs
Rue de la Science 23-25 b.p. 11 B-1040 Bruxelles tél: (+ 32 2)
230 42 10 fax: (+ 32 2) 280 18 050.
Transnational co-operatives - to what extent is this the solution
for young farmers
18-20th November 2000
Friday 17th November
Arrival of participants
Saturday 18th November
09h00 Welcome speech by Lars Hansen, president of Danish young
farmers
- Welcome speech by Arnold Puech d’Alissac, president of CEJA
- ‘Transnational cooperative - a threat against the national
cooperative?’ Intervention by Bent Juul Sørensen, president
of Danish co-operatives
- Perspectives and possibilities in the transnational cooperatives
Intervention by Flemming Just, professor from University of
Sydfyn
- ‘The future of agricultural co-operatives - Co-operative
response to present and future challenges’ Intervention by Søren
Svendsen, researcher on co-operatives from Aarhus Commercial
University Discussion
12h00 Lunch
13h30 Work groups:
- The English speaking working group: national contra transnational
cooperatives - advantages and disadvantages.
- The international working group: the possibilities and obstacles
for young farmers to set up in transnational cooperatives?
17h00 End of days work
19h00 Dinner at the hotel
Sunday 19th November
09h00
- ‘Factors of success in the development of transnational co-operatives’
Intervention by Søren Büchmann, vice-director of Danish co-operatives
- ‘How can a national cooperative develop into a international
company?’ intervention by Niels Mikkelsen, Danish Crown Discussion
12h00 Lunch
13h30 Working groups continues
17h00 Conclusions of the working groups
18h00 End of seminar
19h00 Dinner at the hotel
Monday 20th November
09h00
- Farm visits
- Visit to Danish Crown
- Association for Danish agricultural research
15h00 End of seminar
15h30 Departure of participants
Addresses:
Conference place
Hotel Legoland
Aastvej 10
7190 Legoland
Tel: +45/75 33 12 44
Fax: +45/75 35 38 10
Hotel place
Billund Vandrehjem
Ellehammers Alle 2
7190 Billund
Tel: +45/75 33 27 77
Fax: +45/75 33 28 7
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