DOCUMENTO BASE
"100 GIORNI 100 ASSEMBLEE"
Oltre noi stessi, al di là della nostra scelta di vita e del nostro orgoglio di appartenenza al mondo agricolo, abbiamo bisogno di risposte veloci e concrete perché nello sviluppo dell'impresa il fattore tempo è strategico'
Obiettivo dell'iniziativa, aprire un serrato confronto con le Istituzioni su 3 priorità:
- meno burocrazia e più garanzie sugli investimenti comunitari, nazionali e regionali;
- efficienti servizi nelle aree rurali;
- politiche a favore non solo dell'insediamento ma anche della permanenza dei giovani in agricoltura.
Nel merito, le nostre proposte si possono così articolare:
sul ricambio generazionale ed il rafforzamento dell'imprenditorialità giovanile, occorre passare da uno slogan politico ad una scelta strategica. Innanzitutto un comportamento diverso da parte delle Regioni nelle istruttorie delle pratiche di primo insediamento e dei piani di miglioramento aziendale presentati dai giovani. La legge 441/98 ne sancisce la priorità (artt.1 - 5) ma, il tempo medio di erogazione dei premi di primo insediamento, a livello nazionale nel quinquennio 94/99 è stato di 3 anni e mezzo. Così per i piani di miglioramento. In particolare, nel ricambio generazionale, le aziende condotte da giovani hanno bisogno di supporti finanziari proprio nella fase di start-up, la fase iniziale è sicuramente la più difficile, per questo opportune, oltre ai finanziamenti, le agevolazioni fiscali e contributive. Questa problematica va assolutamente affrontata con le Regioni, affinchè quanto previsto dal Reg. (CE) 1257/99 non faccia la stessa fine. Occorre vigilare e monitorare, a tal fine chiediamo di costituire in ogni regione un Osservatorio per l'Imprenditorialità Giovanile in Agricoltura (OIGA).
La misura di prepensionamento è stata confermata in Agenda 2000 ma solo alcune Regioni l'hanno inserita nei Piani Regionali di Sviluppo (PSR). Una recente indagine ha messo in evidenza che nel quinquennio 94/99, in relazione ai finanziamenti spesi per questo intervento, nell'ambito dell'UE, l'Italia si colloca al penultimo posto con l'1.9% contro la Francia che ne ha utilizzato il 55%, la Grecia il 54.8%, la Spagna il 24.4% e l'Irlanda (prima) il 65.3%. Non basta parlare di prepensionamento come opportunità, anche qui si tratta di una scelta politica che deve essere sostanziata da finanziamenti e da azioni.
Il 94% delle aziende agricole non ha un successore in azienda.E' necessario introdurre delle innovazioni per invertire questa tendenza. La nostra proposta consiste nella possibilità che venga riconosciuta la priorità nell'accesso alle agevolazioni per gli investimenti, a quelle aziende che hanno, al proprio interno, giovani coadiuvanti di età inferiore ai 30 anni. Esisterebbe, così, un concreto riconoscimento di valore ai giovani che supportano l'attività di impresa e rappresentano il possibile ricambio nella gestione aziendale.
La Formazione Professionale è considerata fondamentale dai giovani agricoltori. E'opportuno, non solo, un maggior collegamento con gli incentivi per l'impreditorialità giovanile, ma, anche, elevarne il livello, accrescere la specializzazione, supportare l'introduzione di innovazioni tecnologiche e dell'informatica, soprattutto, quando si è in presenza di un passaggio di titolarità da genitore a figlio. In relazione agli Istituti Professionali di Stato per l'Agricoltura, recentemente, in seguito all'adozione di misure di razionalizzazione della rete scolastica, in molte regioni, le sedi sono state smembrate ed accorpate ad Istituti di altro indirizzo, arrecando un grave danno al patrimonio di esperienze professionali, culturali e tecniche acquisite nel tempo. Configurandosi gli Istituti Agrari come scuole atipiche, alle quali le norme consentono di applicare parametri più favorevoli ai fini del mantenimento dell'autonomia e dell'applicazione di criteri in caso di nuove aggregazioni, occorre garantire tale autonomia e la loro presenza soprattutto dove risultano essere unici del loro ordine e tipo in ambito provinciale. Certo, anche per gli Istituti Agrari si pone l'esigenza di un revisione del programma didattico finalizzata ad una formazione maggiore della 'cultura d'impresa'.
Nelle politiche di riordino fondiario e nel progetto di privatizzazione dei terreni pubblici i giovani agricoltori vogliono essere protagonisti, attraverso strumenti adeguati, primo fra tutti il credito agevolato, affinchè, anche allargando le maglie poderali, possano avere aziende più redditizie ed efficienti.
I giovani, che hanno scelto di "fare impresa" in agricoltura sono i più interessati alla vitalità dei territori rurali ed al miglioramento della qualità della vita in tali aree. Le misure comunitarie previste da Agenda 2000 a favore dello sviluppo rurale, rischiano di non produrre effetti se non sono accompagnate da una scelta strategica del Governo e delle Regioni di investire nei servizi, per potenziarli, proprio nelle aree rurali. Fino ad oggi la valutazione, da parte delle Istituzioni, su questi temi è stata molto "finanziaria" es. quanti bambini sono iscritti nella I classe elementare? E, sotto un certo numero, scattava la soppressione di quella classe perchè considerata antieconomica nella valutazione dei costi. Ecco il salto di qualità da fare: passare da questo tipo di valutazione ad un riconoscimento del valore sociale da attribuire ai servizi nelle aree rurali. Per cui quella I classe elementare ha un valore in quanto dietro ci sono genitori che sono i protagonisti economici di quel territorio.
Per quanto concerne le politiche fiscali e previdenziali, non si può sottacere le difficoltà di applicazione che sta incontrando l'art. 14 della legge 441/98 che prevede agevolazioni fiscali a favore dei giovani, in caso di successione e donazione, se oggetto è l'azienda agricola. Fondamentale, è la modifica della circolare n.109 del 24 maggio 2000, emanata dal Ministero delle Finanze, affinchè per "fondo rustico" si intenda l'impresa nel suo complesso, recuperando, così, la volontà del legislatore. Sotto l'aspetto previdenziale un grande problema, ancora irrisolto, è rappresentato, soprattutto in Puglia, dalle "figure miste" che non consentono a molti giovani di assumere la qualifica di imprenditore agricolo. Infatti, l'iscrizione retroattiva e le pesanti sanzioni previste per i lavoratori agricoli che intendono uscire dal sommerso e assumere la qualifica previdenziale, costituiscono un forte impedimento anche al ricambio generazionale. In questo modo, inoltre, migliaia di imprenditori agricoli "di fatto" non possono fruire dei finanziamenti comunitari perchè costretti a rimanere ancora iscritti negli elenchi dei "braccianti agricoli". Un dato eloquente: in Puglia, a fronte di 115.000 aziende agricole iscritte alla Camera di Commercio, solo 24.014 sono gli iscritti alla gestione dei coltivatori diretti. Occorre un provvedimento che dia trasparenza e certezza a chi si trova nella condizione di "figura mista".
La completa attuazione della Legge 441/98 con la soluzione dei seguenti problemi:
- Art. 6 quote di produzione: occorre riconoscere ai giovani una percentuale maggiore di quote nell'ambito dell'applicazione nazionale dei regimi di limitazione produttiva in agricoltura. Le percentuali fino ad oggi riconosciute (vedi quote latte) sono irrisorie;
- Art.9 servizi di sostituzione: nei bilanci regionali per l'esercizio finanziario 2001 occorre sollecitare stanziamenti al fine di incentivare questi importanti servizi;
- Art.10 garanzia fideiussoria: i giovani non hanno fino ad ora potuto accedere alla garanzia fideiussoria del Fondo interbancario di garanzia in quanto la sezione speciale è priva di fondi. Nella Finanziaria 2001 si chiede un apposito stanziamento.
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