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Proposte Riforma OCM Riso
Movimento Giovanile - Coldiretti - ANGA AGIA
Le crescenti difficoltà del settore impongono, con urgenza, la necessità di rivedere le regole dell'organizzazione comune di mercato, prima della conclusione dei negoziati WTO.
Le principali problematiche relative all'o.c.m. riguardano:
- il livello dell'aiuto comunitario;
- il sistema delle importazioni;
- i meccanismi di intervento;
- il livello di produzione comunitaria.
Il livello dell'aiuto comunitario. Le specificità colturali e i positivi aspetti ambientali della risicoltura impongono una modifica dell'attuale livello dell'aiuto a superficie per garantire il mantenimento della coltura con particolare attenzione alle aree tipiche di produzione.
E' necessario quindi:
- un aumento degli aiuti a superficie, in funzione delle caratteristiche specifiche della coltura, e la definizione di una SMG per le aree tradizionali con uno specifico aiuto.
- Individuare norme specifiche di collegamento con le misure strutturali e agroambientali previste nell'ambito del regolamento sullo 'Sviluppo Rurale' sulla base delle peculiarità agronomiche e ambientali della coltura del riso.
- L'ipotesi di riferirsi alla resa mais per il calcolo delle compensazioni è senz'altro positiva. In alternativa si richiede che vengano aumentate, in virtù dei miglioramenti agronomici e varietali le rese di riferimento per il riso.
Il sistema delle importazioni. Lo squilibrio domanda-offerta è notevolmente influenzato da un sistema delle importazioni eccessivamente liberalizzato. Per agevolazioni e specifiche concessioni definite in vari accordi internazionali, infatti, possono accedere al mercato comunitario notevoli volumi di prodotto a prezzi inferiori a quelli del mercato interno. Le importazioni agevolate determinano, inoltre, un 'trascinamento' di 'prodotto a prezzo pieno' con effetto moltiplicatore dei quantitativi importati che accentuano lo squilibrio domanda offerta.
Un ulteriore elemento di distorsione è rappresentato dal meccanismo del prezzo plafond, definito dagli ultimi accordi GATT, che fissa il prezzo massimo del prodotto semigreggio importato comprensivo del dazio. Il prezzo plafond è correlato al prezzo di intervento del risone attraverso coefficienti moltiplicativi; ad ogni riduzione del prezzo di intervento corrisponde una riduzione del prezzo plafond che determina effetti distorsivi anche sulla remunerazione dei costi intermedi di lavorazione.
In tale situazione, qualsiasi intervento teso ad eliminare il sistema dei dazi o il prezzo di intervento accentuerebbe lo squilibrio del mercato.
E' necessario quindi:
- arrivare al superamento dell'attuale meccanismo del 'prezzo plafond' preservando il meccanismo dell'intervento, così come espressamente previsto anche dal 'Rapporto Roessler' che evidenzia l'assenza di conformità tra lo stesso 'prezzo plafond' e l'art. 4.2 dell'Accordo agricolo raggiunto in ambito GATT;
- mantenere comunque il sistema dei dazi alle importazioni, aumentando le tariffe almeno a livello attualmente previsto dagli accordi GATT (264 euro/t).
I meccanismi di intervento. L'applicazione delle misure di intervento risultano indispensabili per le connotazioni del mercato. Importanti quote di produzione comunitaria sono conferite all'intervento per le difficoltà di collocamento del prodotto sul mercato e in assenza di tale misura si accentuerebbe lo squilibrio domanda offerta.
Per cui:
- Si ribadisce la netta contrarietà all'abolizione dell'intervento. La posizione è giustificata peraltro dalla considerazione che l'OCM di tutti gli altri cereali anche nella riforma di Agenda 2000 verso cui anche il riso tende ad omologarsi conferma il sistema di intervento pur associandolo ad riduzione del prezzo d'intervento stesso. Il meccanismo, al limite, potrebbe assumere la fisionomia e la denominazione di 'rete di sicurezza o di salvaguardia';
- Si ritiene necessario valutare, comunque, il meccanismo di aiuti all'eventuale ammasso privato con modalità da concordare, che valorizzino il ruolo delle Organizzazioni economiche dei produttori atteso anche che tali operazioni non possono essere sostenute a livello di singole imprese.
Il livello di produzione comunitaria. Il trend positivo delle superfici investite, il miglioramento delle rese agronomiche e dei rendimenti alla trasformazione possono determinare, secondo la Commissione UE, le condizioni per il consolidamento di un'eccedenza produttiva che potrebbe diventare strutturale. Per tale motivo la Commissione intende adottare misure volte ad una riduzione delle aree coltivate, anche attraverso l'applicazione del set-aside, e una semplificazione della gestione con l'inserimento della superficie a riso nel regime generale seminativi.
In merito a tali aspetti:
- Si ribadisce la necessità di mantenere la SMG specifica per il riso, anche in considerazione che, nonostante il trend positivo degli investimenti, la superficie risicola è comunque inferiore al tetto imposto nel 1995 e che le stime della campagna 99/2000 registrano una flessione della superficie comunitaria di circa il 4% rispetto alla precedente campagna. La SMG dovrà essere mantenuta per singolo stato membro e indipendente da quella definita per le altre colture. Analogamente si ritiene necessario mantenere un plafond finanziario specifico per il riso;
- Si ritiene che potrà essere attentamente valutata l'eventuale introduzione del set-aside ai fini agronomici di rotazione anche come strumento per contrastare la problematica del 'riso crodo'. Pertanto, se la Commissione riterrà di non poter fare a meno della misura del set-aside come strumento di controllo della produzione, si richiede di aumentare il livello di remunerazione in relazione ai più elevati costi fissi sostenuti.
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