OSSERVAZIONI SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE AGRICOLO, AGROALIMENTARE, AGROINDUSTRIALE E FORESTALE
Per gli anni 2000/2003
Nell'apprezzare il metodo programmatico che si pone, come obiettivo, il delineare un quadro di riferimento per dare certezze agli operatori del settore, oltre che ai consumatori ed ai cittadini, si ritiene importante sottolineare alcune problematiche di grande rilievo per i giovani agricoltori.
Nel merito:
- Tra le priorità del progetto si indicano, tra le altre, 'una politica di sviluppo rurale' e nell'ambito della 'politica per una nuova impresa' la possibilità di accelerare il ricambio generazionale 'anche attraverso politiche fiscali e previdenziali'. Orbene, sicuramente i giovani, che hanno scelto di 'fare impresa' in agricoltura sono i più interessati alla vitalità dei territori rurali ed al miglioramento della qualità della vita in tali aree, pertanto, più che avere come obiettivo la 'difesa dei servizi, in particolare, quelli pubblici essenziali', si tratta di rilanciare sottolineando che, le stesse misure comunitarie previste da Agenda 2000 a favore dello sviluppo rurale, rischiano di non produrre effetti se non sono accompagnate da una scelta strategica del Governo di investire nei servizi, per potenziarli, proprio nelle aree rurali. Fino ad oggi la valutazione del Governo su questi temi è stata molto 'finanziaria' es. quanti bambini sono iscritti nella I classe elementare? E sotto un certo numero scattava la soppressione di quella classe perchè considerata antieconomica nella valutazione dei costi. Ecco il salto di qualità da fare: passare da questo tipo di valutazione ad un valore sociale da riconoscere ai servizi nelle aree rurali. Per cui quella I classe elementare ha un valore in quanto dietro ci sono genitori che sono i protagonisti economici di quel territorio. Per una più approfondita valutazione dello stato dei servizi nelle aree rurali sarebbe interessante conoscere un'indagine svolta dal MIPAF al fine di redigere un Atlante o una mappatura su tali aspetti. Per quanto concerne le politiche fiscali e previdenziali, non si può sottacere le difficoltà di applicazione che sta incontrando l'art. 14 della legge 441/98 che prevede agevolazioni fiscali a favore dei giovani, in caso di successione e donazione, se oggetto è l'azienda agricola. Fondamentale, sarebbe la risoluzione di tale problema, addivenendo alla modifica della circolare del Ministero delle Finanze del 24 maggio 2000. Sotto l'aspetto previdenziale un grande problema, ancora irrisolto, è rappresentato, soprattutto in Puglia, dalle 'figure miste' che non consentono a molti giovani di assumere la qualifica di imprenditore agricolo. Infatti, l'iscrizione retroattiva e le pesanti sanzioni previste per i lavoratori agricoli che intendono uscire dal sommerso e assumere la qualifica previdenziale, costituiscono un forte impedimento anche al ricambio generazionale. In questo modo, inoltre, migliaia di imprenditori agricoli 'di fatto' non possono fruire dei finanziamenti comunitari perchè costretti a rimanere ancora iscritti negli elenchi dei 'braccianti agricoli'. Un dato eloquente: in Puglia, a fronte di 115.000 aziende agricole iscritte alla Camera di Commercio, solo 24.014 sono gli iscritti alla gestione dei coltivatori diretti. Occorre, una legge che dia trasparenza e certezza a chi si trova nella condizione di 'figura mista'.
- Una politica per la qualità, è, sicuramente, importante, ma altrettanto fondamentale è attuare una vera educazione al consumo. I giovani agricoltori si sentono protagonisti del miglioramento qualitativo delle produzioni e si pongono come garanti della qualità nei confronti dei consumatori. Sono consapevoli del calo della produttività legato al minor uso di fitosanitari, ma vogliono veder realizzati interventi di valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità affinchè il loro reddito non venga penalizzato.
- Per quanto concerne le Campagne di Informazione, si fa presente che il CEJA (Consiglio Europeo dei Giovani Agricoltori), di cui sono membri: l'AGIA, l'ANGA ed al Movimento Giovanile Coldiretti, ha promosso una campagna di informazione 'Missione Tellus', indirizzata ai bambini delle V classi elementari, che verrà realizzata a partire dall'anno scolastico 2001/2002. Per la prima volta i giovani agricoltori dell'UE sono protagonisti ed uniti in un progetto di conoscenza dell'agricoltura rivolta ai bambini di oggi che saranno i futuri consumatori. Il MIPAF potrebbe essere tra gli sponsor di tale progetto a sostegno di una iniziativa di grande valore. (si allega sintesi del progetto).
- Sul punto 5.1 ricambio generazionale, rafforzamento dell'imprenditorialità giovanile e femminile, occorre passare da uno slogan politico ad una scelta strategica. Innanzitutto un comportamento diverso da parte delle Regioni nelle istruttorie delle pratiche di primo insediamento e dei piani di miglioramento aziendale presentati dai giovani. La legge 441/98 ne sancisce la priorità (artt.1 - 5) ma, il tempo medio di erogazione dei premi di primo insediamento, a livello nazionale nel quinquennio 94/99 è stato di 3 anni e mezzo. Così per i piani di miglioramento. In particolare, nel ricambio generazionale, le aziende condotte da giovani hanno bisogno di supporti finanziari proprio nella fase di start-up, la fase iniziale è sicuramente la più difficile, per questo opportune, oltre ai finanziamenti, le agevolazioni fiscali e contributive. Questa problematica va assolutamente affrontata con le Regioni, affinchè quanto previsto dal Reg. (CE) 1257/99 non faccia la stessa fine. Occorre vigilare e monitorare, per questo potrebbe essere utile costituire in ogni regione un Osservatorio per l'Imprenditorialità Giovanile in Agricoltura (OIGA), come scelta strategica indicata anche in un documento di programmazione. Si parla di riordino fondiario e di privatizzazione dei terreni pubblici, è necessario concertare con la riformata ISMEA (che ha accorpato la Cassa per la Formazione della Proprietà Contadina) per valutare come attuare e migliorare quanto previsto dall'art.4 della legge 441/98 (ristrutturazione fondiaria), unitamente ad una conoscenza dei programmi regionali di riordino fondiario. Sul prepensionamento si parla di incentivazione. Anche qui bisognerebbe fare una verifica sui PSR per valutare quante Regioni lo hanno previsto. Sull'ultimo numero di Agrisole in un articolo, che si allega, si parla di un fallimento e si colloca l'Italia al penultimo posto con l'1.9% dei finanziamenti utilizzati contro la Francia che ne ha utilizzato il 55%, la Grecia il 54.8%, la Spagna il 24.4% e l'Irlanda (prima) il 65.3%. Non basta parlare di prepensionamento come opportunità, anche qui si tratta di una scelta politica che deve essere sostanziata da finanziamenti e da azioni. Se è vero il dato che il 94% delle aziende agricole non ha un successore in azienda, è necessario introdurre delle innovazioni per invertire questa tendenza. La nostra proposta consiste nella possibilità che venga riconosciuta la priorità nell'accesso alle agevolazioni per gli investimenti, a quelle aziende che hanno, al proprio interno, giovani coadiuvanti di età inferiore ai 30 anni. Esisterebbe, così, un concreto riconoscimento di valore ai giovani che supportano l'attività di impresa e rappresentano il possibile ricambio nella gestione aziendale. All'art.10 della legge 441/98 si prevede la possibilità per i giovani di accedere alla garanzia fideiussoria della sezione speciale del Fondo Interbancario di garanzia. Tale opportunità fino ad oggi non è stata utilizzata in quanto il Fondo è privo di copertura finanziaria. Si propone, inoltre, di prevedere interventi agevolati per progetti di informatizzazione, affinchè i giovani agricoltori possano cogliere appieno le opportunità che internet offre.
- In relazione al Fondo di Solidarietà, non più rinviabile è la riforma della legge 185/92, che dovrà tener conto dei nuovi rischi a cui è sottoposta l'azienda al di là delle calamità naturali.
- Sulla Formazione, è opportuno, non solo, un maggior collegamento con gli incentivi per l'impreditorialità giovanile, ma, anche, elevarne il livello, accrescere la specializzazione, supportare l'introduzione di innovazioni tecnologiche e dell'informatica, soprattutto, quando si è in presenza di un passaggio di titolarità da genitore a figlio. In relazione agli Istituti Professionali di Stato per l'Agricoltura, recentemente, in seguito all'adozione di misure di razionalizzazione della rete scolastica, in molte regioni, le sedi sono state smembrate ed accorpate ad Istituti di altro indirizzo, arrecando un grave danno al patrimonio di esperienze professionali, culturali e tecniche acquisite nel tempo. Configurandosi gli Istituti Agrari come scuole atipiche, alle quali le norme consentono di applicare parametri più favorevoli ai fini del mantenimento dell'autonomia e dell'applicazione di criteri in caso di nuove aggregazioni, occorre garantire tale autonomia e la loro presenza soprattutto dove risultano essere unici del loro ordine e tipo in ambito provinciale. Certo, anche per gli Istituti Agrari si pone l'esigenza di un revisione del programma didattico finalizzata ad una formazione maggiore della 'cultura d'impresa'.
- La Ricerca non deve essere più 'fine a se stessa' ma ancorata alle esigenze produttive e, soprattutto, i giovani chiedono che i risultati della Ricerca siano accessibili a tutti gli attori della filiera agricolo-alimentare.
- Supportare l'Associazionismo economico dei produttori è sicuramente rilevante, ma occorre eliminare gli interventi 'a pioggia' e creare parametri di valutazione in relazione alle reali quantità di prodotto rappresentato e della capacità di attuare efficaci politiche di marketing sia tradizionale che tecno-innovativo.
- L'acqua in agricoltura è sinonimo di ricchezza produttiva. Il problema dell'acqua, nel mondo, assumerà una dimensione pari, se non superiore a quello dell'energia. Per affrontare tale problema, importante sarebbe la costituzione di un'Autorità Unica per le acque a livello nazionale, in ogni paese, così da permettere la creazione di un'autorità unica a livello mondiale.
Roma 31.08.2000
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