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COSTITUITA L'AGIA PROVINCIALE DI FROSINONE
E' stata costituita l'Agia provinciale di Frosinone, diretta dall'imprenditore agricolo Tonino Marocco, 33 anni e coordinata da Giuseppe Gesuale.
Erano presenti all'assemblea, svolta presso la Cia di Frosinone, i presidenti delle organizzazioni Cia regionale Lazio e provinciale Frosinone, Fabrizio Bartoli e Mario Mancini e il segretario dell'Agia nazionale Rossana Zambelli.
L'incontro è stato aperto dal saluto di Mancini, che ha ricordato l'impegno della Cia di Frosinone nel dare il giusto risalto al lavoro del giovane in agricoltura. "L'agricoltura è una risorsa fondamentale del nostro Paese - ha detto - e rappresenta una valida fonte lavorativa; il giovane comincia ad accorgersene, noi ne prendiamo atto e riteniamo la costituzione dell'Agia un elemento indispensabile".
E' seguita la relazione di Gesuale: "il lavoro dell'Agia di Frosinone - ha detto - verterà essenzialmente su cinque punti: costituire una consulta giovanile permanente; realizzare corsi e seminari per giovani imprenditori; liberare l'imprenditore da ogni costrizione burocratica; rendere le aziende più efficienti con l'informatizzazione; promuovere le strutture associative".
La costituzione dell'Agia nasce in un contesto regionale in evoluzione. I giovani in agricoltura ci sono e, anche se sono ancora troppe le aziende gestite da imprenditori oltre i sessant'anni d'età, comincia a svilupparsi un'inversione di tendenza. Nel Lazio, dal 1994 al 1998, sono stati approvati ben 3.562 nuovi insediamenti, con nuovi imprenditori giovani, dai 18 ai 40 anni d'età. Questo grazie agli incentivi dell'Unione Europea; le statistiche dimostrano che il giovane occupato in azienda produce più del conduttore anziano: nel Lazio il reddito medio lordo prodotto da un'azienda giovane è pari a 5,4 UDE (Unità di Dimensione Economica), di molto superiore al reddito dell'azienda gestita da un imprenditore anziano.
Non vanno però sottovalutate la piccola e piccolissima azienda, che contribuiscono alla formazione del reddito e allo sviluppo della regione. La dimensione aziendale italiana è minima, circa 5 ettari rispetto ai 10-20 ettari delle aziende degli altri paesi europei ma nonostante questo l'Italia è per produzione la seconda regione dopo la Francia, grazie all'ottimo lavoro dell'agricoltore italiano.
La parola è quindi passata a Bartoli: "La Cia del Lazio è impegnato nella costituzione delle Agia provinciali, per rispondere, da un lato, all'esigenza nazionale ma soprattutto perché l'attuazione del Piano di sviluppo rurale ha accelerato la questione dei giovani in agricoltura. Rieti, Roma e Viterbo sono al lavoro per costituire anche loro le Agia provinciali, così come già fatto da Latina e oggi da Frosinone".
I produttori del Frusinate presenti, hanno apprezzato la costituzione dell'Agia provinciale, soprattutto per ricevere informazioni sulle possibilità legali ed economiche di sviluppo.
Ha concluso l'incontro il segretario dell'Agia nazionale Rossana Zambelli: "in Europa solo il 27% dei titolari d'azienda ha meno di 35 anni: il settore va svecchiato! L'agricoltura sta passando inoltre da agricoltura di produzione ad agricoltura di qualità e di tutela dell'ambiente: è importante rendere protagonisti i giovani stessi, tenerli sempre informati e al corrente e l'Agia lavora proprio per questo. Siamo impegnati, tra l'altro, a spronare i giovani agricoltori perché imparino a consultare i servizi che offre la struttura nazionale mediante il collegamento al sito operativo www.agia.it, dove è possibile aderire al progetto 'Qualità giovane', con cui il giovane imprenditore può presentare la propria azienda ed i propri prodotti".
RELAZIONE
DI GIUSEPPE GESUALE
PRESIDENTE
AGIA FROSINONE
Quest'assemblea
si tiene in un momento di grande effervescenza politica ed
economica, non soltanto per il nostro paese, ma per il mondo
intero.
Siamo,
infatti, all'indomani della nascita della moneta unica europea e
all'inizio di un nuovo millennio.
Nuovi
scenari e prospettive si affacciano all'orizzonte.
Questi
mutamenti in atto su scala mondiale, europea e nazionale
rafforzano ancora più intensamente le ragioni avanzate con
forza e fermezza dalla nostra organizzazione per affermare
l'idea di un'agricoltura e di agricoltori al servizio del
progresso, concetto questo, ribadito con forza dalla grande
manifestazione organizzata dalla CIA il 21 marzo a Roma.
Questa
è una fase in cui occorre gestire al meglio le risorse umane, e
noi giovani, aderenti alle diverse organizzazioni agricole
dobbiamo maturare uno spirito unitario che spinga a governare la
globalizzazione dei mercati, con particolare riferimento a
quello agricolo, per far sì che si realizzi uno sviluppo
equilibrato e durevole della società, che sia salvaguardato il
territorio, che sia valorizzato l'ambiente e si creino quindi,
le condizioni per un'alimentazione sana ed equilibrata.
L'agricoltura
e gli agricoltori, soprattutto giovani, nel nostro paese e più
in generale in Europa, non stanno a guardare il trascorrere
degli eventi, ma sono impegnati a adeguarsi a questa nuova realtà.
Quest'impegno,
va assecondato puntando soprattutto sull'autogoverno dei
produttori (abbattimento totale delle quote fisiche di
produzione), su una maggiore valorizzazione dell'impresa e del
fattore umano, e soprattutto attraverso rinnovate politiche
nazionali, che determinino un aumento del reddito degli
agricoltori, la valorizzazione del ruolo propulsivo
dell'agricoltura e lo sviluppo delle politiche territoriali, a
partire da quelle per il rilancio dell'occupazione nel
mezzogiorno.
A
noi giovani, ci aspetta un grande impegno per il futuro, in
particolare rivolgere seria attenzione e controllare questa
nuova rivoluzione scientifica sugli organismi geneticamente
modificati. Essi generano speranze ed entusiasmo, in campo
agricolo e non solo, pensiamo per esempio agli esperimenti
genetici nel campo della medicina, ma incutono anche paura e
profonda apprensione,
perchè possono
determinare un degrado irreversibile per l'ambiente e pericoli
ancora ignoti per la salute umana.
Occorre
stare attenti affinché la ricerca in questo campo, venga
sottratta ad una logica di puro profitto e sia invece sostenuta
ed orientata al servizio dell'uomo per il miglioramento della
qualità della vita.
Occorre
creare, proprio in virtù di queste nuove scoperte, regole
certe, che favoriscano le capacità degli agricoltori ed
assicurino prodotti differenziati, cioè legati al territorio
d'origine, rispondenti ai bisogni salutistici, etici e culturali
della società e quindi identificabili dal consumatore
attraverso idonee etichette.
In
questo senso il nostro impegno sarà per lo sviluppo di metodi
di produzione agricola più rispettosi dell'ambiente e per la
valorizzazione dei prodotti derivati, mediante un informazione
corretta e dettagliata sulle pratiche colturali adottate, che
non imbrogli nessuno né danneggi 1' immagine di alcun comparto
agricolo.
In
questo quadro collocheremo l'azione dell'AGIA, indirizzandola,
ad assicurare ai giovani agricoltori che praticano metodi
biologici i servizi necessari, le forme organizzative più
idonee per commercializzare i prodotti, nonché il sostegno per
ottenere un valido sistema di controllo al fine di tutelare gli
operatori onesti e rafforzare il rapporto di fiducia con i
consumatori, così tanto debilitato dai recenti eventi (BSE).
Pertanto sosteniamo convinti il progetto della CIA aziende
aperte, che punta ad allegare con un patto di fiducia,
produttori e consumatori.
L'Associazione
che ci accingiamo a creare non deve essere intesa, . in alcun
modo, elemento sostitutivo della Confederazione. Essa è,
al contrario, un arricchimento della stessa, un valore aggiunto
che ne riconosce i principi ispiratori e ne condivide appieno le
linee di politica sindacale.
Uno
strumento in più quindi, indirizzata ad una parte della nostra
società, i giovani, che si avvicinano e vogliono conoscere più
a fondo il mondo agricolo con tutte le potenzialità, ed
insieme, le problematiche che offre.
Riconoscendo
il valore di un gruppo dirigente a dir poco lungimirante, come
quello che abbiamo a Frosinone, che aveva avvertito la necessità
di uno strumento specifico per i giovani, già nel dicembre del
1998 in occasione del congresso provinciale, soltanto problemi
formali e burocratici ci hanno impedito fino ad oggi di
formalizzare la costituzione dell'AGIA di Frosinone.
Oggi
ci stiamo dotando di questo strumento. Gli obiettivi che c
prefiggiamo sono quelli già accennati in precedenza, e più
volte richiamati nelle varie manifestazioni: imprese efficienti;
agricoltura diversificata; società armoniosa.
In
questi tre slogan è racchiuso tutto il futuro del nostro mondo
agricolo. Per perseguire questi obiettivi 1'AGIA di Frosinone si
batterà per realizzare alcuni punti che vi vado ad elencare.
-
Costituzione di una consulta giovanile permanente che
comprenda tutte le categorie socio‑economiche, per
consentire uno sviluppo complessivo della nostra provincia
-
Realizzazione di corsi e seminari per giovani
imprenditori, d' inglese, d'informatica, di comunicazione e di
sicurezza sul lavoro, per preparare 1'imprenditore agricolo a
quell'economia globalizzata che desta interesse e timore.
-
Liberare da ogni costrizione burocratica l'imprenditore
con l'appoggio della CIA con tecnici preparati ed aggiornati
-
Rendere le aziende più efficienti con
l'informatizzazione, sfruttando tutte le risorse che ci vengono
messe a disposizione
-
promuovere ed incentivare strutture associative
(associazioni e cooperative di prodotto) che leghino il prodotto
al territorio, lavorando a stretto contatto con l'associazione
"Aziende Aperte".
Per
la realizzazione di questo programma, come abbiamo già detto ci
avvarremmo della professionalità e della competenza della CIA,
che ci offre sicuramente il meglio in merito a tecnologia e
risorse umane.
Da
organizzazione da sempre favorevole all'unità del mondo agricolo,
cercheremo da subito di instaurare un rapporto forte con le
componenti giovanili della Coldiretti e dell'Unione Agricoltori,
per promuovere iniziative comuni e scambi d'esperienze.
Portare
l'agricoltura da quel settore emarginato in cui si trova, ad, un
inserimento totale nel sistema economico e sociale. Far sì che un
giovane, che scelga il mondo agricolo come proprio, non si senta
un cittadino di serie B, ma che si senta un imprenditore a tutti
gli effetti.
Questo
impegno è un impegno forte, tuttavia improrogabile, perché per
riprendere alcune parole del nostro presidente nazionale Massimo
Pacetti "senza agricoltura non c'è futuro" ed io
aggiungo "senza di noi giovani non c'è agricoltura".
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