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Conseil Européen des Jeunes Agriculteurs
Bruxelles, 22 dicembre 1999

Il concetto di multifunzionalità e il round dell'OMC del nuovo millennio


Il Consiglio Europeo dei Giovani Agricoltori (CEJA) rappresenta circa un milione di giovani agricoltori appartenenti a tutti gli stati membri dell'Unione Europea. Come giovani agricoltori dell'Unione Europea, riteniamo che il settore agricolo ricopra un importante ruolo multifunzionale ed incoraggiamo coloro che si occupano di politica a prendere in considerazione questo argomento durante le negoziazioni dell'OMC.


Il concetto di multifunzionalità

Il ruolo dell'agricoltura è basato su tre funzioni principali, che in larga misura sono connesse tra loro e forniscono alla società una gamma di merci commerciabili e non commerciabili. Queste tre funzioni principali sono:

  • La produzione di alimenti, mangimi e fibre
  • La conservazione dello sviluppo e del paesaggio rurale
  • Il contributo all'attuabilità delle aree rurali e di uno sviluppo territoriale bilanciato.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i governi si sono concentrati sull'incoraggiamento alla produzione dei cibi attraverso sistemi di supporto dei prezzi chiaramente collegati alla produzione. Tuttavia, le altre funzioni dell'agricoltura sono diventate più importanti in molti paesi del mondo.
I giovani agricoltori europei sostengono le decisioni dei politici riguardo all'inclusione di problematiche non agricole all'interno della politica agricola ed incoraggiano la necessità di guardare al ruolo del settore agricolo come ad un elemento multifunzionale. Il ruolo della multifunzionalità non solo include la produzione di alimenti, mangimi e fibre, ma assicura inoltre la sicurezza a lungo termine del cibo per la società, la fattibilità rurale, l'eredità culturale, la conservazione del territorio, il paesaggio agricolo, la diversità agro-biologica e la salute fitosanitaria e sanitaria.
Il settore agricolo innanzitutto assicura la produzione di alimenti, mangimi e fibre per soddisfare i consumatori. Tuttavia, la produzione agricola aiuta anche a ridurre la tendenza allo spopolamento nelle aree rurali assicurando posti di lavoro. Come risultato, questo assicura la continua presenza di una società locale in salute e mantiene l'eredità culturale delle aree rurali. L'esistenza del settore agricolo aiuta inoltre ad evitare la desertificazione del territorio, che potrebbe avere conseguenze negative sull'ambiente (irrigazione, scomparsa delle bio-diversità, ecc.) e che apporterà cambiamenti nel paesaggio. In breve, l'esistenza del settore agricolo è basilare nell'assicurare una vita rurale prospera e sostenibile.
I giovani agricoltori europei ritengono che il concetto di agricoltura multifunzionale sia importante per tutti gli agricoltori e ritengono che tale concetto debba essere sviluppato a livello mondiale piuttosto che a livello nazionale.


Il prezzo della multifunzionalità

Nei casi in cui il pubblico richiede agli agricoltori più di quanto può essere considerata buona pratica agricola, l'agricoltore fornisce un bene o un servizio pubblico, che non può essere compensato adeguatamente senza una politica d'intervento. L'assicurare alla società di un livello più elevato di benessere ha un prezzo, così come ha un prezzo il concetto di multifunzionalità. Sebbene il concetto non possa essere visto come una merce commerciabile, è stato visto come esteriorità positiva, o come un servizio fornito ad una società per il quale dovrebbe essere concesso un pagamento compensativo.
Il valore del pagamento compensativo deve dipendere dai costi aggiuntivi che gli agricoltori devono affrontare per soddisfare le richieste del pubblico.

Il concetto di multifunzionalità e l'OMC

I pagamenti compensativi aiutano i produttori che affrontano costi aggiuntivi di produzione dovuti a standard imposti di benessere e di protezione ambientale più elevati. Questi non possono essere considerati elementi di disturbo per il commercio, dal momento che il loro utilizzo è rivolto a soddisfare valori non commerciabili richiesti dal pubblico e/o dai contribuenti. Questi pagamenti devono quindi essere considerati come misure della "scatola verde", qualunque forma essi assumano.


Breve spiegazione di base per questo documento

Nel round appena iniziato, il gruppo del CAIRNS e probabilmente gli Stati Uniti combatteranno per la riduzione dei pagamenti compensativi di supporto interno (cosiddette misure della "scatola blu") per ettaro (per area o raccolto fisso), per capo di bestiame o per un'area ristretta, ed i pagamenti dovranno essere effettuati secondo un programma di limitazione della produzione.
La categoria della scatola verde attualmente include le spese per i servizi generali, lo stoccaggio pubblico ai fini della sicurezza alimentare, gli aiuti interni per il settore alimentare, il sostegno dei redditi a base fissa, l'assicurazione del reddito, i programmi "rete di sicurezza", le misure di soccorso in caso di catastrofe, i programmi per il ritiro dei produttori, i programmi di smobilizzo delle risorse, l'assistenza per l'adeguamento strutturale attraverso gli aiuti per gli investimenti, i pagamenti secondo programmi ambientali ed i pagamenti secondo programmi di assistenza regionale. Tuttavia, la scatola verde non prende in considerazione aspetti quali il benessere degli animali.
Mentre sta lottando per mantenere la "scatola blu", l'UE è anche fortemente interessata ad una serie di nuove problematiche, che generalmente non vengono incluse tra i temi tradizionali delle negoziazioni commerciali, ma che nonostante ciò può avere effetti importanti sul commercio. Queste problematiche, che negli anni a venire probabilmente domineranno l'ordine del giorno UE in modo sempre crescente, includono argomenti quali gli standard per la salute e la sicurezza, il benessere degli animali, le biotecnologie ed in particolare gli organismi geneticamente modificati, le informazioni sulle etichette per i consumatori e la relazione tra l'agricoltura, il commercio e l'ambiente.
L'UE deve cercare di includere nuove categorie tra le misure della scatola verde, difendendo allo stesso tempo la continuità delle misure della scatola blu. Tuttavia, dal momento che la cosiddetta clausola di pace dell'Uruguay round scadrà nel 2003, l'UE deve cercare di portare a termine le negoziazioni prima di quella data. Se questo non avverrà, scomparirà la protezione specifica in grado di evitare che i sussidi interni e all'esportazione vengano attaccati sulla base di altri accordi e regolamentazioni dell'OMC.





Conseil Européen des Jeunes Agriculteurs
Bruxelles, 5 gennaio 2000

Documento di lavoro per il Seminario CEJA di Bruxelles, Belgio
18-20 febbraio 2000
Il concetto di multifunzionalità ed il Round del nuovo millennio


Tutti i paesi tentano di impegnarsi riguardo ad obiettivi nazionali importanti come l'attuabilità delle comunità rurali, l'ambiente, la sicurezza alimentare ed altre questioni associate all'agricoltura nelle aree rurali e remote. L'Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC) ha sempre riconosciuto l'importanza degli obiettivi di queste politiche nell'ambito delle questioni di tipo non commerciale.
Gli stati membri dell'UE, la Norvegia, il Giappone e la Corea, nel 1998 hanno coniato il termine "multifunzionalità dell'agricoltura" per descrivere un insieme di questioni agricole di tipo non commerciale. Alcuni di questi paesi sostengono che i loro particolari problemi di tipo non commerciale giustificano il mantenimento dei finanziamenti agricoli legati alla produzione e livelli elevati di protezione dei confini. Di seguito riportiamo un insieme di argomentazioni a favore e a sfavore del concetto di multifunzionalità, che giustificherebbe la continuazione dei finanziamenti agricoli legati alla produzione.

1.0     Sicurezza alimentare
1.1     OCSE - l'approccio neutro

La sicurezza alimentare include la produzione interna e la fornitura alimentare derivante da fonti alternative, cioè lo stoccaggio pubblico, l'importazione ed il potenziale della produzione inutilizzata, misure che possono essere attivate nei periodi di crisi. Le importazioni alimentari possono essere considerate un sostituto della produzione interna, ma a causa del rischio più elevato che possono rappresentare nei periodi di crisi, non sono un perfetto sostituto. Anche lo stoccaggio pubblico può soddisfare le necessità alimentari in situazione di crisi, ma solo per un periodo di tempo limitato. Questo tipo di stoccaggio ed una diversificazione delle fonti di importazione sono solitamente sufficienti per far fronte alle interruzioni a breve termine delle linee di fornitura provenienti da alcune parti del mondo. La conservazione di un certo potenziale di produzione interna sarà la scelta più adeguata nei casi in cui si verifichi una grave e prolungata destabilizzazione dei mercati internazionali, incluso il sistema dei trasporti internazionale. (OECD, Multifunctionality: a framework for policy analysis, pag. 16 paragrafo 62-63).

1.2     Norvegia - l'approccio positivo
La sicurezza alimentare è un problema pienamente legittimo per tutti i paesi e richiede, tra le altre cose, politiche per la protezione delle terre arabili, della produzione nazionale, il mantenimento di una popolazione agricola di grandezza ragguardevole ed una struttura di produzione decentralizzata. La spesa pubblica riguardante tali politiche sarebbe da considerarsi come funzione della popolazione in termini di avversione al rischio, e capacità e possibilità di pagamento (Ministero norvegese dell'agricoltura, Non-Trade Concerns in a Multifunctional Agriculture, 2 giugno 1998, p.1).

1.3     Australia - l'approccio scettico
Molti paesi più poveri ed in via di sviluppo dipendono in maniera consistente dall'agricoltura, ed hanno sofferto a causa del supporto e della protezione estesa all'agricoltura offerto in alcuni paesi sviluppati. Le politiche che incoraggiano il protezionismo hanno l'effetto di deprimere i prezzi sui mercati mondiali e di ridurre l'attuabilità dell'agricoltura in molti paesi in via di sviluppo, bloccando così gli sforzi di questi paesi nel miglioramento della sicurezza alimentare. In generale, le preoccupazioni sulla sicurezza alimentare nazionale vengono affrontati meglio attraverso lo sviluppo di mercati ben funzionanti, liberi da distorsioni. Ciò significa necessariamente l'affidamento a fonti di rifornimento alternative. Nel caso di insufficienza nella produzione dovuta ad eventi quali siccità o mancato raccolto, persino i paesi che si prefiggono di raggiungere l''autosufficienza' in ultima analisi devono affidarsi alle importazioni.
In breve, le forze di mercato sono il mezzo migliore per determinare l'uso delle risorse, e le decisioni sulla massimizzazione degli introiti e della produzione vengono prese al meglio dagli agricoltori individuali in risposta a precisi segnali di mercato. La questione della sicurezza alimentare nazionale può essere meglio affrontata grazie alla presenza di mercati ben funzionanti, liberi da distorsioni. Se i consumatori norvegesi sono veramente contrari ai rischi e desiderano pagare prezzi più elevati per rinforzare la sicurezza alimentare, la Norvegia non dovrebbe impedire le importazioni degli alimenti più convenienti, dal momento che i norvegesi continuerebbero a scegliere i prodotti interni ad alto prezzo preferendoli a quelli d'importazione a prezzo più basso.

2.0     Attuabilità delle aree rurali
2.1     OCSE - l'approccio neutro

La creazione o il consolidamento dei posti di lavoro nelle aree rurali spesso comportano spese da parte del governo, rimborsi d'imposta o, nel caso del supporto ai prezzi agricoli, costi più elevati ai consumatori. La creazione di posti di lavoro in un settore economico possiede un costo di opportunità in termini di posti di lavoro che avrebbero potuto essere creati in un altro settore con lo stesso esborso. L'aiuto per la creazione di posti di lavoro nel campo agricolo ha quindi senso se risulta meno costoso mantenere un posto in questo settore piuttosto che crearne un altro in un settore diverso o viceversa, oppure se il lavoro agricolo è valutato maggiormente rispetto al lavoro non agricolo (OECD, Multifunctionality: a framework for policy analysis, pag. 15 paragrafo 58).
Tuttavia, l'implicazione dell'attuabilità delle comunità rurali deve essere presa in considerazione se si discute di multifunzionalità (OECD, Multifunctionality: a framework for policy analysis, pag. 16 paragrafo 60).

2.2     Norvegia - l'approccio positivo
Nel sostenimento dell'attuailità delle aree rurali l'agricoltura gioca un ruolo fondamentale. Il settore agricolo rappresenta direttamente ed indirettamente una parte sostanziale dell'occupazione agricola ed in molti casi esistono poche opportunità di lavoro alternative. In molti paesi, la cultura e le tradizioni sono profondamente radicate nella vita e nelle caratteristiche rurali. Inoltre, i problemi sociali ed ambientali spesso sono conseguenza dell'urbanizzazione. In molti paesi, assicurare l'attuabilità delle aree agricole risulta quindi un obiettivo nazionale. Dati i costi elevati che spesso predominano nell'agricoltura rurale, i livelli elevati di supporto sono un elemento indispensabile della politica agricola rurale (Ministero norvegese dell'agricoltura, Non-Trade Concerns in a Multifunctional Agriculture, 2 giugno 1998, pag.vi)

2.3     Australia - l'approccio scettico
I norvegesi ritengono che i problemi del mercato giustificano gli aiuti da parte del governo a favore del settore agricolo. In alcuni casi, gli australiani riconoscono la necessità di interventi da parte del governo per correggere problemi derivanti dal mercato, ma ritengono che gli interventi più efficaci ed efficienti debbano essere rivolti ad obiettivi specifici.
I governi hanno un ruolo fondamentale nel minimizzare le conseguenze negative dell'adeguamento strutturale, ma esiste una gamma di fattori che danno luogo a cambiamenti e non ci si può aspettare che la sola politica agricola sia in grado di superare questa tendenza. L'esperienza ha dimostrato che l'uso di politiche come quella del supporto dei prezzi, atta a controbilanciare la diminuzione del numero di aziende agricole, non è efficace. La risoluzione dei problemi riguardanti l'adeguamento agricolo è molto più efficace se attuata direttamente attraverso un numero di programmi specifici studiati secondo la natura intrinseca dei problemi stessi e dei gruppi interessati (quindi programmi che non considerano la produzione).

3.0     Il collegamento diretto tra l'agricoltura e l'ambiente
3.1     OCSE - l'approccio neutro

I benefici ambientali sono strettamente collegati alla gestione del territorio agricolo [...] sebbene la gestione del territorio, incluso per esempio il miglioramento degli ecosistemi, dell'habitat della flora e della fauna, della conservazione della diversità biologica, possa essere condotta da imprese private non agricole o da gruppi comunitari che hanno un interesse particolare in questi benefici. In molti casi, tuttavia, gli agricoltori avranno un vantaggio nella gestione dell'ambiente naturale, dal momento che sono più informati sulle proprietà ambientali dei loro terreni e possiedono strumenti che possono utilizzare a questo scopo (OECD, Multifunctionality: a framework for policy analysis, pag. 16 paragrafo 61).

3.2     Norvegia - l'approccio positivo
In quanto alla scarsità del paesaggio agricolo, vengono applicate misure per assicurare la sua protezione, che coinvolgono politiche generali e misure specifiche. In molti paesi, un numero consistente di specie in pericolo sono dipendenti dal paesaggio agricolo. La conservazione della biodiversità è quindi strettamente collegata alla protezione del paesaggio agricolo (Ministero norvegese dell'agricoltura, Non-Trade Concerns in a Multifunctional Agriculture, 2 giugno 1998, p.1)

3.3     Australia - l'approccio scettico
I paesaggi agricoli possono accogliere biodiversità, ma questo non significa che una maggiore produzione agricola significa un maggiore paesaggio o una maggiore biodiversità. Infatti, una produzione maggiore può significare paesaggi e vie d'acqua degradate, ed una minore biodiveristà con distruzione degli habitat. Di nuovo, la ricerca ha dimostrato che il modo migliore per ottenere gli obiettivi ambientali è di creare politiche specifiche rivolte ad obiettivi specifici.

4.0     Conclusioni
Il parere di coloro che hanno partecipato alla discussione e che appoggiano il termine "multifunzionalità" è che il supporto legato alla produzione dovrebbe essere concesso per correggere vari tipi di problemi del mercato, mentre gli oppositori ritengono che gli interventi più efficaci ed efficienti dovrebbero essere rivolti ad obiettivi specifici e quindi divisi dalla produzione offrendo aiuti non maggiori del necessario per raggiungere questi risultati senza i costi di mantenimento delle politiche protezionistiche, che sono causa di un'elevata distorsione del mercato.
Tra questi due approcci si trova il parere dell'OCSE, che incoraggia l'uso del supporto diretto in modo che gli aiuti vengano offerti per servizi non agricoli per i quali esista una richiesta conosciuta per i benefici. La consistenza di questi aiuti dovrebbe essere in funzione dei costi sostenuti dall'agricoltore o degli introiti persi a causa della concessione dei benefici stessi, e dovrebbero essere divisi il più possibile dalla produzione o dall'uso dell'input.
L'argomentazione più forte da parte degli scettici è che il sistema esistente non è valido, dal momento che il supporto congiunto arriva ancora agli agricoltori ricchi mentre gli agricoltori poveri rimangono tali, la vitalità delle comunità rurali non è garantita, gli eccessi negli aiuti hanno dato luogo a diversi problemi di tipo ambientale ed hanno incrementato notevolmente i guadagni delle società di prodotti chimici e di fertilizzanti. Dal momento che questi sono argomenti di grande peso all'interno del dibattito, dobbiamo prepararci adeguatamente prima di arrivare al congresso mondiale.


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